Intervista al sindaco di Londra Khan: “Cari italiani, il Labour è la vostra unica speranza contro la Brexit”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Sadiq Khan è preoccupato. Il 52enne sindaco di Londra, primo musulmano di sempre a capo della capitale, cerca il suo terzo mandato alle elezioni del 2 maggio prossimo. Ma il governo conservatore ha cambiato la legge: niente più doppia preferenza e documento di identità obbligatorio, che in tanti delle minoranze di questa capitale, che votano spesso il Labour, non hanno. Risultato: la vittoria di Khan è in bilico, nonostante sia favorito.
Ma il sindaco laburista, che incontriamo nella chiesa anglicana di St John’s vicino alla stazione di Waterloo, ha anche una speranza: i cittadini italiani ed europei, ai quali in queste ore ha scritto una vera e propria lettera d’amore: “Grazie per es…
LONDRA - Sadiq Khan è preoccupato. Il 52enne sindaco di Londra, primo musulmano di sempre a capo della capitale, cerca il suo terzo mandato alle elezioni del 2 maggio prossimo. Ma il governo conservatore ha cambiato la legge: niente più doppia preferenza e documento di identità obbligatorio, che in tanti delle minoranze di questa capitale, che votano spesso il Labour, non hanno. Risultato: la vittoria di Khan è in bilico, nonostante sia favorito.
Ma il sindaco laburista, che incontriamo nella chiesa anglicana di St John’s vicino alla stazione di Waterloo, ha anche una speranza: i cittadini italiani ed europei, ai quali in queste ore ha scritto una vera e propria lettera d’amore: “Grazie per essere qui e per essere rimasti, nonostante la Brexit e questi tempi difficili. Ora però dovete votarmi, se volete che Londra rimanga la vostra capitale europea”.
Belle parole, sindaco. Ma la realtà è che proprio qualche giorno fa il governo conservatore ha innalzato ancora di più la soglia per ottenere un visto di lavoro per gli europei, da 26.200 (circa 33mila euro) a 38.700 sterline (circa 45mila euro). Non si sente impotente in questa circostanza? Cosa può dire agli italiani e agli europei che si sentono traditi dal Regno Unito post Brexit?
“Solo a Londra abbiamo 130mila abitanti di origine italiana e un milione di provenienza europea. Hanno resistito a quattro anni e mezzo di conseguenze provocate dalla Brexit dura dei conservatori. Li lodo e ringrazio per questo. Ora, però, sono di fronte a un altro bivio: votare per me e far sì che Londra resti una capitale europea. Oppure per i conservatori, per le loro politiche divisive e per una Brexit sempre più dura. Dovessi vincere io, invece, avremmo grandi opportunità per tutti gli europei, perché quest’anno per la prima volta da molto tempo potremmo avere un sindaco di Londra e un governo a Downing Street entrambi laburisti. Potrebbe essere una svolta, visto che Keir (Starmer, il leader del partito, ndr) invoca da tempo un sensibile riavvicinamento alla Ue e l’anno prossimo l’accordo di libero scambio in atto tra Uk e Ue deve essere rinegoziato. Quindi a tutti gli italiani assicuro: se il Labour comanderà a Londra e nel Paese, abbiamo giorni migliori davanti, per voi e per tutti gli europei”.
Ma in termini pratici, cosa intende per riavvicinamento con la Ue? Cosa potrete fare insieme lei e Starmer, se eletti?
“Per esempio, ho appena annunciato un progetto di Erasmus alternativo, per cui giovani londinesi possono andare a studiare per sei mesi a Roma o Milano e viceversa, per gli under 30 italiani e anche di altri Paesi. Si può fare con le leggi attuali grazie alla possibilità di permanenza per sei mesi senza visto. Poi Starmer sta pensando a nuovi accordi con la Ue sui controlli alla frontiera, inclusi quelli fitosanitari. E poi abbiamo bisogno di lavoratori, soprattutto a Londra. Spero che molti vengano dall'Italia”.
Ma il sistema dei nuovi visti rimane e il settore della ristorazione a Londra è in grossa difficoltà senza migranti europei. Un celebre ristoratore italiano di Fulham ci ha detto che non trova lavoratori e nella capitale oramai se la passano bene solo i locali costosissimi.
"Lo so bene. Per ovviare stiamo cercando di formare i londinesi. Allo stesso tempo sto provando a convincere il governo sulla vitale importanza del settore dell'ospitalità. A causa della mancanza di lavoratori a Londra molti ristoranti sono aperti meno ore al giorno, o gli hotel affittano meno stanze. Spero che il governo britannico capisca che, a causa della Brexit, il Pil britannico ha perso il 5%, gli investimenti l’11% e potrei andare avanti. Solo noi laburisti possiamo essere la svolta da questo punto di vista”.
Lei sulla Brexit è una eccezione nel suo partito. Crede che un secondo referendum sia possibile, ma il Labour e Starmer invece escludono ogni possibile ritorno in Ue, unione doganale inclusa. Non è frustrante per lei?
"Capisco che il Labour a livello nazionale debba parlare a tutto il Paese su un tema delicato come questo. Ma certo per me è frustrante perché credo che la realtà imponga un'altra consultazione nel breve e medio termine. Ho una visione molto chiara su questo: qualunque accordo il Regno Unito abbia con l'Europa al di fuori della Ue sarà sempre peggiore rispetto a far parte dell'Unione Europea a tutti gli effetti”.
Quando crede che sia realistico un secondo referendum sulla Brexit?
“Purtroppo, vista la situazione attuale, credo che ci voglia almeno un decennio per tornare a parlarne. Nel frattempo, come dicevo, possiamo riavvicinarci il più possibile all’Europa, nonostante la Brexit”.
La sua principale sfidante alla corsa a sindaco di Londra, la conservatrice Susan Hall, in passato ha lodato il politico razzista Enoch Powell, mentre a lei, sindaco, l’ha chiamata “ratto traditore”. Secondo lei Hall è razzista?
“Posso dire che ha pronunciato frasi razziste, islamofobe, omofobi, sessiste. Sono oramai da molti anni nella politica londinese, e Susan Hall è l’avversario più pericoloso che abbia mai visto”.
Perché? Cosa diventerebbe Londra, se Hall la sconfiggesse alle elezioni?
“Con me Londra sarà sempre più verde, giusta e sicura. Hall invece è molto divisiva e ci riporterebbe indietro nel tempo. Sta facendo una campagna di disinformazione, estremamente negativa, diffondendo fake news su di me. La mia paura è che, qualora dovesse prevalere, vedremmo le stesse tattiche e le stesse bugie anche alle elezioni nazionali di quest’anno”.
Ma, allo stesso tempo, questo Paese ha i leader nazionali più “diversi” d’Europa: lei musulmano di origine pachistana così come il premier scozzese Humza Yousaf, il primo ministro britannico Rishi Sunak induista di origine indiana, il nuovo premier gallese Vaughan Gething primo leader nero d’Europa. Il Regno Unito è pronto a un primo ministro anche musulmano, come lei per esempio?
“Credo di avere il miglior lavoro del mondo a Londra. Detto questo, come dice lei, abbiamo fatto progressi. Penso che l’Europa ci invidi per questo, anche se ci sono grossi problemi nel nostro Paese. È questione di tempo che anche il Labour abbia un primo ministro di una minoranza. Ma ora c’è Keir Starmer e lui governerà per dieci anni il Regno Unito”.
E poi magari toccherà a lei?
“No, spero in una donna”.
Nel frattempo però Trump potrebbe vincere le elezioni in America, e la sua rivale Hall lo ha lodato…
“E pure la vostra prima ministra (Giorgia Meloni, ndr), no? Che tra l’altro pare la migliore amica di Sunak… ma è un’amicizia basata sulla disperazione di Sunak, a picco nei sondaggi e in estremo bisogno di avere una amica in Ue, altrimenti il Regno Unito sarebbe ancora più paria. Purtroppo hanno in comune anche la retorica anti-immigrati, come molti altri politici in Europa e ovviamente Trump… dovremmo preoccuparci tutti se vincesse lui negli Stati Uniti.
Ha mai parlato con Meloni?
“No. Mi baso sulle discussioni con i miei amici Giuseppe Sala e Roberto Gualtieri, e non sono di certo suoi fan…”.
Oggi c’è stata allerta terrorismo anche per il match di Champions League tra Arsenal e Bayern a Londra. Il mondo è sempre più afflitto da guerre e tensioni. Quanto si riflette questo su una società multiculturale come Londra?
“L’antisemitismo a Londra è in crescita, così come l’islamofobia. Il 7 ottobre è stato mostruoso, ma anche le decine di migliaia di civili uccisi a Gaza sono inaccettabili e potrebbero creare una nuova generazione di estremisti. Netanyahu è pericoloso come Trump. Per questo dobbiamo stare sempre all’erta. E cercare di riunire le comunità ogni giorno, come faccio da otto anni a Londra”.