Scholz in visita in Cina tra le polemiche: “Fermo ai vecchi schemi, fa business as usual”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniMetà del fatturato della chimica, un terzo di quello dell’industria automobilistica viene ancora dalla Cina. Basterebbe questo per capire che la Germania non si è mossa di un millimetro dalla strategia pre-Covid. E si fatica allora a capire cosa sia il “derisking”, il fumoso piano con cui Olaf Scholz ha annunciato in pompa magna di voler ridimensionare i rapporti con Pechino scongiurando la mannaia del “decoupling”.
Il cancelliere è in Cina per una visita ufficiale di tre giorni che secondo i commentatori tedeschi è tutta all’insegna dell’economia. E Scholz è partito da Berlino inseguito da una scia di polemiche. Più che di “derisking” bisognerebbe parlare forse di una nuova “charming offensive” verso il regime di Xi Jinping. Tranchant l’esperto di Cina degli europarlamentari verdi, Reinhard Buetikofer: “A Pechino, Scholz è considerato una continuazione di Merkel in salsa socialdemocratica. E a loro va benissimo”.
Ad accompagnare il cancelliere, una folta delegazione di top manager …
Metà del fatturato della chimica, un terzo di quello dell’industria automobilistica viene ancora dalla Cina. Basterebbe questo per capire che la Germania non si è mossa di un millimetro dalla strategia pre-Covid. E si fatica allora a capire cosa sia il “derisking”, il fumoso piano con cui Olaf Scholz ha annunciato in pompa magna di voler ridimensionare i rapporti con Pechino scongiurando la mannaia del “decoupling”.
Il cancelliere è in Cina per una visita ufficiale di tre giorni che secondo i commentatori tedeschi è tutta all’insegna dell’economia. E Scholz è partito da Berlino inseguito da una scia di polemiche. Più che di “derisking” bisognerebbe parlare forse di una nuova “charming offensive” verso il regime di Xi Jinping. Tranchant l’esperto di Cina degli europarlamentari verdi, Reinhard Buetikofer: “A Pechino, Scholz è considerato una continuazione di Merkel in salsa socialdemocratica. E a loro va benissimo”.
Ad accompagnare il cancelliere, una folta delegazione di top manager dei colossi dell’industria - Siemens, Mercedes, Bayer und BMW - e alcuni ministri. E il tour è partito domenica col botto: una visita nella più grande città del mondo, Chongqing, 32 milioni di abitanti su un territorio grande più o meno come l’Austria. E un polo per il combustibile a idrogeno della Bosch fresco fresco di inaugurazione. Oggi Scholz era atteso in un’altra fabbrica chimica, la Covestro di Shanghai, e dall’Università di Tongji ha già cinguettato che “la concorrenza deve essere corretta” e che bisognerebbe evitare il dumping, sport preferito dei cinesi. Solite, insulse frasi di circostanza alle quali non crede più nessuno. Mercoledì è previsto il forum economico Cino-tedesco a Pechino. E in mezzo ci saranno le strette di mano e i sorrisi e i colloqui con Xi.
Che Xi Jinping si sia allontanato sempre di più dall’Occidente, che minacci di invadere Taiwan, che stia fornendo armi alla Russia con cui vengono quotidianamente massacrati civili ucraini, che abbia giurato “eterna amicizia” a Vladimir Putin, che calpesti i diritti umani e i diritti delle minoranze sempre più brutalmente e che stia inondando il mercato europeo di acciaio, macchine elettriche e tecnologia solare a prezzi stracciati non conta, per Scholz.
Come ha segnalato il capoeconomista di Merics sulla Wirtschaftwoche, “il viaggio del cancelliere è all’insegna dei vecchi schemi: la Cina viene considerata un partner commerciale”. Punto. Per avere una conferma del ‘business as usual’ nei rapporti con Pechino è sufficiente guardare ai numeri: gli investimenti diretti in Cina hanno raggiunto nel 2023 un nuovo record storico: 12 miliardi di euro.
Il più sincero sulla presunta strategia di Berlino per minimizzare i rischi nei rapporti con la Cina è stato il capo di Mercedes, Olla Kaellenius: “de-risking”, per lui, vuol dire ampliare i rapporti con il Dragone. E i boss dell’automotive accompagnano il cancelliere per sgomitare nel mercato del futuro, quello dell’auto elettrica. Nel quale, dopo decenni di dominio nel mercato del motore a scoppio, sono finora deboli e ancora fuori dalla top 10 dei modelli più venduti. Peraltro sul dumping cinese in Europa si prepara anche un duello tra Berlino e la Commissione europea. Ursula von der Leyen minaccia di introdurre dazi contro la concorrenza sleale delle aziende cinesi, iper sovvenzionate dallo Stato. Ma i balzelli alla dogana potrebbero colpire anche i modelli tedeschi importati dalla Cina.