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“L’Isis è il nemico comune”. La mossa di Biden dopo l’allarme terrorismo ignorato da Putin

(ansa)
Il leader Usa punta a slegare l’attentato a Mosca dalla guerra in Ucraina. La Cia aveva avvertito l’Fsb del rischio jihadista in virtù del “duty to warn”, l’obbligo di informare tutti i paesi in caso di pericoli di questo tipo
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NEW YORK – “L’Isis è un comune nemico terroristico che deve essere sconfitto ovunque”, ma proprio per questo non va mescolato strumentalmente alla guerra in Ucraina, che resta un’invasione illegale e ingiustificata. È il messaggio che la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha inviato ieri alla Russia, condannando l’attacco e facendo le condoglianze per le vittime civili innocenti, ma tenendolo separato da Kiev.

“L’Isis Khorasan conserva capacità e volontà di attaccare gli Stati Uniti e gli interessi occidentali all’estero, nel giro di sei mesi e con poco o alcun preavviso». Solo giovedì, parlando alla Camera, il generale Michael Kurilla aveva lanciato questo allarme. Il capo del Central Command, che gestisce le operazioni del Pentagono in Medio Oriente, non era entrato nei dettagli dell’intelligence su cui basava la sua allerta, ma ora sappiamo con certezza che pochi giorni prima lo stesso avvertimento specifico era stato consegnato dalla Cia a Mosca.

L’ambasciata Usa…

NEW YORK – “L’Isis è un comune nemico terroristico che deve essere sconfitto ovunque”, ma proprio per questo non va mescolato strumentalmente alla guerra in Ucraina, che resta un’invasione illegale e ingiustificata. È il messaggio che la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha inviato ieri alla Russia, condannando l’attacco e facendo le condoglianze per le vittime civili innocenti, ma tenendolo separato da Kiev.

“L’Isis Khorasan conserva capacità e volontà di attaccare gli Stati Uniti e gli interessi occidentali all’estero, nel giro di sei mesi e con poco o alcun preavviso». Solo giovedì, parlando alla Camera, il generale Michael Kurilla aveva lanciato questo allarme. Il capo del Central Command, che gestisce le operazioni del Pentagono in Medio Oriente, non era entrato nei dettagli dell’intelligence su cui basava la sua allerta, ma ora sappiamo con certezza che pochi giorni prima lo stesso avvertimento specifico era stato consegnato dalla Cia a Mosca.

L’ambasciata Usa l’aveva reso pubblico, aggiungendo che l’obiettivo poteva essere un concerto. Putin aveva scelto di ignorarlo e usarlo in pubblico per accusare gli Stati Uniti di voler “intimidire e destabilizzare la nostra società”. Ora sappiamo come stavano davvero le cose, nonostante il capo del Cremlino cerchi falsamente di trascinare l’Ucraina in questa tragedia, e sappiamo che l’allarme riguarda anche noi, perché secondo l’intelligence la mira è puntata su tutti gli interessi occidentali all’estero.

Isis Khorasan è il ramo afghano dello Stato islamico, tristemente noto in America perché durante il ritiro dall’Afghanistan aveva condotto l’attentato all’aeroporto di Kabul in cui erano morti 13 soldati Usa. Lasciando il Paese l’intelligence ha perso alcune capacità di seguire il gruppo terroristico, ma l’attenzione resta alta, anche da parte dei colleghi europei, che secondo il New York Times hanno scoperto e debellato negli ultimi mesi diversi tentativi di colpire il Vecchio continente.

Per la sua matrice sunnita, l’Isis-K è nemico dell’Iran sciita. Infatti a gennaio aveva attaccato la processione a Kerman per ricordare il generale Qassim Suleimani, uccidendo 84 persone. Il capo dei pasdaran era stato eliminato dagli americani durante l’amministrazione Trump, ma proprio la Cia aveva informato i colleghi di Teheran del rischio attentato. Questo perché i servizi americani hanno il “duty to warn”, dovere di informare tutti, anche i nemici, se scoprono complotti terroristici.

Non sappiamo se aldilà delle critiche pubbliche di Putin, l’intelligence di Mosca abbia preso sul serio l’avvertimento e agito. Di certo però questo esclude il coinvolgimento dell’Ucraina, e apre la porta ad un clima di instabilità continua per il rischio di altri attacchi. L’Isis-K infatti rimprovera a Putin la guerra contro l’Islam, cominciata dall’invasione sovietica dell’Afghanistan. Anche l’Europa è nel mirino e tutti dovrebbero collaborare all’interesse comune di neutralizzare questa minaccia, lasciando invece fuori l’Ucraina, che resta teatro di un’invasione illegale. A meno che Putin rinunci ad aggredirla, per concentrarsi sul vero nemico.

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