✕

Dai No Vax ai trattori, la vetrina di “Voice of Europe” con cui i russi minavano l’Ue

Sul sito al servizio del Cremlino spazio a tutte le voci più scettiche su vaccini, migranti, guerra e agricoltura
2 minuti di lettura

Primo punto: a oggi i nostri servizi di informazione non sono stati informati della presenza di politici italiani nella lista dei parlamentari a libro paga della Russia, per il tramite del portale Voice of Europe. Esistono diversi spunti su attività di influenza che la Russia ha compiuto e sta compiendo in Italia: materiale originale scritto in italiano, agit prop, una particolare attenzione verso il materiale da condividere sui social con interventi diretti, anche economici, nei confronti di influencer. Esiste anche una vecchia traccia di flussi finanziari verso un partito, che al momento non ha dato seguiti. Di collegamenti diretti con Voice of Europe, però, nulla. Il dossier resta comunque aperto: si capirà qualcosa di più nelle prossime ore, anche grazie alle info che arriveranno dagli altri Paesi.

Un aiuto importante potrebbe però comunque arrivare proprio da Voice of Europe. Perché, è vero, il portale travolto dagli scandali non è più raggiungibile online. Ma tutto quello che è …

Primo punto: a oggi i nostri servizi di informazione non sono stati informati della presenza di politici italiani nella lista dei parlamentari a libro paga della Russia, per il tramite del portale Voice of Europe. Esistono diversi spunti su attività di influenza che la Russia ha compiuto e sta compiendo in Italia: materiale originale scritto in italiano, agit prop, una particolare attenzione verso il materiale da condividere sui social con interventi diretti, anche economici, nei confronti di influencer. Esiste anche una vecchia traccia di flussi finanziari verso un partito, che al momento non ha dato seguiti. Di collegamenti diretti con Voice of Europe, però, nulla. Il dossier resta comunque aperto: si capirà qualcosa di più nelle prossime ore, anche grazie alle info che arriveranno dagli altri Paesi.

Un aiuto importante potrebbe però comunque arrivare proprio da Voice of Europe. Perché, è vero, il portale travolto dagli scandali non è più raggiungibile online. Ma tutto quello che è stato pubblicato non è scomparso dal web: è possibile infatti recuperare, dalle pagine archiviate, circa duemila vecchie schermate che confermano quanto è stato raccontato in questi giorni: è uno zibaldone della peggiore propaganda russa con una scelta scientifica dei temi da trattare, in pieno rispetto con l’agenda di Mosca. Sfogliando le pagine del 2019 infatti l’emergenza è quella dei migranti «che invadono l’Europa». Nel 2022, Carola Rakete «traffica migranti in Europa». Le difficoltà dell’Ucraina invasa sono chiaramente uno dei temi più ricorrenti così come ampio spazio viene dato alle proteste dei trattori, mentre tutta la linea sulla pandemia è di scetticismo misto a populismo rispetto alle case farmaceutiche produttrici dei vaccini. Voice of Europe ama parlare dei paesi europei più vicini alla Russia di Putin: e, dunque, l’Ungheria di Viktor Orbán e la Serbia guadagnano spesso le prime posizioni delle home page. Il racconto è quello sempre dell’ «ordine e della sicurezza», del pugno duro nei confronti degli stranieri, della qualità della vita e della soddisfazione dei cittadini che possono far uscire «le loro figlie da sole la sera senza avere paura».

Ecco, quindi, l’intervista a Gergeley Gulyas, ungherese, membro di Fidesz. O a Roberto Vaquero di Frente Obrero, spagnolo. C’è Stanislav Stoyanov di Revival Party, partito dell’estrema destra bulgaro praticamente sconosciuto ai media main stream del resto d’Europa. Il politico tedesco più presente è invece Maximilian Krah, l’europarlamentare di Afd, centrale nello scandalo di Voice of the Europe. Che era in grado anche di guardare in avanti: nel 2019, ben prima del successo elettorale, ha dedicato diversi articoli al leader dell’ultra destra svedese Jimmy Akesson. Ampio spazio viene dedicato anche a Thierry Baudet, leader dell’estrema destra olandese. E ancora, per restare al Parlamento europeo, ci sono i deputati Patricia Chagnon (francese), Filip Dewinter (belga), Jaak Madison (estone) e Marcel De Graaf (olandese).

E gli italiani? Come si diceva gli archivi, e le informazioni messe fin qui a disposizione, non sembrano offrire link particolari con politici. Ci sono le interviste con Francesca Donato e Matteo Gazzini, deputati eletti nella Lega e poi passati con Forza Italia e la Nuova Dc di Totò Cuffaro. I due hanno spiegato che, però, erano soltanto interviste. Entrambi hanno rimandato al mittente l’ipotesi di aver preso denaro. La Donato, campionessa del sovranismo di casa nostra, non nasconde però la sua posizione sulla Russia: «Putin non è un dittatore. Sono sicura che in futuro lo rimpiangeremo».

Leggi i commenti