La sindrome dell’Avana, quei raggi invisibili come il Sacro Graal per l’industria bellica
di Gianluca Di FeoC’è una storia che circola negli ambienti dell’intelligence, narrata con quei tratti misteriosi che avvolgono i racconti delle spie. Negli anni Novanta, nello sfascio delle istituzioni sovietiche e nel marasma della Russia di Boris Eltsin, alcuni ex scienziati del Kgb hanno cercato di fare business sfruttando le loro ricerche. Si sono presentati a un paio di servizi di sicurezza europei offrendo in vendita un apparato, contenuto in una valigetta 24ore, che riusciva a stordire le persone a una distanza di due-tre metri. Lo scopo era immobilizzare agenti di scorta per poter rapire o uccidere una personalità. O, in maniera ancora più diabolica, mettere fuori gioco un rappresentante straniero al tavolo di una trattativa internazionale. Come funzionava? Dissero che il principio ero lo stesso dei dispositivi usati per eliminare le tarme dai mobili di legno: fasci di microonde, in questo caso di potenza maggiore e direzione limitata.
C’è una storia che circola negli ambienti dell’intelligence, narrata con quei tratti misteriosi che avvolgono i racconti delle spie. Negli anni Novanta, nello sfascio delle istituzioni sovietiche e nel marasma della Russia di Boris Eltsin, alcuni ex scienziati del Kgb hanno cercato di fare business sfruttando le loro ricerche. Si sono presentati a un paio di servizi di sicurezza europei offrendo in vendita un apparato, contenuto in una valigetta 24ore, che riusciva a stordire le persone a una distanza di due-tre metri. Lo scopo era immobilizzare agenti di scorta per poter rapire o uccidere una personalità. O, in maniera ancora più diabolica, mettere fuori gioco un rappresentante straniero al tavolo di una trattativa internazionale. Come funzionava? Dissero che il principio ero lo stesso dei dispositivi usati per eliminare le tarme dai mobili di legno: fasci di microonde, in questo caso di potenza maggiore e direzione limitata.
Lo sviluppo dei “sistemi non letali”
L’episodio è tornato in mente ad alcuni veterani degli 007 quando sono trapelati i primi allarmi sulla Sindrome dell’Avana. Ma studi del genere si sono moltiplicati nello scorso ventennio e stanno avendo un salto di qualità nell’ultimo periodo, sulla scia delle guerre esplose dall’Ucraina al Mar Rosso.
Nel passato recente ci sono stati investimenti significativi per progettare “sistemi non letali”, da impiegare per disperdere manifestazioni senza sparare: un’esigenza molto sentita durante le campagne statunitensi in Iraq. Ne sono scaturite “armi sonore”, che assordano la folla fino a fare perdere il senso dell’orientamento e — così si sostiene — non causano danni permanenti: sono in produzione versioni montate su camionette e altre installate sulle navi per respingere gli abbordaggi dei pirati.
Come vecchi film di fantascienza
Ma il Sacro Graal dell’industria bellica resta “il raggio invisibile”, come quello evocato nei vecchi film di fantascienza di Bela Lugosi e Boris Karloff: un cannone che non ha bisogno di proiettili. L’attenzione finora si era focalizzata sui laser, sperimentati ormai da decenni e adesso diventati di dimensioni così limitate da venire trasportati su veicoli ruotati: anche la nuova versione dello scudo anti-razzi israeliano Iron Dome lo utilizza al posto dei costosi missili terra-aria.
Le onde sotto accusa
C’è chi invece si è dedicato a dominare un’altra forma di energia: le microonde, più o meno concettualmente simili a quelle dei forni domestici e delle disinfestazioni di termiti. I laboratori le hanno sviluppate parallelamente ad altre manipolazioni degli impulsi elettromagnetici, che in Ucraina si sono imposte sui campi di battaglia: spezzano infatti la connessione che permette di teleguidare i droni. I russi, a conferma dell’esperienza accumulata nel settore, ne stanno costruendo modelli portatili distribuiti pure alle squadre di fanti.
Un aereo da attacco anche se non armato
Quanto siano micidiali questi sviluppi lo dimostra la scelta dell’Us Air Force: per la prima volta nella storia ha deciso di classificare come “aereo d’attacco” un velivolo privo di armamenti. Non ha infatti mitragliere, bombe o missili. L’EC-37 è diventato AC-37 perché riesce a gestire il suo particolare radar a scansione elettronica non soltanto per scoprire i movimenti del nemico: può concentrare e dirigere impulsi elettromagnetici di potenza tale da distruggere jet, missili e droni. In pochi attimi il “raggio invisibile” brucia le componenti elettroniche vitali della macchina nemica e la manda in tilt.
La difesa del futuro
Stiamo parlando di un mezzo operativo e altri arriveranno presto. L’Us Navy ha appena chiesto di accelerare i test di un programma rimasto a lungo top secret: è una batteria contraerea che spara microonde ad alta energia. La lezione dei duelli nel Mar Rosso contro gli Houthi, in cui le fregate americane stanno consumando centinaia di missili da tre milioni ciascuno per abbattere ordigni low cost, ha convinto gli ammiragli che questa sarà la difesa del futuro. L’ha realizzata una startup californiana chiamata Epirus in omaggio all’arco di Teseo dalle infinite frecce: nessun colosso dell’industria bellica credeva che quella tecnologia potesse funzionare.