La grande fuga dal Garrick: il club di soli uomini ora imbarazza la Londra del potere
di Enrico FranceschiniLONDRA – È cominciata la grande fuga dal Garrick, l’ultimo club “per gentiluomini” della capitale britannica che esclude le donne. Quattro importanti giudici hanno annunciato lunedì le dimissioni dal club, di cui avevano già stracciato la tessera nei giorni scorsi Simon Case, capo del servizio civile e capo di gabinetto del premier Rishi Sunak, e Richard Moore, il direttore dell’Mi6, il servizio di spionaggio. Altri potrebbero andarsene presto, mentre continua la campagna per convincere il Garrick a cambiare il regolamento, ammettendo anche soci di sesso femminile.
Fin dalla sua fondazione nel 1864, l’esclusivo club nel cuore di Londra accetta soltanto soci maschi: le donne possono entrare, per esempio per cenare al ristorant…
LONDRA – È cominciata la grande fuga dal Garrick, l’ultimo club “per gentiluomini” della capitale britannica che esclude le donne. Quattro importanti giudici hanno annunciato lunedì le dimissioni dal club, di cui avevano già stracciato la tessera nei giorni scorsi Simon Case, capo del servizio civile e capo di gabinetto del premier Rishi Sunak, e Richard Moore, il direttore dell’Mi6, il servizio di spionaggio. Altri potrebbero andarsene presto, mentre continua la campagna per convincere il Garrick a cambiare il regolamento, ammettendo anche soci di sesso femminile.
Fin dalla sua fondazione nel 1864, l’esclusivo club nel cuore di Londra accetta soltanto soci maschi: le donne possono entrare, per esempio per cenare al ristorante o per un evento, ma soltanto se accompagnate da un uomo. Fino a non molti anni fa questa era la regola di tutti i gentlemen’s club della metropoli, ma la battaglia per la parità dei diritti ha fatto cadere la restrizione in uno dopo l’altro. Il Garrick è uno degli ultimi a resistere a una corrente d’opinione largamente maggioritaria nella società inglese che esige di aprire le porte dei club, così come quelle di ogni altra associazione, a entrambi i sessi.
Per la verità anche una risicata maggioranza dei suoi soci è favorevole all’adesione delle donne: nel 2015 si è svolto un referendum interno e il 50,5 per cento dei membri del Garrick ha votato per accettare l’adesione di tutti, indiscriminatamente dal sesso. Ma le norme del club esigono che, per cambiare una regola simile, occorre una maggioranza di due terzi e così non se n’è fatto niente. Adesso però una campagna del Guardian e una lettera aperta di un centinaio di avvocati e avvocate ha rilanciato la battaglia: la pubblicazione sul giornale dei nomi dei soci maschi ha creato forte imbarazzo, provocando le prime dimissioni.
I quattro giudici che si sono dimessi dal Garrick sono sir Keith Lindblom, magistrato di corte d’appello, e tre magistrati dell’Alta Corte, sir Nicholas Cusworth, sir Nicholas Lavender e sir Ian Dove. Un portavoce del ministero della Giustizia non esclude che anche altri giudici si siano dimessi, senza dare pubblicità al proprio gesto. “L’appartenenza a un club che vieta l’iscrizione alle donne è incompatibile con i principi di giustizia, eguaglianza ed equità espressi dai membri delle professioni legali”, afferma la lettera coordinata da due donne barrister, come si chiamano in Inghilterra gli avvocati di più alto livello, Charlotte Proudman e Elisabeth Traugott. Un’altra avvocata di grande prestigio, Helena Kennedy, ha proposto che il Regno Unito adotti un codice di condotta simile a quello americano, che vieta ai giudici di iscriversi a organizzazioni che discriminano sulla base del sesso, della razza, della religione o dell’origine nazionale.
Ma alcuni dei più famosi membri del Garrick continuano a tacere davanti alla polemica, apparentemente senza intenzione di dimettersi o di forzare il club a cambiare atteggiamento: fra questi figurano re Carlo III, gli attori Benedict Cumberbatch e Brian Fox, il direttore d’orchestra Antonio Pappano, il magnate degli alberghi Rocco Forte e il ministro Michael Gove. La lotta per aprire alle donne l’ultimo baluardo del maschilismo inglese continua.