✕

L’ipotesi del carburante sporco e il pericolo per i container contaminati: cosa sappiamo del crollo del ponte di Baltimora

(afp)
Il Francis Scott Key Bridge, il ponte dell’inno americano, è crollato dopo l’impatto con la nave cargo Dali. Al momento la dinamica dell’incidente è ancora tutta da chiarire anche se a prevalere è la pista di un problema di alimentazione. “I sei dispersi sono probabilmente morti”
3 minuti di lettura

NEW YORK - Il Francis Scott Key Bridge di Baltimora, considerato il ponte dell’inno americano, è crollato come un castello di carte, dopo essere stato colpito da una nave cargo. L’incidente è avvenuto intorno all’una e mezza di notte del 26 marzo. Un giorno dopo il disastro, sei persone risultano disperse. Si tratta dei sei operai impegnati in lavori di riparazione sul ponte, tra loro figurano cittadini di origine guatemalteca e messicana. "Data la temperatura dell'acqua e il tempo trascorso dal crollo del ponte non crediamo che riusciremo a trovare nessuno dei sei dispersi ancora vivo", ha riferito il capo della Guardia Costiera di Baltimora l'ammiraglio Shannon Gilreath dopo aver annunciato la sospensione delle ricerche con i sommozzatori.

Non è chiaro che cosa abbia provocato l’impatto. Subito è stata esclusa l’ipotesi hackeraggio, uno degli incubi americani dopo la scoperta, in passato, della capacità di crybercriminali russi di entrare nei software delle maggiori infrastrutture i…

NEW YORK - Il Francis Scott Key Bridge di Baltimora, considerato il ponte dell’inno americano, è crollato come un castello di carte, dopo essere stato colpito da una nave cargo. L’incidente è avvenuto intorno all’una e mezza di notte del 26 marzo. Un giorno dopo il disastro, sei persone risultano disperse. Si tratta dei sei operai impegnati in lavori di riparazione sul ponte, tra loro figurano cittadini di origine guatemalteca e messicana. "Data la temperatura dell'acqua e il tempo trascorso dal crollo del ponte non crediamo che riusciremo a trovare nessuno dei sei dispersi ancora vivo", ha riferito il capo della Guardia Costiera di Baltimora l'ammiraglio Shannon Gilreath dopo aver annunciato la sospensione delle ricerche con i sommozzatori.

Non è chiaro che cosa abbia provocato l’impatto. Subito è stata esclusa l’ipotesi hackeraggio, uno degli incubi americani dopo la scoperta, in passato, della capacità di crybercriminali russi di entrare nei software delle maggiori infrastrutture in Usa.

Baltimora, una nave portacontainer urta il Francis Scott Key Bridge e lo fa crollare

Il carburante sporco

Fonti vicine all’indagine, riportate dal Wall Street Journal, raccontano che a causare l’incidente potrebbe essere stata la presenza di carburante contaminato che avrebbe portato la nave a perdere potenza e quindi all’impatto con il ponte.

Secondo quanto riportato dal rapporto della Guardia Costiera, dopo circa un’ora che la Dali aveva iniziato il suo viaggio martedì le luci avevano iniziato a spegnersi. Da qui la segnalazione da parte di un pilota e di un assistente del porto di problemi di alimentazione e di una perdita di propulsione.

"L'imbarcazione si è spenta, senza potenza e senza elettronica", ha detto un ufficiale a bordo della nave martedì. "Uno dei motori si è fermato. L'odore di carburante bruciato era ovunque nella sala macchine ed era buio pesto". La nave non ha avuto il tempo di gettare le ancore per interrompere la deriva, ha detto l'ufficiale. Prima dell'incidente, i membri dell'equipaggio avevano lanciato una richiesta di soccorso.

Il materiale pericoloso nei container

La Guardia Costiera degli Stati Uniti sta esaminando più di una dozzina di container danneggiati, che potrebbero contenere materiali potenzialmente pericolosi, a bordo della nave. Lo rivela un documento del governo americano ottenuto dalla Cnn e un funzionario statunitense. Dei tredici container danneggiati "alcuni hanno contenuti dei Centers for Disease Control and Prevention e/o di materiali pericolosi (Hazmat)" e si sta esaminando il carico per determinare cosa c'era a bordo ed eventuali rischi per la salute, ha dichiarato un funzionario statunitense.

L’ipotesi collisione volontaria

Subito il segretario alla Sicurezza interna Alejandro Mayorkas aveva escluso anche l’ipotesi della collisione volontaria. Il cargo era stato ispezionato ventisette volte negli ultimi nove anni. Dai controlli erano emersi immediatamente due problemi legati alla propulsione dei motori ed erano stati evidenziati “problemi strutturali”. Ma intanto ha continuato a viaggiare. Washington parla di una “concatenazione di eventi” che ha messo sotto shock la città alle porte della capitale.

Il fumo prima dell’impatto

Il cargo “Dali” è registrato a Singapore e aveva lasciato da poco il porto di Baltimora, diretto a Colombo, in Sri Lanka, quando ha perso, all’improvviso, potenza come hanno confermato le autorità spiegando che ci sarebbe stato un “problema di alimentazione”.

Un video mostra una colonna nera di fumo uscire dalla nave poco prima del violento impatto contro il supporto del ponte. Per un cargo di quelle dimensioni, davanti a un’avaria, occorre più di un miglio marino per riuscire a fermare tutto e tornare indietro. Non c’è stato lo spazio e il tempo per evitare l’impatto che, come appare nei video girati nella notte, è stato sconvolgente. Il ponte, lungo due chilometri e mezzo, si è spezzato in almeno tre punti, adagiandosi sull’acqua e sulla nave, ma senza provocare feriti tra le persone a bordo. Sulla strada sovrastante, però, c’erano auto e truck.

Esclusa la perdita di carburante

Il Francis Scott Key Bridge è uno dei passaggi chiave della costa Est anche per la vicinanza al porto. Secondo i vigili del fuoco, a quell’ora era a lavoro sul ponte una squadra di operai, ma di cui non si conosce la dimensione. Quello che resta ora è il cargo portacontainer fermo in mezzo all’acqua e la struttura adagiata sulla prua. La compagnia proprietaria del cargo ha escluso perdite di carburante, ma i vigili del fuoco hanno detto di aver sentito un forte odore di diesel. Centinaia di metri di ponte sono sommersi in un fondale profondo una quindicina di metri e, al momento dell’incidente, con una temperatura di 8 gradi.

“Una scena da film”

“Non avrei mai immaginato di vedere una scena simile - ha dichiarato il sindaco di Baltimora, Brandon Scott - vedere fisicamente il Key Bridge crollare in quel modo. È sembrata una scena da film. È una tragedia inimmaginabile”. Il portavoce dei vigili del fuoco, Kevin Cartwright, ha confermato poco fa che sul ponte c’erano molte auto, incluso un camion, ma se fosse successo poche ore dopo avrebbe coinvolto centinaia di auto. Inaugurato nel 1977, il ponte era stato intitolato a Francis Scott Key, giurista e poeta americano, l’autore della poesia “The Star-Spangled Banner”, diventata poi il testo dell’inno americano.

Leggi i commenti