“Strategia del tritacarne, i soldati russi morti sono 50mila”. Ecco come la Bbc ha calcolato il costo dell’invasione per Mosca
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. Come si nota da alcune immagini satellitari, il cimitero di Bogorodskoye a Ryaza, 200 chilometri a sud di Mosca, ha aggiunto una nuova, intera sezione dall’ottobre 2021 a oggi. Perché i morti arrivati negli ultimi due anni erano troppi. Alcune foto e video girati sul posto dimostrerebbero come le nuove sepolture appartengono soprattutto a soldati russi morti sul fronte in Ucraina, dopo la guerra scatenata da Vladimir Putin. E ciò sarebbe avvenuto in almeno altri settanta cimiteri del Paese.
Il metodo
Lo sostiene una inchiesta di Bbc Russian e del gruppo editoriale indipendente Mediazona. Un dossier basato su mesi di lavoro, sfruttando la ricerca sul campo, interviste alle famiglie delle vittime e informazioni open-source da media, quotidiani e social online, che per la prima volta quantifica le vittime russe nel conflitto in Ucraina, dopo tante stime e speculazioni. Secondo l’inchiesta di Bbc e Mediazona sono almeno 50mila i soldati russi morti accertati. Ossia otto volte…
LONDRA. Come si nota da alcune immagini satellitari, il cimitero di Bogorodskoye a Ryaza, 200 chilometri a sud di Mosca, ha aggiunto una nuova, intera sezione dall’ottobre 2021 a oggi. Perché i morti arrivati negli ultimi due anni erano troppi. Alcune foto e video girati sul posto dimostrerebbero come le nuove sepolture appartengono soprattutto a soldati russi morti sul fronte in Ucraina, dopo la guerra scatenata da Vladimir Putin. E ciò sarebbe avvenuto in almeno altri settanta cimiteri del Paese.
Il metodo
Lo sostiene una inchiesta di Bbc Russian e del gruppo editoriale indipendente Mediazona. Un dossier basato su mesi di lavoro, sfruttando la ricerca sul campo, interviste alle famiglie delle vittime e informazioni open-source da media, quotidiani e social online, che per la prima volta quantifica le vittime russe nel conflitto in Ucraina, dopo tante stime e speculazioni. Secondo l’inchiesta di Bbc e Mediazona sono almeno 50mila i soldati russi morti accertati. Ossia otto volte tanto l’ultimo bollettino ufficiale di Mosca fornito nel settembre 2022. Di questi, 27.300 sarebbero periti il primo anno di guerra. Ma il bilancio delle vittime di guerra di Mosca in Ucraina potrebbe essere ancora più alto. Perché questo computo non tiene conto, per esempio, dei caduti nell’est dell’Ucraina, nelle province occupate di Donetsk e Lugansk.
Insomma, una carneficina. Aggravata dalle brutali tattiche di guerra dei russi, che la Bbc definisce da “tritacarne”. Ovvero, inviare, e spesso sacrificare, quante più truppe possibili al fronte, farle avanzare con rischi enormi e penetrare senza copertura nelle linee nemiche ucraine, logorando ed esponendo però queste ultime al fuoco dell’artiglieria russa. “Ondate umane di assalti frontali, spesso inefficaci”, secondo l'Institute for the Study of War. Con un costo altissimo, come per esempio nella sanguinaria battaglia di Bakhmut nella primavera del 2023. Secondo il defunto leader delle milizie Wagner, Sergey Prigozhin, le perdite dei suoi avevano superato le 22mila unità, prima di morire in un incidente aereo l’agosto scorso.
Tra reclute ed ex prigionieri
Secondo l’inchiesta, inoltre, è cambiata anche la “tipologia” e la provenienza dei soldati russi caduti in Ucraina. Nei primi sei mesi, per oltre il 90% erano soprattutto militari ufficiali. Successivamente, i civili reclutati dopo la maxi mobilitazione di Putin sono diventati la stragrande maggioranza dei russi uccisi al fronte. In totale, a oggi il 40% dei caduti sono reclute che, al momento dello scoppio della guerra nel febbraio 2022, non avevano nulla a che fare con l’esercito di Mosca. Questo perché molti soldati russi professionisti sono stati uccisi e feriti, e nel frattempo sono stati arruolati galeotti, civili o volontari per rimpiazzarli.
Soprattutto gli ex prigionieri, per la Bbc, sarebbero i principali sacrificati della tattica militare russa del tritacarne. Spesso parte delle milizie “Storm-Z”, che però si sono rivelate cruciali nel conflitto, come nel brutale assedio di Avdiivka, conquistata da Mosca due mesi fa. Sarebbero almeno 9mila gli ex prigionieri russi uccisi al fronte, e dal momento del loro arruolamento non sono durati più di tre mesi in battaglia, se non due. Proprio perché sono coloro più esposti, peggio equipaggiati e ricevono un addestramento di non più di due settimane prima di essere spediti al fronte. Fino a qualche tempo fa, gli ex galeotti dovevano combattere sei mesi in Ucraina in cambio della libertà. Ora, visto che la guerra è sempre più cruenta e immobile, non hanno scampo: vittoria della Russia o morte. Per quanto riguarda invece l’Ucraina, lo scorso febbraio il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato di 31mila soldati connazionali uccisi. Ma, secondo l’intelligence americana, anche questo numero in realtà potrebbe essere molto più alto.