Caccia e batterie antiaeree: la notte di guerra nei cieli di tutto il Medio Oriente contro gli sciami di Teheran
di Gianluca Di FeoTutto il cielo del Medio Oriente si è trasformato in un campo di battaglia, con duelli di aerei, missili, droni, batterie contraeree in almeno sei Paesi. Uno scontro con tecnologie avanzate e tattiche innovative come non si era mai visto prima. L’Iran ha lanciato il suo attacco, scagliando contro Israele tre ondate successive con quattrocento ordigni. I caccia dello Stato ebraico sono andati a intercettarli fuori dai confini, affiancati da jet americani, britannici e francesi, ingaggiando combattimenti multipli per distruggere i velivoli teleguidati.
Gli ayatollah hanno affidato la loro rappresaglia a una falange di sciami: un terribile tappeto volante, che sull’Iraq si è diviso in una tenaglia destinata a colpire Israele da Nord e da Sud. Per riuscirci hanno sincronizzato i tempi in modo da far piombare insieme una pioggia di armi contro gli scudi israeliani. Si stima che i missili ba…
Tutto il cielo del Medio Oriente si è trasformato in un campo di battaglia, con duelli di aerei, missili, droni, batterie contraeree in almeno sei Paesi. Uno scontro con tecnologie avanzate e tattiche innovative come non si era mai visto prima. L’Iran ha lanciato il suo attacco, scagliando contro Israele tre ondate successive con quattrocento ordigni. I caccia dello Stato ebraico sono andati a intercettarli fuori dai confini, affiancati da jet americani, britannici e francesi, ingaggiando combattimenti multipli per distruggere i velivoli teleguidati.
Gli ayatollah hanno affidato la loro rappresaglia a una falange di sciami: un terribile tappeto volante, che sull’Iraq si è diviso in una tenaglia destinata a colpire Israele da Nord e da Sud. Per riuscirci hanno sincronizzato i tempi in modo da far piombare insieme una pioggia di armi contro gli scudi israeliani. Si stima che i missili balistici abbiano bisogno di nove minuti per arrivare dall’Iran a Tel Aviv: superano i 10mila chilometri l’ora, con una traiettoria ad altissima quota. Ai cruise - che vanno a ottocento chilometri orari - servono due ore mentre i lenti droni ne impiegano almeno cinque.Per ottenere l’effetto sciame Teheran ha fatto partire prima i droni: si tratta dei grandi Mohajer-10, ognuno con trecento chili di esplosivo, accompagnati da nugoli di piccoli Shahed 136, che hanno trenta chili di tritolo. Questi ultimi sono stati migliorati nella precisione grazie ai consigli dei tecnici russi e all’esperienza maturata nei bombardamenti in Ucraina.
La seconda falange è partita due ore dopo: missili da crociera, che volano a bassa quota. Ma l’ondata più terribile è stata l’ultima: dall’Iran si sono alzati i super-missili Sejil, Kheibar e il recente Haj Qasem intitolato alla memoria del generale Soleimani ucciso nel 2020 dagli americani. Contemporaneamente sono entrate in azione le milizie sciite irachene, yemenite, siriane e libanesi per ostacolare con il loro arsenale la reazione della contraerea. In particolare Hezbollah ha fatto fuoco con razzi e droni contro il comando delle batterie terra-aria che proteggono gli insediamenti del Golan: la zona che assieme al Negev è apparsa come obiettivo privilegiato dell’assalto.
Il quartiere generale delle Israeli Defence Forces si è trovato davanti lo scenario peggiore di tutti: una tempesta con centinaia di ordigni, concentrati in pochi minuti e provenienti da più direzioni. Anche per la migliore difesa aerea del pianeta si è trattato di un incubo. Le batterie terra-aria hanno compiti diversificati: agli Arrow tocca andare nella stratosfera contro i missili balistici più potenti; le “Fionde dei Davide” devono fermare il resto dei missili; la cupola di Iron Dome invece si è occupata dei droni d’ogni tipo. Più volte però c’è stato il rischio che il numero di incursori fosse superiore agli intercettori disponibili: proprio quello a cui puntavano le menti iraniane che hanno pianificato gli sciami killer. Un aiuto è arrivato dai due incrociatori dell’Us Navy, che si sono avvicinati alla costa per offrire l’ombrello del sistema antimissile Aegis.
Ma più che sulla contraerea, il governo Netanyahu ha scommesso sui suoi caccia per fermare gli aggressori lontano dai confini. E’ una vera sorpresa, frutto della lezione di sei mesi di scontri nel Mar Rosso tra la flotta statunitense e l’arsenale iraniano degli Houti: il Pentagono si è convinto che lo strumento migliore per distruggere droni e cruise siano gli aerei. Anche gli israeliani lo hanno sperimentato nelle scorse settimane, sfruttando le capacità straordinarie dei sensori degli F35. La difficoltà maggiore infatti è individuare i velivoli teleguidati: i motori a elica emettono poco calore e sono costruiti in materiali plastici che sfuggono ai radar. Una volta scoperti, però, la loro lentezza li condanna.Israele ha gettato subito nella mischia dozzine di caccia F35, F16 e F15 con piloti esperti e dotazioni avanzate. Li hanno sostenuti anche gli americani: gli F16 dislocati in Giordania e gli F-18 della portaerei Eisenhower dal Mar Rosso si sono lanciati sugli apparecchi iraniani. Pure gli Eurofighter britannici e - secondo alcune fonti - i Mirage 2000 francesi sono entrati in azione.
La notte si è riempita di duelli nei cieli di Siria, Iraq, Giordania: spesso i jet hanno usato i cannoncini di bordo per distruggere i fragili bombardieri teleguidati. Nelle prossime ore saranno sempre gli stormi della Heyl Ha’Avir a gestire la reazione all’attacco iraniano. Un’operazione che non dovrebbe incontrare ostacoli, vista la supremazia dell’aviazione israeliana: può colpire indisturbata ovunque, radendo al suolo qualsiasi infrastruttura iraniana. E lo farà con una forza proporzionata ai danni inflitti dallo sciame di Teheran. Abbiamo davanti lunghi giorni di guerra.