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In Africa, la guerra diplomatica Russia-Ucraina: tutte le mosse di Kiev per contrastare la supremazia di Mosca nel continente

L'inviato ucraino Maksym Subkh a Kinshasa 
In una parte del mondo in cui la Russia appare sempre più influente e minacciosa, l’Ucraina lancia un’offensiva diplomatica con ambasciate e accordi sul grano
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L’Ucraina cerca di fare resistenza all’influenza russa in Africa. Ormai in ogni modo: in questi giorni Maksym Subkh, inviato speciale di Volodymyr Zelensky in Medio Oriente e in Africa, si sta spostando da una all’altra delle capitali subsahariane, per aprire sei nuove ambasciate ucraine nell’area. Sono già state inaugurate a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, e ad Abidjan, nella Costa d’Avorio, il paese francofono dell’Africa subsahariana più forte economicamente e da tempo la vera pedina utilizzata da Kiev per contrastare l’influenza di Mosca nella regione. Seguiranno a breve Ghana, Botswana, Mozambico e Ruanda “L’Ucraina spera di lottare contro la narrazione russa, ampiamente diffusa sul continente africano”, ha sottolineato Yurii Pyvovarov, ambasciatore dell’Ucraina a Dakar, che assicurerà l’interim fino alla prossima e imminente nomina dell’ambasciatore ad Abidjan.

La Russia più presente e minacciosa

In questa parte del mondo la Russia è sempre più m…

L’Ucraina cerca di fare resistenza all’influenza russa in Africa. Ormai in ogni modo: in questi giorni Maksym Subkh, inviato speciale di Volodymyr Zelensky in Medio Oriente e in Africa, si sta spostando da una all’altra delle capitali subsahariane, per aprire sei nuove ambasciate ucraine nell’area. Sono già state inaugurate a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, e ad Abidjan, nella Costa d’Avorio, il paese francofono dell’Africa subsahariana più forte economicamente e da tempo la vera pedina utilizzata da Kiev per contrastare l’influenza di Mosca nella regione. Seguiranno a breve Ghana, Botswana, Mozambico e Ruanda “L’Ucraina spera di lottare contro la narrazione russa, ampiamente diffusa sul continente africano”, ha sottolineato Yurii Pyvovarov, ambasciatore dell’Ucraina a Dakar, che assicurerà l’interim fino alla prossima e imminente nomina dell’ambasciatore ad Abidjan.

La Russia più presente e minacciosa

In questa parte del mondo la Russia è sempre più minacciosa, con il Mali, il Burkina Faso e ormai il Niger sotto la sua influenza. In questi paesi sono presenti militari di Mosca che, prima della morte di Evghenij Prigozhin, dipendevano da Wagner: oggi sono ritornati sotto il controllo del ministero della Difesa russo in quello che è stato ribattezzato Africa Corps. In parallelo Mosca ha creato African Initiative, agenzia di stampa specializzata sul continente, vero strumento di propaganda. Ecco, Kiev non intende restare con le mani in mano. Lo aveva capito molto presto, fin dal voto del 2 marzo 2022 all’assemblea generale dell’Onu, subito dopo l’inizio dell’offensiva di Vladimir Putin, quando solo 28 dei 54 paesi africani condannarono l’aggressione russa e altri 17, invece, si astennero. In questi giorni (portando a diciassette le sue rappresentazioni diplomatiche nel continente), Kiev spera di radicarsi meglio, anche in previsione della conferenza per la pace in Ucraina, prevista in Svizzera a metà giugno.

L’arma del grano

Intende appoggiarsi in particolare sulla Costa d’Avorio “per farne il perno dal quale sviluppare la sua strategia d’influenza nell’Africa dell’Ovest”, osserva l’analista politico Sylvain N’Guessan, direttore dell’Istituto di strategie di Abidjan, anche se sarà difficile contrastare per il momento la vasta rete già sviluppata da Mosca. Fin da quel primo voto all’Onu, la Costa d’Avorio del presidente Alassane Ouattara, ancora oggi fedele all’Occidente, aveva preso posizione esplicitamente contro l’invasione russa. L’obiettivo di Kiev è pure contrastare l’offensiva “alimentare” di Putin, che utilizza il proprio grano per influenzare i paesi africani. Da Abidjan, Soubkh ha ricordato: “Questa guerra vi può sembrare molto lontana, ma l’aumento catastrofico dei prezzi delle derrate alimentari ha già toccato la vita di milioni di famiglie africane”, facendo riferimento al blocco russo nel mar Nero. Otto paesi africani, tra cui la Somalia, la Repubblica democratica del Congo e l’Etiopia, hanno beneficiato di un programma alimentare umanitario (Grano d’Ucraina) lanciato da Kiev nel novembre 2022. Alla fine del febbraio scorso, 7665 tonnellate di farina di grano ucraino sono arrivate in Sudan e 25mila nella villa nigeriana di Port Harcourt. Pyvovarov ha promesso la partecipazione prossima della Costa d’Avorio al programma. Nel 2023 il volume degli scambi commerciali tra il paese e l’Ucraina ha già sfiorato i 90 milioni di euro: le esportazioni ivoriane sono aumentate di oltre il 40% rispetto al 2022 e le importazioni del 18%.

Il ricercatore N’Guessan sottolinea che l’inaugurazione dell’ambasciata favorisce lo sviluppo delle relazioni tra i due paesi e Abidjan può mostrare “che non è sedotta dalla Russia e che resta vicina alle posizioni di Parigi”, ma ci vuole molto di più “per mettere dalla propria parte una certa gioventù ivoriana, stanca dell’eredità coloniale francese e sempre più favorevole al fronte dei Brics” (oltre alla Russia, Cina, India, Brasile e Sudafrica). Intanto, nessun accenno alla sicurezza, mentre è certo che forze militari ucraine sono attualmente operative in Sudan, a fianco della giunta, contro le Forze di sostegno rapido (Fsr) del generale Mohammed Hamdan Daglo, detto Hemetti, che beneficiano di armi e assistenza militare forniti dalla Russia. Ma il coinvolgimento ucraino nel conflitto sudanese lascia scettici i suoi alleati.

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