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L’assalto del misterioso tank tartaruga russo in Ucraina

Sul fronte di Donetsk è comparso un incredibile mezzo rivestito da una corazza trapezoidale: una testuggine meccanica per sfuggire alla pioggia di droni
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La creatività della sopravvivenza. Da due anni nei campi di battaglia ucraini compaiono spesso mezzi insoliti, frutto di modifiche artigianali e soluzioni improvvisate. Ma il cingolato russo filmato in azione pochi giorni fa li supera tutti: un carro armato completamente rivestito da una corazza trapezoidale. Lo hanno ribattezzato “il tank tartaruga”: ricorda le macchine d’assedio usate nel Medio Evo per assalire le porte dei castelli o i veicoli della fantascienza distopica dei film di Mad Max.

Questo “scatolone d’assalto” – come l’hanno chiamato sarcasticamente gli ucraini – ha la stessa funzione delle antiche “testuggini” formate dagli scudi dei legionari romani: deve fermare la pioggia di piccoli droni che investe le avanguardie di Mosca. Il carro infatti è stato ripreso mentre guida una colonna di altri tre mezzi, lanciati contro le trincee nemiche nella pianura del Donetsk: il suo compito è aprire un varco nei campi minati usando un grande aratro anteriore. E per questo vie…

La creatività della sopravvivenza. Da due anni nei campi di battaglia ucraini compaiono spesso mezzi insoliti, frutto di modifiche artigianali e soluzioni improvvisate. Ma il cingolato russo filmato in azione pochi giorni fa li supera tutti: un carro armato completamente rivestito da una corazza trapezoidale. Lo hanno ribattezzato “il tank tartaruga”: ricorda le macchine d’assedio usate nel Medio Evo per assalire le porte dei castelli o i veicoli della fantascienza distopica dei film di Mad Max.

Questo “scatolone d’assalto” – come l’hanno chiamato sarcasticamente gli ucraini – ha la stessa funzione delle antiche “testuggini” formate dagli scudi dei legionari romani: deve fermare la pioggia di piccoli droni che investe le avanguardie di Mosca. Il carro infatti è stato ripreso mentre guida una colonna di altri tre mezzi, lanciati contro le trincee nemiche nella pianura del Donetsk: il suo compito è aprire un varco nei campi minati usando un grande aratro anteriore. E per questo viene bersagliato dagli ordigni teleguidati: se fossero riusciti a colpirlo, tutta la formazione sarebbe stata obbligata a ritirarsi.

Nel breve video dell’offensiva, il carapace meccanico pare dimostrarsi efficace: il corteo procede tra le esplosioni, percorrendo diversi chilometri allo scoperto tra i prati privi di alberi o di altri nascondigli naturali. Due droni da ricognizione ucraini lo seguono e ne segnalano i movimenti ai difensori, senza però impedirgli di continuare la sua corsa.

Il trapezio cingolato è l’evoluzione estrema delle protezioni escogitate da entrambi gli eserciti per ridurre l’efficacia dei droni: i soldati costruiscono tettoie in tubi di ferro simili a pagode issate sulle torrette dei carri armati, piazzano reti metalliche sulle fiancate dei blindati come panni stesi ad asciugare e inventano altre trovate che hanno fatto scuola nel mondo. Pure gli israeliani hanno montato scudi del genere sui Merkava entrati in azione a Gaza. Spesso basta una rete da pescatore per intrappolare le eliche dei piccoli quadricotteri trasformati in bombardieri ed impedirgli di scoppiare. Questi accorgimenti però rendono cieco l’equipaggio, limitando la possibilità di sorvegliare i lati: in pratica, possono solo andare avanti.

Dopo l’esordio in battaglia, i russi hanno mostrato alcune immagini ravvicinate del “turtle tank” girate in un capannone. Un’esibizione che potrebbe essersi rivelata fatale: gli ucraini sostengono di avere individuato il magazzino e di averlo raso al suolo con un missile, spezzando il guscio d’acciaio della tartaruga russa

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