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Mentre Mosca accusa Kiev per la strage del Crocus, gli ucraini attaccano in Crimea: decine di razzi sulle basi russe a Sebastopoli

Colpiti il centro comunicazioni e la sala computer della Flotta del Mar Nero, un aeroporto e una base militare
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Nel mezzo delle pericolose accuse reciproche tra russi e ucraini sulle responsabilità per la strage del Crocus City Hall di Mosca, Kiev ha scatenato la più massiccia controffensiva missilistica contro la Crimea occupata dall’inizio del conflitto. Un’ora e mezza di bombardamento terribile diretto al centro di Sebastopoli e in altre città della Crimea con una lunga serie di lanci di Storm Shadow, secondo le prime ricostruzioni, solo in parte abbattuti dalla contraerea.

Le immagini girate coi telefonini dagli abitanti di Sebastopoli sono eloquenti e drammatiche: esplosioni deflagrano nel centro della città levando nuvole di fuoco e fumo. Secondo fonti ucraine e fonti di intelligence aperte, l’attacco massiccio avrebbe centrato la base del centro comunicazioni della Flotta del mar Nero, un aeroporto e una base militare.

L’allarme aereo in Crimea è durato un’ora e mezza e si è spento intorno alle 22,50 italiane. Il bilancio dei danni è solo abbozzato perché, come sempre, non vengono …

Nel mezzo delle pericolose accuse reciproche tra russi e ucraini sulle responsabilità per la strage del Crocus City Hall di Mosca, Kiev ha scatenato la più massiccia controffensiva missilistica contro la Crimea occupata dall’inizio del conflitto. Un’ora e mezza di bombardamento terribile diretto al centro di Sebastopoli e in altre città della Crimea con una lunga serie di lanci di Storm Shadow, secondo le prime ricostruzioni, solo in parte abbattuti dalla contraerea.

Le immagini girate coi telefonini dagli abitanti di Sebastopoli sono eloquenti e drammatiche: esplosioni deflagrano nel centro della città levando nuvole di fuoco e fumo. Secondo fonti ucraine e fonti di intelligence aperte, l’attacco massiccio avrebbe centrato la base del centro comunicazioni della Flotta del mar Nero, un aeroporto e una base militare.

L’allarme aereo in Crimea è durato un’ora e mezza e si è spento intorno alle 22,50 italiane. Il bilancio dei danni è solo abbozzato perché, come sempre, non vengono diffuse da nessuna delle due parti in guerra le notizie precise sui propri obiettivi militari colpiti; chi li subisce si limita a citare eventuali vittime e danni agli immobili “civili”, che spesso nascondono in realtà obiettivi militari.

Negli attacchi, sferrati con armi di precisione, secondo il governatore russo della Crimea c’è almeno una vittima, una donna uccisa nel suo appartamento. Secondo i canali media russi nella sola Sebastopoli si sarebbero sentite “una ventina di esplosioni”, ma altre esplosioni sarebbero avvenute a Yevpatoria e a Kerch, sempre nella Crimea occupata dai russi.

I canali filorussi miminizzano i danni subiti: più di 10 missili sarebbero stati intercettati ed abbattuti, e “l'attacco missilistico continua” scriveva il governatore Razvozhaev. “Nella zona di via Rudneva un razzo ha colpito un edificio per uffici. A Batumskaya Street le schegge hanno colpito un edificio di cinque piani e una condotta del gas, e una donna è stata ferita”, scrivono. Parlano anche di schegge su strade e una casa colpita nella zona dell'autostrada Kachinskoye.

Ma le notizie da fonti di intelligence aperte sono ben diverse: almeno 3 missili Storm Shadow avrebbero colpito il principale hub per la comunicazione e il centro computerizzato usato dalla flotta del Mar Nero della Federazione Russa. Missili Storm Shadow e Scalp-Eg avrebbero centrato diverse basi usate dai militari russi tra cui anche l’aeroporto militare Belbek e la Base operativa della 810° brigata di fanteria delle guardie navali.

Intanto il ministero della Difesa russo annunciava di avere distrutto 19 proiettili “Vampire MLRS” anche nella regione di Belgorod, a nordest dell’Ucraina. Una notte drammatica di guerra che segue gli attacchi incrociati dei giorni scorsi alle centrali energetiche, alzando ancora volta il tiro su questa guerra in cui la parola pace sembra sempre più lontana e impronunciabile.

L’attacco di stanotte è anche un messaggio che Kiev lancia a Mosca, dopo mesi di polemiche sulla crisi di tenuta delle difese ucraine e sulla scarsità di munizioni: non pensi che gli ucraini non siano più in grado di offendere con risultati potenzialmente devastanti; non sottovaluti le difficoltà politiche scaturite dalla “stanchezza” dei suoi volontari al fronte e soprattutto dei suoi alleati europei e americani. Ma è anche un colpo assestato a un paese ferito da un attentato terroristico tra i più cruenti della storia recente, e uno schiaffo al presidente Putin che difficilmente resterà senza conseguenze.

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