Austria: la spia russa, l’estrema destra e un patto migranti con l’Egitto. Le rivelazioni che inguaiano l’aspirante cancelliere
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniHerbert Kickl sogna di diventare il prossimo cancelliere austriaco. E l’ex ministro dell’Interno e capo dell’estrema destra Fpoe ha il vento in poppa da mesi: la Fpoe è prima nei sondaggi e oscilla tra il 25 e il 30% dei consensi. In autunno, quando ci saranno le elezioni politiche, un altro pezzo di Europa rischia di finire in mano alla destra radicale, xenofoba - e con una lunga tradizione di rapporti con Mosca. A gennaio Kickl ha spiegato che essere definito un estremista di destra per lui “è una medaglia al petto”.
Le ingerenze russe e l’ultra destra austriaca
Un assaggio recente dell’ultradestra al governo - ma con il partito di Kickl come junior partner - è stato il biennio 2017-2019, quando l’Austria era guidata da una coalizione tra la destra e i popolar…
Herbert Kickl sogna di diventare il prossimo cancelliere austriaco. E l’ex ministro dell’Interno e capo dell’estrema destra Fpoe ha il vento in poppa da mesi: la Fpoe è prima nei sondaggi e oscilla tra il 25 e il 30% dei consensi. In autunno, quando ci saranno le elezioni politiche, un altro pezzo di Europa rischia di finire in mano alla destra radicale, xenofoba - e con una lunga tradizione di rapporti con Mosca. A gennaio Kickl ha spiegato che essere definito un estremista di destra per lui “è una medaglia al petto”.
Le ingerenze russe e l’ultra destra austriaca
Un assaggio recente dell’ultradestra al governo - ma con il partito di Kickl come junior partner - è stato il biennio 2017-2019, quando l’Austria era guidata da una coalizione tra la destra e i popolari di Sebastian Kurz (Oevp). Herbert Kickl era ministro dell’Interno e la Russia finì spesso sulle prima pagine dei giornali. E qualche scandalo continua ad affiorare sino ad oggi sulla vicinanza tra Fpoe e il Cremlino.
Per dire: nel 2018 l’allora ministra degli Esteri Karin Kneissl invitò Vladimir Putin al suo matrimonio, e le foto dell’inchino allo zar dopo un giro di valzer fecero il giro del mondo. E il governo cadde quando un video registrato di nascosto mostrò un incontro di sei ore in cui il vicecancelliere e capo della Fpoe, Hans-Christian Strache, discuteva dettagli su come annientare avversari e aggiudicarsi appalti con 250 milioni di euro. Gli erano stati promessi da una donna che si era presentata come una ricca ereditiera russa.
La connessione con il caso Wirecard
Quanto il Cremlino fosse interessato in quegli anni a un lungo regno del giovane e spregiudicato cancelliere Kurz con la Fpoe lo dimostra anche uno scandalo esploso in questi giorni come una bomba. Un uomo diventato nel frattempo radioattivo per chiunque lo abbia mai incontrato, l’ex direttore operativo di Wirecard, Jan Marsalek, l’austriaco che dal 2014 è stato uno dei più importanti agenti dei servizi segreti civili e militari russi in Europa, fu ricevuto allora al ministero dell’Interno da due alleati stretti di Kickl e pezzi grossi della Fpoe.
Nei corridoi del ministero che dovrebbe garantire la sicurezza interna e il corretto funzionamento dei servizi segreti, grazie alla mediazione del presidente della Società per l’amicizia tra Austria e Russia, Florian Stermann, Marsalek incontrò il capo di gabinetto Reinhard Teufel e il capogruppo del partito, Johann Gudenus per illustrargli un piano sull’immigrazione che se non fosse tragico farebbe sorridere.
Il piano egiziano
L’idea era quella di “catturare” migranti in Egitto che avessero l’intenzione di emigrare in Europa per rinchiuderli in centri di detenzione. Non è molto chiaro perché il top manager di un’azienda finanziaria fosse stato accolto dal ministero come esperto di immigrazione, ma tant’è. Quel che è certo, confermato anche dal mediatore Stermann, è che Marsalek volesse garantire lunga vita agli estremisti di destra al governo. Ieri Kickl ha negato in parlamento con veemenza di aver mai incontrato Marsalek. Quanto alla sua doppia vita da agente dei russi, Kickl ha commentato che “non aveva mica un cartello appeso al collo che dicesse che fosse una spia russa”.
Ma anche l’arresto a Vienna nei giorni scorsi dell’ex agente dei servizi segreti austriaci Egisto Ott, che era diventato uno dei più stretti collaboratori dell’ex top manager di Wirecard, getta una luce inquietante sull’ex ministro dell’Interno. Nei giorni scorsi Andreas Hanger, esponente dei popolari (Oevp), ha rivolto accuse pesantissime contro Kickl. Avrebbe “venduto la sicurezza dell’Austria alla Russia”: nel 2018 avrebbe cercato di issare Ott in una posizione di vertice dei servizi segreti austriaci. Una commissione parlamentare sta dibattendo anche il caso Ott in questi giorni. E Kickl, neanche a dirlo, nega tutto.