L’attacco all’Iran irrompe al G7, Blinken aggiorna gli alleati. “No all’escalation”
dalla nostra inviata Serenella MatteraCAPRI – L'attacco di questa notte all'Iran, attributo a Israele, cambia l’agenda dei lavori del G7 dei ministri degli Esteri riuniti a Capri. Antony Blinken, il segretario di Stato Usa, condivide con i partner le informazioni in possesso degli americani sull’operazione. Si è trattato di una azione “limitata”, questa ad ora la presa d’atto. L’imperativo è evitare che sia la miccia di un’escalation. Anzi, de-escalation è la parola d’ordine: ridurre la tensione. Perciò le diplomazie mettono a punto una dichiarazione che invita lo Stato ebraico e il regime degli Ayatollah a non eccedere in reazioni, non rischiare di far precipitare il Medio Oriente in una guerra incontrollabile.
“Alla luce delle notizie sui raid del 19 aprile, invitiamo tutte le parti a lavorare per prevenire un'ulteriore escalation", questa la dichiarazione firmata dai ministri. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che presiede il vertice, in conferenza stampa afferma: "Gli Usa sono stati informati all’ulti…
CAPRI – L'attacco di questa notte all'Iran, attributo a Israele, cambia l’agenda dei lavori del G7 dei ministri degli Esteri riuniti a Capri. Antony Blinken, il segretario di Stato Usa, condivide con i partner le informazioni in possesso degli americani sull’operazione. Si è trattato di una azione “limitata”, questa ad ora la presa d’atto. L’imperativo è evitare che sia la miccia di un’escalation. Anzi, de-escalation è la parola d’ordine: ridurre la tensione. Perciò le diplomazie mettono a punto una dichiarazione che invita lo Stato ebraico e il regime degli Ayatollah a non eccedere in reazioni, non rischiare di far precipitare il Medio Oriente in una guerra incontrollabile.
“Alla luce delle notizie sui raid del 19 aprile, invitiamo tutte le parti a lavorare per prevenire un'ulteriore escalation", questa la dichiarazione firmata dai ministri. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che presiede il vertice, in conferenza stampa afferma: "Gli Usa sono stati informati all’ultimo minuto dell’attacco ma non c’è stata condivisione, è stata una mera informazione. Non ci sono morti o feriti, seguiamo la vicenda perché alcuni italiani vivono nella città dove sono arrivati i droni ma stanno tutti bene”.
La dichiarazione del G7
“Il G7 continuerà a lavorare” per la de-escalation, affermano i ministri degli Esteri dei Sette. “Chiediamo a tutte le parti, sia nella regione che oltre, di offrire il loro contributo a questo sforzo”.
Molto duro il richiamo a Teheran, con l’annuncio di “nuove sanzioni” o “altre misure” per la sua azione “destabilizzatrice”, anche attraverso il sostegno ad Hamas, Hezbollah e ad altri attori non statali. “Chiediamo a tutti i paesi – scrivono i ministri - di impedire la fornitura di componenti per i programmi relativi a droni e missili iraniani”.
Il G7 ribadisce “piena solidarietà e supporto” a Israele. Ma avverte lo Stato ebraico che non accetterà un attacco a Rafah: “Ribadiamo la nostra opposizione ad un'operazione militare su vasta scala, che avrebbe conseguenze catastrofiche sulla popolazione civile”. Sottolineato anche l’appello “per un piano credibile e attuabile per proteggere la popolazione civile locale e rispondere ai loro bisogni umanitari”.
Blinken: “Usa non coinvolti in azioni offensive”
“Non siamo coinvolti in alcuna operazione offensiva. Quello che posso dire è che stiamo lavorando alla de-escalation. Non voglio dire altro, non siamo stati coinvolti”, è quanto si limita a rispondere Antony Blinken in conferenza stampa, alle molte domande dei giornalisti sull’attacco della notte.
“Voglio ripetere la nostra impostazione” che quella di “evitare l'escalation e chiediamo tutte le parti di controllare le loro azioni”, afferma il segretario di Stato Usa. E su Israele, aggiunge, “siamo stati molto chiari: non possiamo essere favorevoli a un'operazione militare a Rafah. Crediamo che si possono raggiungere gli stessi obiettivi con altri mezzi”.
“L'unica cosa è impedisce un cessate il fuoco a Gaza è Hamas, perché ha rifiutato offerte generose da parte di Israele”, dice Blinken. “Hamas sembra molto più interessato ad un conflitto regionale”.
L’attacco all’Iran cambia l’agenda del G7 Esteri
Si sarebbe dovuto discutere delle tensioni nell’Indo-pacifico, nella mattinata che chiude i lavori del G7 a Capri. Ma l’attacco alla base militare di Isfahan impone un cambio di programma. L’italiano Tajani, che presiede la riunione, lascia subito la parola al segretario di Stato Usa Blinken per un aggiornamento, sulla base delle informazioni a disposizione dell’intelligence americana. Al tavolo ci sono i ministri del Canada, Melanie Joly, dell’Inghilterra, David Cameron, della Germania, Annalena Baerbock, del Giappone, Yoko Kamikawa, mentre è assente il francese Stéphane Séjourné, che lascia in anticipo l’isola campana.