Esteri

Finlandia, sparatoria in una scuola: fermato il responsabile, è un 12enne. Morto uno dei tre coetanei feriti

Ha fatto fuoco nel suo istituto a Vantaa, vicino a Helsinki. A causa della sua giovane età non sarà incarcerato, è stato consegnato ai servizi sociali

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Una tranquilla mattina di paura. Come accadono spesso nelle scuole americane, e come anche in Europa si verificano ormai troppo spesso. Dopo la Serbia, dove nel maggio scorso un 13enne ha ucciso 9 bambini in una scuola elementare, stavolta è toccato alla placida Finlandia: stamattina un dodicenne armato di pistola si è presentato nel suo istituto di Vantaa, quarta cittadina del Paese e quasi un sobborgo di Helsinki, e all’inizio della seconda ora di lezione ha aperto il fuoco in aula contro alcuni compagni di scuola di prima media, suoi coetanei, uccidendone uno e ferendone gravemente altri due.

(afp)

Il ragazzino si è poi allontanato a piedi ed è stato fermato dalla polizia in un quartiere a Nord di Helsinki, a quattro chilometri dalla scuola, senza che opponesse resistenza. Era ancora in possesso dell’arma, forse un piccolo revolver, e ha ammesso di esser stato lui a sparare. Le autorità hanno fatto sapere che tutte le persone coinvolte sono finlandesi, che non è ancora noto il movente e non ci sono ragioni per credere che dietro ci fosse un piano premeditato. Non sembrano esserci nemmeno legami con la criminalità organizzata. È trapelato solo che l’arma dell’omicidio era registrata, a nome di un parente stretto del ragazzino. L’omicida, in quanto minore di 15 anni, non andrà in prigione, non è prevista infatti responsabilità penale: è stato già condotto presso i servizi sociali dopo l’interrogatorio, poiché non può essere trattenuto più di 24 ore.

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La scuola Viertola è sotto choc, a tutti gli studenti – è frequentata da 800 bambini tra elementari e medie – è stato subito offerto sostegno psicologico. Ma ammutolita è tutta la Finlandia, Paese scandinavo non abituato alle sparatorie – nonostante qualche precedente inquietante – e che da sette anni consecutivi è il più felice del mondo secondo il World Happiness Report. Il governo ha ordinato di issare le bandiere a mezz’asta negli uffici pubblici nella giornata di domani. Il premier Petteri Orpo si è detto sconvolto. La ministra dell’Istruzione Anna-Maja Henriksson ha quasi pianto mentre diceva davanti ai giornalisti che «un dodicenne non tornerà più a casa».

Il pensiero dei finlandesi è tornato ad altre tragedie recenti. Non solo all’uccisione di una 23enne nella scuola di Kuopio, nel 2019, da parte di un ragazzo armato di sciabola. Nel 2007 infatti un 18enne ha ucciso con una pistola sei coetanei, un’infermiera e la preside in una scuola nella cittadina di Jokela, a Nord di Helsinki, prima di suicidarsi. L’anno dopo un altro studente ha sparato e ammazzato nove ragazzi e un docente in un politecnico di Kauhajoki, prima di rivolgere il fucile semiautomatico contro di sé. Due episodi che hanno spinto il Parlamento a innalzare l’età per l’acquisto di armi da 18 a 20 anni, sebbene, in questo Paese amante della caccia, sopra i 15 anni si possa comunque ottenere il permesso di usarle.

Forse ora si aprirà il dibattito sull’abbassamento dell’età della responsabilità penale, che era già stato proposto dall’estrema destra dei Veri Finlandesi, formazione di governo che peraltro esprime l’attuale ministra degli Interni. Chissà che non si discuta però anche dell’alto numero di armi da fuoco nel Paese, tra i primi dieci al mondo secondo la Bbc. In Finlandia, su 5,6 milioni di abitanti, 430mila ne posseggono una. In circolazione, secondo il Ministero degli Interni, ce ne sono un milione e mezzo.

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