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“Le auto della polizia non sono taxi”: in Grecia gli agenti si rifiutano di scortare la donna in pericolo che viene uccisa dall’ex davanti al commissariato

Una immagine dal funerale della vittima / X 
Il femminicidio della 28enne Kyriaki Griva, che si era rivolta alle autorità per denunciare le minacce dell’ex compagno, è diventato un caso in Grecia con manifestazioni di piazza e interrogazioni parlamentari. Sospesi gli agenti coinvolti, verranno indagati
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LONDRA – “Signorina, le auto della polizia non sono un taxi”. Si è sentita rispondere così dagli agenti, Kyriaki Griva, una donna di 28 anni che era andata in un commissariato alla periferia di Atene per denunciare le minacce dell’ex-fidanzato. Dopo il rifiuto delle forze dell’ordine di scortarla a casa, la giovane è stata uccisa a coltellate dall’uomo che l’aveva minacciata.

Il delitto, avvenuto a poca distanza dalla stazione di polizia di Agioi Anargyroi, un comune di 30 mila abitanti ai sobborghi della capitale, ha scioccato tutto il Paese, suscitando manifestazioni di piazza per chiedere giustizia e le proteste dell’opposizione contro il governo di centro-destra per ottenere nuove leggi contro il femminicidio. Il nuovo episodio di violenza, diventato un caso nel Paese e ch…

LONDRA – “Signorina, le auto della polizia non sono un taxi”. Si è sentita rispondere così dagli agenti, Kyriaki Griva, una donna di 28 anni che era andata in un commissariato alla periferia di Atene per denunciare le minacce dell’ex-fidanzato. Dopo il rifiuto delle forze dell’ordine di scortarla a casa, la giovane è stata uccisa a coltellate dall’uomo che l’aveva minacciata.

Il delitto, avvenuto a poca distanza dalla stazione di polizia di Agioi Anargyroi, un comune di 30 mila abitanti ai sobborghi della capitale, ha scioccato tutto il Paese, suscitando manifestazioni di piazza per chiedere giustizia e le proteste dell’opposizione contro il governo di centro-destra per ottenere nuove leggi contro il femminicidio. Il nuovo episodio di violenza, diventato un caso nel Paese e che ricorda la reazione dell’opinione pubblica italiana alla tragica fine di Giulia Cecchettin, si aggiunge a una lunga lista di abusi domestici contro le donne in Grecia.

La denuncia in commissariato

Nel 2020 la magistratura greca aveva emesso un ordine restrittivo nei confronti dell’ex-fidanzato della ragazza, da lei accusato di stupro e percosse. Non è chiaro perché l’uomo non sia stato processato per questi reati, ma evidentemente le minacce sono continuate. Venerdì la donna è andata in commissariato per denunciare che il suo ex la seguiva fino a sotto casa in violazione dell’ordine giudiziario e la faceva sentire in pericolo.

"Le auto della polizia non sono taxi”

È rimasta per otto minuti dentro la stazione di polizia. Prima di andarsene ha chiesto agli agenti di accompagnarla a casa, ma il poliziotto di turno le ha detto che non c’erano auto disponibili, suggerendole di chiamare il 100, un numero telefonico speciale per le emergenze. Uscita dal commissariato, Kiriaki lo ha fatto, ma si è sentita appunto rispondere che “le auto della polizia non sono un taxi”. Era ancora al telefono quando l’ex-fidanzato, che l’aveva seguita fino a lì, l’ha aggredita a coltellate. La morte della ragazza è stata registrata in diretta dall’operatore telefonico, afferma una rete televisiva greca, fino alle sue ultime parole, disperate: “Aiuto, lui è qui!”

Omissione di soccorso

L’uomo, la cui identità per il momento non viene rivelata dalle autorità, si è successivamente ferito con il medesimo coltello dell’omicidio ed è ora ricoverato in ospedale in stato di arresto. Il centralinista del numero delle emergenze e i poliziotti che hanno ricevuto la denuncia della giovane, i quali secondo le norme avrebbero dovuto chiamare personalmente il numero delle emergenze anziché dirle di arrangiarsi da sola, sono stati sospesi e verranno indagati: rischiano sanzioni amministrative e penali per omissione di soccorso.

La legge del 2021

Una legge approvata nel 2021 dal parlamento greco per rispondere alla violenza contro le donne afferma che le forze dell’ordine “hanno l’obbligo di agire immediatamente” quando una vittima di abusi teme per la propria incolumità. Nuova Democrazia, il partito liberal-conservatore al governo, ha promesso un’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto. “Il governo non ha mantenuto gli impegni presi in difesa delle donne”, accusa il partito socialista Pasok. E Syriza, principale partito di opposizione, ripresenta la richiesta di una riforma del codice penale per creare un reato separato di femminicidio, distinto da quello di omicidio.

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