“Eurodeputati pagati dai russi”. Dalla Repubblica Ceca al Belgio adesso lo scandalo si allarga
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI — «La Russia ha avvicinato degli eurodeputati ma li ha anche pagati per promuovere la propaganda russa, con dei parlamentari che hanno ricevuto denaro». L’accusa viene dal premier belga Alexander De Croo, dopo che la notizia di un nuovo scandalo sull’Europarlamento è trapelata dai servizi segreti della Repubblica Ceca. Il governo di Praga ha rivelato una rete di propaganda filorussa sull’Ucraina che ha usato come principale mezzo di disinformazione il sito Voice of Europe. De Croo, che ha la presidenza di turno dell’Ue, ha ripreso l’allarme, aggiungendo dettagli. «È una pressione esterna, ma c’è anche una cooperazione dall’interno», ha spiegato il premier, parlando di interferenze di Mosca «ai livelli più alti delle nostre istituzioni democratiche».
Lo scandalo partito da Praga rischia ora di allargarsi ad altri Paesi, almeno sei sono citati dai media cechi: Germania, Francia, Polonia, Paesi Bassi, Belgio e Ungheria. I leader dei gruppi liberali e verdi dell’Europarlamento…
PARIGI — «La Russia ha avvicinato degli eurodeputati ma li ha anche pagati per promuovere la propaganda russa, con dei parlamentari che hanno ricevuto denaro». L’accusa viene dal premier belga Alexander De Croo, dopo che la notizia di un nuovo scandalo sull’Europarlamento è trapelata dai servizi segreti della Repubblica Ceca. Il governo di Praga ha rivelato una rete di propaganda filorussa sull’Ucraina che ha usato come principale mezzo di disinformazione il sito Voice of Europe. De Croo, che ha la presidenza di turno dell’Ue, ha ripreso l’allarme, aggiungendo dettagli. «È una pressione esterna, ma c’è anche una cooperazione dall’interno», ha spiegato il premier, parlando di interferenze di Mosca «ai livelli più alti delle nostre istituzioni democratiche».
Lo scandalo partito da Praga rischia ora di allargarsi ad altri Paesi, almeno sei sono citati dai media cechi: Germania, Francia, Polonia, Paesi Bassi, Belgio e Ungheria. I leader dei gruppi liberali e verdi dell’Europarlamento hanno chiesto un’indagine interna. La rete filo-russa avrebbe pagato eurodeputati per diffondere la propaganda pro-Cremlino e influenzare le elezioni del Parlamento europeo di giugno. Valerie Hayer, presidente di Renew Europe e capolista macronista in Francia, ha scritto alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola chiedendo una «indagine interna immediata e trasparente, in collaborazione con le autorità nazionali». A dieci settimane dalle elezioni europee, «gli elettori devono sapere se gli eurodeputati o i candidati lavorano con il sostegno della Russia», ha sottolineato Hayer. «È un attacco diretto alla nostra democrazia, e i politici che hanno ricevuto denaro devono essere severamente puniti, sia politicamente che in tribunale», insiste l’eurodeputato tedesco Terry Reintke, uno dei due capi della lista dei Verdi in Germania per le elezioni di giugno.
«La presidente è a conoscenza del caso e sta esaminando le accuse specifiche», ha commentato un portavoce di Metsola. I servizi di Strasburgo potrebbe sanzionare Voice of Europe, attorno al quale si sarebbe sviluppata la rete di influenza filo-russa. A febbraio, il parlamento europeo aveva allertato contro i «continui sforzi della Russia per indebolire la democrazia europea» e il reclutamento di deputati come agenti di influenza o l’uso di partiti politici europei «che agiscono come propaganda del Cremlino».
L’indagine cominciata a Praga sulla rete di influenza pro-Russia ha portato anche a un’operazione di polizia in Polonia e potrebbe avere ricadute in altri paesi dell’Ue.
Il sito Voice of Europe, che in passato ha intervistato diversi eurodeputati di destra ed estrema destra, si è sviluppato a partire dai Paesi Bassi. Il premier olandese Mark Rutte ha definito preoccupanti le notizie sullo scandalo e ha promesso che il governo dell’Aja farà «tutto il necessario» per collaborare alle indagini.