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Disinformazione russa, patto tra Italia e Usa per la lotta a fake news e interferenze elettorali

(ansa)

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Tajani e Blinken firmano al G7 di Capri un memorandum per la cooperazione tra i due Paesi, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per smascherare le manipolazioni. Impegno a contrastare l’inquinamento del voto e garantire la trasparenza della proprietà dei media e la loro indipendenza
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CAPRI – Un patto tra Italia e Stati Uniti contro la disinformazione, per contrastare i tentativi di altri Paesi di mettere in pericolo “l’integrità delle elezioni” o “minare la fiducia pubblica riposta nel governo”. A meno di due mesi dalle elezioni Europee e a sei mesi dal voto negli Usa, il governo Meloni sigla con la Casa Bianca un memorandum, un accordo di collaborazione, per intensificare l’impegno contro la manipolazione delle informazioni. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il ministro degli Esteri Antonio Tajani pongono le loro firme in calce a un documento che parte da una constatazione: la disinformazione può “creare e sfruttare divisioni interne o esterne”, indebolire le democrazie. Il testo non fa nomi, ma non serve: da tempo l’attività di disinformazione russa è in cima alle preoccupazioni.

Il memorandum è sul tavolo del bilaterale di Tajani con Blinken che precede l’inizio dei lavori del G7 dei ministri degli Esteri a Capri, un vertice presieduto dall’Itali…

CAPRI – Un patto tra Italia e Stati Uniti contro la disinformazione, per contrastare i tentativi di altri Paesi di mettere in pericolo “l’integrità delle elezioni” o “minare la fiducia pubblica riposta nel governo”. A meno di due mesi dalle elezioni Europee e a sei mesi dal voto negli Usa, il governo Meloni sigla con la Casa Bianca un memorandum, un accordo di collaborazione, per intensificare l’impegno contro la manipolazione delle informazioni. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il ministro degli Esteri Antonio Tajani pongono le loro firme in calce a un documento che parte da una constatazione: la disinformazione può “creare e sfruttare divisioni interne o esterne”, indebolire le democrazie. Il testo non fa nomi, ma non serve: da tempo l’attività di disinformazione russa è in cima alle preoccupazioni.

Il memorandum è sul tavolo del bilaterale di Tajani con Blinken che precede l’inizio dei lavori del G7 dei ministri degli Esteri a Capri, un vertice presieduto dall’Italia, destinato ad essere monopolizzato dalle crisi in Medio Oriente e in Ucraina, ma che è stato convocato anche per parlare di cybersicurezza, intelligenza artificiale e lotta alla disinformazione.

In questo 2024, l’anno col più alto tasso di consultazioni elettorali della storia, la diffusione di fake news per manipolare il voto e spaccare l’opinione pubblica è una delle minacce più difficili da contrastare per le democrazie. Nel nostro Paese da tempo si osserva all’opera sui social la propaganda filorussa attraverso profili falsi e messaggi manipolati. Il tentativo è avere analisi e informazioni condivise su come i governi stranieri “utilizzano la disinformazione come strumento strategico per cambiare in modo surrettizio le menti, i valori e gli atteggiamenti in altre nazioni”. L’amministrazione Usa ha posto il tema al centro della sua agenda e già a luglio 2023 Blinken aveva presentato la sua iniziativa al Consiglio Affari esteri dell’Ue. Oggi la firma del memorandum con Tajani, nell’ambito di un bilaterale con al centro le grandi crisi internazionali.

Interferenze sui media e nelle elezioni

Il memorandum impegna il governo italiano a porre la lotta alla disinformazione come priorità nazionale, difendendo libertà di opinione e pluralismo dei media, tutelando le minoranze e le persone “vulnerabili come le LGBTQI+”. Ma anche garantire trasparenza “nel finanziamento e nella proprietà dei media”, incluso il ruolo del governo, e “nella provenienza delle notizie e dei media di origine straniera”, per evitare che sia minata l’indipendenza editoriale.

C’è poi l’impegno a rispondere “alle richieste di assistenza da parte di altri Paesi” per contrastare le interferenze elettorali e le influenze malevole di governi stranieri o agenti che agiscano per loro conto, messe in atto per influenzare, minare la fiducia in un’elezione o alterare il risultato o il risultato dichiarato di un’elezione, o anche solo minare la fiducia dell’opinione pubblica nei processi elettorali.

Accanto a un’organizzazione governativa per coordinare gli sforzi, ci sarà il coinvolgimento della società civile. E l’investimento in tecnologie emergenti e in strumenti di sicurezza digitale basati sull'intelligenza artificiale per individuare le manipolazioni delle informazioni da parte di Stati esteri. “Questi strumenti –sottolinea il memorandum - andranno utilizzati nel rispetto dei diritti umani, ivi compresa la libertà di espressione”.

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