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Bombe e caccia, è alta tensione tra Kiev e Mosca. Missile russo sorvola la Polonia

Salgono a 137 le vittime dell’attentato alla Crocus. Dopo le torture due dei presunti killer si dichiarano colpevoli. Mosca manda i bombardieri sulla capitale ucraina e Leopoli. Allerta a Varsavia. Duello sul Mar di Barents tra aerei Usa e russi
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Il dolore per la strage di innocenti nella sala concerti Crocus City Hall di Mosca non bagna le polveri della guerra in Ucraina: «Pensavamo fosse iniziata la terza guerra mondiale», racconta una famiglia a Kiev dopo un sabato notte terribile.

Mentre si levavano alte le polemiche sulla matrice dell’attentato — rivendicato dall’Isis, ma Mosca ritiene responsabile Kiev nella cui direzione fuggivano i terroristi — sabato sera gli ucraini hanno lanciato due imponenti attacchi missilistici a distanza in Russia e in Crimea. Mosca ha risposto con una nuova violentissima ondata di missili, la terza in quattro notti. Uno dei quali ha invaso per 39 secondi lo spazio aereo della Polonia, territorio Nato: un incidente pericolosissimo e già accaduto, Varsavia ha alzato in volo gli F16.

(afp)

Kiev ha attaccato con una ventina di “Vampire Mlrs” la regione di Belgorod; e a Sud, nella Crimea occupata, con un’ondata…

Il dolore per la strage di innocenti nella sala concerti Crocus City Hall di Mosca non bagna le polveri della guerra in Ucraina: «Pensavamo fosse iniziata la terza guerra mondiale», racconta una famiglia a Kiev dopo un sabato notte terribile.

Mentre si levavano alte le polemiche sulla matrice dell’attentato — rivendicato dall’Isis, ma Mosca ritiene responsabile Kiev nella cui direzione fuggivano i terroristi — sabato sera gli ucraini hanno lanciato due imponenti attacchi missilistici a distanza in Russia e in Crimea. Mosca ha risposto con una nuova violentissima ondata di missili, la terza in quattro notti. Uno dei quali ha invaso per 39 secondi lo spazio aereo della Polonia, territorio Nato: un incidente pericolosissimo e già accaduto, Varsavia ha alzato in volo gli F16.

(afp)

Kiev ha attaccato con una ventina di “Vampire Mlrs” la regione di Belgorod; e a Sud, nella Crimea occupata, con un’ondata di missili Storm Shadow e Scalp a Sebastopoli, centro nevralgico della flotta russa nel Mar Nero. Secondo i russi entrambi gli attacchi sono stati respinti, ma i video mostrano gigantesche esplosioni in città. Secondo gli ucraini e fonti aperte di intelligence sono stati colpiti obiettivi di grande importanza: la sala operativa della Flotta del Mar Nero, un gigantesco deposito di carburante, l’aeroporto militare di Gvardeyskoye e due grandi navi da sbarco, la Yamal e la Azov.

Uno schiaffo al Cremlino che ha reagito con un attacco potente. I canali Telegram hanno dato la notizia che 14 caccia bombardieri russi erano in volo e ne hanno seguito le operazioni parallelamente ai radar ufficiali dell’allarmo aereo: hanno raccontato di decine di missili lanciati, ne hanno previsto l’ora di arrivo in Ucraina, poi ne hanno seguito le acrobazie per evitare le difese aeree: «Quando si sono avvicinati alla frontiera polacca e sono decollati gli F16 pensavamo fosse l’Armageddon», raccontano a Kiev dove alla fine ci sono state solo «due esplosioni per missili abbattuti in periferia».

(reuters)

La capitale ha ottime difese antiaeree, ma il resto del Paese soffre. Il governatore di Leopoli ammette la gigantesca esplosione di «un’infrastruttura strategica», probabilmente un deposito di armi o munizioni che ha bruciato tutto il giorno. Drammatica la situazione anche a Kharkiv, «sono state distrutte sottostazioni di trasformazione e cogenerazione» per il riscaldamento, dice il sindaco. Parte della città è al buio. Il più importante produttore di energia, Dtek, dice che negli ultimi attacchi «nel complesso abbiamo perso il 50% della produzione».

Ma le preoccupazioni più gravi sono altre: il sorvolo in Polonia ne ha scatenato la reazione, con la convocazione dell’ambasciatore. Si continua a giocare con il fuoco: due bombardieri strategici Usa «in avvicinamento al confine di stato russo» sul Mare di Barents hanno virato solo quando li ha intercettati un Mig-31 russo. La tensione è alle stelle, e Mosca continua a ritenere Kiev coinvolta nel massacro del Crocus. Il numero delle vittime accertate è salito ad almeno 137 morti, e sono iniziati gli interrogatori degli arrestati che i video mostrano torturati dopo la cattura. Uno di loro è stato casualmente fotografato al Crocus il 7 marzo, lo stesso giorno in cui gli Usa avvertirono i loro cittadini di stare alla larga da «concerti e grandi raduni» per possibili «attentati dell’Isis». Un video girato dagli stessi terroristi mostra uno di loro pronunciare «Allah akbar», ma senza urlarlo come di consueto. Tutti elementi che lasciano accesa la miccia sulle accuse, che Kiev continua a respingere con pieno sostegno degli Usa.

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