Le bombe guidate mandano in crisi Kiev. Zelensky: “Senza aiuti perderemo la guerra”
dal nostro inviato Daniele RaineriKRAMATORSK – È un caso di evoluzione letale della Russia in guerra. La situazione base era questa: nei depositi militari di Mosca giacevano migliaia di cosiddette bombe stupide di epoca sovietica, che in teoria devono essere trasportate dai bombardieri sopra al bersaglio e fatte cadere sulla testa dei soldati nemici secondo la legge di gravità. Fino a metà dicembre non erano servite a nulla, perché i piloti russi si sarebbero esposti al rischio di essere abbattuti se avessero tentato di gettarle sulle città ucraine.
Per tutta la prima fase dell’invasione le cataste di ordigni preparate in caso di una guerra convenzionale sono rimaste nei magazzini sparsi per la Russia. Poi però gli ingegneri di Mosca si sono ricordati che esiste un modo, già usato da molti eserciti e soprattutto da americani e israeliani, per aggiornare le bombe stupide e trasformarle in armi nuove e più pericolose, spiega Mykola Bieliskov, analista militare di un think tank di studi strategici di Kiev, a Repubbl…
KRAMATORSK – È un caso di evoluzione letale della Russia in guerra. La situazione base era questa: nei depositi militari di Mosca giacevano migliaia di cosiddette bombe stupide di epoca sovietica, che in teoria devono essere trasportate dai bombardieri sopra al bersaglio e fatte cadere sulla testa dei soldati nemici secondo la legge di gravità. Fino a metà dicembre non erano servite a nulla, perché i piloti russi si sarebbero esposti al rischio di essere abbattuti se avessero tentato di gettarle sulle città ucraine.
Per tutta la prima fase dell’invasione le cataste di ordigni preparate in caso di una guerra convenzionale sono rimaste nei magazzini sparsi per la Russia. Poi però gli ingegneri di Mosca si sono ricordati che esiste un modo, già usato da molti eserciti e soprattutto da americani e israeliani, per aggiornare le bombe stupide e trasformarle in armi nuove e più pericolose, spiega Mykola Bieliskov, analista militare di un think tank di studi strategici di Kiev, a Repubblica. È necessario aggiungere alcune alette aerodinamiche e un sistema di guida e addestrare i piloti a fare manovre di lancio specifiche. In questo modo le bombe ex stupide invece che precipitare in verticale planano con dolcezza per decine di chilometri, scivolano nell’aria invisibili ai radar – perché sono piccole rispetto agli aerei – e poi arrivano di lato sul bersaglio con testate che possono portare duecentocinquanta, cinquecento o anche millecinquecento chilogrammi di esplosivo.
In queste settimane vediamo spesso un’applicazione di questa tecnologia, non recente, quando i jet di Israele bombardano gli iraniani a Damasco. I piloti di Israele non entrano fisicamente nello spazio aereo siriano, ma salgono di quota sui monti del Libano, dove ci sono molte meno difese contro gli aerei, lasciano andare le bombe e quelle grazie al sistema di guida planano fino alla capitale della Siria.
«I russi ci hanno messo più di un anno, abbiamo cominciato a vedere i loro test sul campo contro le posizioni ucraine nel marzo 2023, ma erano prove fallimentari. Poi ci hanno lavorato e da metà dicembre riescono a lanciarle come intendevano. Salgono a dieci, dodici chilometri di altezza e le fanno planare a più di quaranta chilometri di distanza, a volte fino a sessanta» – dice Bieliskov. «E questo vuol dire che i piloti restano sempre dentro allo spazio aereo russo o comunque sopra all’Ucraina occupata». È un crescendo. A marzo i piloti russi ne hanno sganciate novecento, quindi una media di trenta al giorno. Ad aprile hanno superato le cento al giorno, fino a centotrenta. «Anche l’Ucraina aveva cominciato a usarle, ma poi gli americani hanno fermato gli aiuti militari – incluse le bombe guidate – e ci restano soltanto quelle che ci manda la Francia: cinquanta al mese».
Ieri un canale russo su Telegram gongolava: «Chiamate radio Volga, soldati ucraini!» (radio Volga è una stazione che i russi mettono a disposizione dei militari ucraini che vogliono arrendersi). Anche le modeste bombe guidate da cinquecento chili mescolano così tanto terreno, trincee e parti del corpo che frugare alla ricerca di un cadavere è semplicemente inutile. E stanno arrivando le bombe da tremila chilogrammi”.
I soldati ucraini sul fronte del Donbass raccontano a Repubblica che gli ordigni guidati quando colpiscono un palazzo lo buttano giù con tutto quello che c’è dentro e quando colpiscono una posizione lasciano al suo posto un cratere ampio dieci metri. Rendono intenibili le postazioni dentro alle città come Avdiivka e Chasiv Yar, e infatti la prima è stata ceduta e la seconda potrebbe esserlo presto. Stanno anche colpendo ogni giorno i palazzi residenziali di Kharkiv, la metropoli da un milione di civili che è il bersaglio naturale per questi attacchi da oltre confine, a soltanto trenta chilometri di distanza.
Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba dice al Financial Times che le bombe guidate «sono usate per attacchi continui e massicci contro i nostri soldati e stanno spazzando via le nostre posizioni».
«L’Ucraina chiaramente non dispone di sufficienti sistemi di difesa aerea», ha aggiunto in serata il presidente ucraino Volodymyr Zelensky tornando a fare appello agli Usa: «Se il Congresso non aiuterà l’Ucraina, perderemo la guerra».
La macchina militare di Mosca che sembrava incapace di adattarsi alle circostanze sul campo comincia invece, dopo avere subito perdite e sconfitte umilianti nella prima fase dell’invasione, a trovare il modo di imporre la sua potenza di fuoco superiore. Bieliskov dice che per adesso non c’è alcun rimedio. Le batterie di missili Patriot erano in grado di abbattere gli aerei russi a più di quaranta chilometri di distanza ma sono finite e se ne resta ancora qualcuna è per difendere i centri strategici dai bombardamenti. Ci vorrebbero caccia da combattimento in grado di andare a disturbare i piloti russi mentre sganciano le bombe, ma non ci sono ancora. Nei magazzini russi, spiega, il numero di munizioni che aspetta soltanto di essere aggiornato è potenzialmente enorme. L’unico limite ai bombardamenti contro l’Ucraina per ora è la disponibilità in Russia di kit (pinne e sistema di guida) per aggiornare gli ordigni e il numero di piloti già addestrati, ma sono fattori che possono incrementare.