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Turchia, la primavera dei giovani sindaci: da Istanbul a Karabuk vincono i 30enni

Una nuova generazione uscita vittoriosa dalle urne di domenica ora sogna di cambiare la Turchia. Sono soprattutto dell’opposizione, del Chp, ma qualcosa si è mossa anche nel partito di Erdogan. Il reportage
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ISTANBUL – Eren Ali Bingol ha imparato da giovanissimo la lezione della vecchia scuola: mai rinchiudersi nelle stanze del partito. Negli ultimi dieci mesi, ha girato Tuzla in lungo e in largo: mercati, case, moschee, cantieri navali. “Nessuno mi toglierà la bellezza di stare tra la gente”, ama ripetere, barbetta nera, viso pulito, sempre in giacca e camicia. Guida il Chp, il partito repubblicano a Tusla, da quando aveva 26 anni e ora che ne ha 30 è diventato il nuovo sindaco di questa cittadella all’estrema periferia orientale di Istanbul che è il cuore della cantieristica nazionale.

Bingol non è solo. Le elezioni comunali di domenica hanno consegnato la vittoria a decine di giovani politici, trentenni o poco più – c’è chi la chiama la primavera dei sindaci-ragazzi: una nuova generazione abituata a conquistarsi il consenso strada per strada.

ISTANBUL – Eren Ali Bingol ha imparato da giovanissimo la lezione della vecchia scuola: mai rinchiudersi nelle stanze del partito. Negli ultimi dieci mesi, ha girato Tuzla in lungo e in largo: mercati, case, moschee, cantieri navali. “Nessuno mi toglierà la bellezza di stare tra la gente”, ama ripetere, barbetta nera, viso pulito, sempre in giacca e camicia. Guida il Chp, il partito repubblicano a Tusla, da quando aveva 26 anni e ora che ne ha 30 è diventato il nuovo sindaco di questa cittadella all’estrema periferia orientale di Istanbul che è il cuore della cantieristica nazionale.

Bingol non è solo. Le elezioni comunali di domenica hanno consegnato la vittoria a decine di giovani politici, trentenni o poco più – c’è chi la chiama la primavera dei sindaci-ragazzi: una nuova generazione abituata a conquistarsi il consenso strada per strada.

A Tuzla ci si arriva attraversando i grandi sobborghi di Istanbul nati con l'immigrazione degli anni Sessanta, Sancaktepe, Sultanbeyli, Pendik, le enclave dei nuovi poveri urbani dove l'Akp un tempo vinceva a valanga. Nella nuova mappa elettorale Tuzla ora è rossa, il colore dei Repubblicani. Bingol lavorava da tempo a questo risultato, sempre pronto ad ascoltare tutti – le sezioni di partito da queste parti assomigliano più a locali affollati che a vecchi cimeli – attento a studiare la composizione sociale e i bisogni nuovi di una generazione che paga il prezzo dell’esclusione culturale oltreché economica.

Ce lo aveva raccontato dieci mesi fa, tra il primo e il secondo turno delle presidenziali poi vinte da Erdogan. “A sud di Tuzla vivono i colletti bianchi, a nord operai gli operai ed è li che siamo riusciti a convincere molti che prima votavano Erdogan, non era facile”.

Anche Utku Caner Çaykara, classe 1991, ingegnere di formazione, ha iniziato a occuparsi di politica poco più che ventenne, prima come presidente della sezione giovanile del Chp, poi vice di quella regionale e su a salire. Ha vinto con il 53% dei voti il distretto di Avcilar, all’interno della città metropolitana di Istanbul. Anche lui con i comizi di piazza, le strette di mano, la disponibilità h24 per chiunque nel quartiere. E mischiando sapientemente religione e sport, come quando si è presentato alla cena dell’Iftar insieme alle squadre locali e ai tifosi: “Sosterremo sempre gli atleti nella nostra città e faremo di Avc?lar il centro dello sport”.

L’ingegnera Sinem Dedetas, invece, 43 anni, l’impresa l’ha compiuta a Uskudar, riuscendo a strappare al partito di Erdogan il governo del distretto dove vive il presidente, a Istanbul. Tra le fila dell’Akp si è fatto notare invece Ozkan Cetinkaya, 36 anni, che è diventato il sindaco più giovane tra quelli candidati dai conservatori vincendo le elezioni a Karabük: "Faremo del nostro meglio per realizzare i progetti che abbiamo promesso durante il processo elettorale ", ha detto ringraziando gli elettori con accanto la sua giovane moglie, velata.

In questa fucina di giovani politici Selin Gucum è cresciuta. Dopo un master alla London School of Economics di Londra ha deciso di tornare nella sua Istanbul dove adesso lavora per il team delle strategie creative del neoletto sindaco di Beyoglu, il 46enne Inan Guney, il primo sindaco rosso di Beyoglu dopo oltre 20 anni di Akp. Selin ha 24 anni, parla tre lingue.

La incontriamo nel corso centrale di Beyoglu a seguito di Guney, che nel frattempo abbraccia, ascolta, prende nota. Delle lamentele come delle congratulazioni. Quando le chiediamo se crede nella politica e nei partiti non esita un secondo: “In Turchia la politica è coinvolta in ogni ambito della vita, dallo sport all'arte, dai prezzi del cibo allo stile di vita. Dunque solo la politica può invertire questo corso autoritario e decadente di cui non siamo soddisfatti”, dice. “Penso che con Imamoglu sia arrivata una generazione di giovani politici e sindaci con una forte storia, competenze e impegno tali da poter far decollare i progetti socialdemocratici”. Pensa alle locande a prezzi popolari, Selin, e ai chioschi con il pane sussidiato, al 2028 e a un’altra Turchia.

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