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Missili e droni, Stati Uniti, G7 e Ue varano nuove sanzioni all’Iran

(ansa)
Nel mirino il programma iraniano per droni e missili, ma anche entità che sostengono il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica e il ministero della Difesa, e società e enti che alimentano la macchina bellica di Teheran
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CAPRI — Nuove sanzioni a Teheran, per inviare un avvertimento all’Iran e un segnale politico a Israele. Altre restrizioni sul regime degli ayatollah come strumento di dissuasione dall’escalation militare, anche nel tentativo di persuadere lo Stato ebraico a evitare una contro-rappresaglia massiccia. Si muovono gli Stati Uniti, il G7, l’Ue. Per colpire l’industria bellica di Teheran.

Nel mirino degli Usa finiranno, ha annunciato nella notte tra martedì e mercoledì il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, il programma iraniano per droni e missili, ma anche entità che sostengono il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica e il ministero della Difesa, e società e enti che alimentano la macchina bellica di Teheran. Si punta a limitare fortemente l’accesso alle componenti usate per le armi e soprattutto per i droni, che ha indirizzato contro Israele e continua a vendere alla Russia, per la sua guerra contro Kiev. Più delicato il capitolo energia: le sanzioni aggi…

CAPRI — Nuove sanzioni a Teheran, per inviare un avvertimento all’Iran e un segnale politico a Israele. Altre restrizioni sul regime degli ayatollah come strumento di dissuasione dall’escalation militare, anche nel tentativo di persuadere lo Stato ebraico a evitare una contro-rappresaglia massiccia. Si muovono gli Stati Uniti, il G7, l’Ue. Per colpire l’industria bellica di Teheran.

Nel mirino degli Usa finiranno, ha annunciato nella notte tra martedì e mercoledì il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, il programma iraniano per droni e missili, ma anche entità che sostengono il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica e il ministero della Difesa, e società e enti che alimentano la macchina bellica di Teheran. Si punta a limitare fortemente l’accesso alle componenti usate per le armi e soprattutto per i droni, che ha indirizzato contro Israele e continua a vendere alla Russia, per la sua guerra contro Kiev. Più delicato il capitolo energia: le sanzioni aggiuntive al vaglio sul petrolio potrebbero essere simboliche, per evitare contraccolpi sul prezzo della benzina in un anno elettorale.

Il blocco occidentale sembra comunque muoversi in modo compatto. Anche l’Unione europea, nel Consiglio Ue in corso, è pronta ad adottare misure restrittive contro veicoli aerei senza pilota e missili. E su spinta americana si mobilita il G7: il dossier finisce al centro del vertice dei ministri degli Esteri in corso a Capri, sotto presidenza italiana, di Antonio Tajani. Nel mirino del documento finale del summit dovrebbero finire sanzioni individuali ai soggetti coinvolti nella catena di produzione, commercializzazione e consegna dei missili e dei droni iraniani usati in Ucraina e contro Israele, anche da Hezbollah e dagli Houti. «De-escalation», il messaggio politico.

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