Droni e missili balistici: quali armi ha usato l’Iran e cosa ci dicono delle intenzioni di Khamenei
dal nostro inviato Daniele RaineriKHARKIV – La prova per capire se le minacce dell’Iran contro Israele erano serie oppure no stava nel lancio di missili balistici. E secondo fonti ufficiali dell’Idf, i missili balistici arrivati questa notte su Israele sono stati decine.
Se l’Iran avesse usato soltanto i droni Shahed per la rappresaglia sarebbe stato un segnale di debolezza. Come se dopo tante dichiarazioni di guerra, Teheran avesse scelto di fare un’azione poco più che dimostrativa. Gli Shahed sono gli scooter dei cieli, arrancano a una velocità compresa tra i duecento e i trecento chilometri l’ora - quindi sono lenti - e impiegano molte ore a coprire la distanza fra Iran e Israele. In Ucraina sono pericolosi perché gli ucraini non hanno più difese aeree, ma Israele è progettato per difendersi da un attacco aereo di massa e può contare sull’aiuto di alleati - soprattutto gli Stati Uniti. E infatti tutti i 185 droni lanciati dall’Iran sono stati abbattuti.
Ma in questo caso gli Shahed non erano la parte principa…
KHARKIV – La prova per capire se le minacce dell’Iran contro Israele erano serie oppure no stava nel lancio di missili balistici. E secondo fonti ufficiali dell’Idf, i missili balistici arrivati questa notte su Israele sono stati decine.
Se l’Iran avesse usato soltanto i droni Shahed per la rappresaglia sarebbe stato un segnale di debolezza. Come se dopo tante dichiarazioni di guerra, Teheran avesse scelto di fare un’azione poco più che dimostrativa. Gli Shahed sono gli scooter dei cieli, arrancano a una velocità compresa tra i duecento e i trecento chilometri l’ora - quindi sono lenti - e impiegano molte ore a coprire la distanza fra Iran e Israele. In Ucraina sono pericolosi perché gli ucraini non hanno più difese aeree, ma Israele è progettato per difendersi da un attacco aereo di massa e può contare sull’aiuto di alleati - soprattutto gli Stati Uniti. E infatti tutti i 185 droni lanciati dall’Iran sono stati abbattuti.
Ma in questo caso gli Shahed non erano la parte principale dell’assalto. Erano un diversivo, per saturare e tenere occupate le difese aeree di Israele. Sono stati fatti decollare con molte ore di anticipo, in modo che caracollando sopra il Medio Oriente in direzione di Israele arrivassero allo stesso tempo con i missili balistici.
I missili balistici a medio raggio dell’Iran erano il cuore dell’operazione. Salgono in quota molto rapidi, escono dall’atmosfera - e quindi sono molto difficili da intercettare - e poi piombano giù sul bersaglio. La loro velocità si misura in chilometri al secondo. Il tempo per coprire la stessa distanza dei droni è approssimativamente dodici minuti. L’uso massiccio è anche una dichiarazione politica da parte dell’Iran: non è stata un’azione dimostrativa, ma un’operazione di guerra - mitigata soltanto dal fatto che Israele dispone di una protezione multistrato contro gli attacchi dal cielo.
Questo scudo multistrato ha permesso agli israeliani di uscire quasi illesi da un bombardamento fatto con 330 ordigni fra droni e missili. Immaginate una serie di coperchi concentrici uno messo sopra l’altro che copre Israele. Il più alto è il sistema Arrow, che riesce ad andare a intercettare i missili balistici quando sono ancora fuori dall’atmosfera. È stato usato questa notte per la prima volta ed è stato sviluppato nel caso l’Iran tentasse di colpire Israele con un missile balistico a testata nucleare (che ovviamente dev’essere distrutto quando è ancora molto lontano dal bersaglio). Poi c’è il sistema “Fionda di David”, che si occupa delle minacce più a bassa quota, come potrebbero essere i missili del gruppo libanese Hezbollah.
E infine il sistema Iron Dome, molto conosciuto perché blocca i razzi di Hamas e in questi anni è entrato in funzione spesso. A questo sistema concentrico partecipano anche le batterie di Patriot americane. Il prossimo passo dell’evoluzione, e potrebbero mancare pochi mesi, è un sistema laser che abbatterebbe i droni a un costo molto più basso di adesso.