Il ritorno di Melania per la campagna di Trump: intervista alla Fox ed evento fundraiser a Mar-a-Lago
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK — Melania è tornata. Questa sera la ex First lady ospita una raccolta di finanziamenti elettorali per il marito nella loro residenza di Mar a Lago, in Florida, dedicata ai Log Cabin Republicans, cioè il gruppo che riunisce la comunità Lgbtq del partito. Un segnale del fatto che resta al fianco di Trump, anche durante il processo per i soldi dati alla porno star Stormy Daniels, e un’indicazione delle cause a cui dedicherà il suo tempo, per complementare l’attività di Donald.
L’evento di questa sera è una cena con donazione minima di 10.000 dollari per il programma “Road to Victory”, organizzata da Richard Grenell, ex ambasciatore americano in Germania e capo dell’intelligence nazionale durante l’amministrazione Trump. Grenell è stato il primo membro del gabinetto apertamente gay, prima che Pete Buttigieg diventasse segretario ai Trasporti con Biden, e viene considerato un possibile candidato alla carica di segretario di Stato se Donald fosse rieletto il 5 novembre prossimo.
…NEW YORK — Melania è tornata. Questa sera la ex First lady ospita una raccolta di finanziamenti elettorali per il marito nella loro residenza di Mar a Lago, in Florida, dedicata ai Log Cabin Republicans, cioè il gruppo che riunisce la comunità Lgbtq del partito. Un segnale del fatto che resta al fianco di Trump, anche durante il processo per i soldi dati alla porno star Stormy Daniels, e un’indicazione delle cause a cui dedicherà il suo tempo, per complementare l’attività di Donald.
L’evento di questa sera è una cena con donazione minima di 10.000 dollari per il programma “Road to Victory”, organizzata da Richard Grenell, ex ambasciatore americano in Germania e capo dell’intelligence nazionale durante l’amministrazione Trump. Grenell è stato il primo membro del gabinetto apertamente gay, prima che Pete Buttigieg diventasse segretario ai Trasporti con Biden, e viene considerato un possibile candidato alla carica di segretario di Stato se Donald fosse rieletto il 5 novembre prossimo.
I repubblicani e la comunità Lgbtq
La comunità Lgbtq non pesa nel Grand Old Party quanto nel Partito democratico, ma può aiutare negli stati più contesi. Trump l’aveva maltrattata alla Casa Bianca, quando aveva bandito i transgender dal servizio militare, li aveva offesi nei comizi, aveva vietato alle ambasciate di mostrare i simboli del Pride Month e nominato alla Corte Suprema giudici considerati ostili dai gay. Melania però ha coltivato i rapporti con i Log Cabin, partecipando anche ad altri eventi in passato; e parlando con la televisione conservatrice Fox ha spiegato così la decisione di ospitare la raccolta di fondi: «Dobbiamo unirci nello sforzo di costruire una società dove l’eguaglianza è un’esperienza quotidiana per ogni americano».
Oltre ad allargare la coalizione che sostiene Trump, il ritorno di Melania sulla scena lancia un importante segnale personale. Lei non ha mai amato troppo la politica e negli ultimi tempi non si era quasi mai vista al fianco del marito, inclusa la festa tenuta dopo il Super Tuesday che gli aveva garantito la terza nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca. Aveva partecipato al ricevimento per il leader ungherese Viktor Orbán, ma poco altro, alimentando i sospetti che non condividesse la nuova candidatura alla presidenza del marito.
L’evento di questa sera dimostra che non è così, e soprattutto lo ha fatto alla vigilia dell’inizio del dibattimento nel processo in corso a Manhattan per i soldi dati dal marito a Stormy Daniels per nascondere la loro relazione. Melania aveva sempre detto di non voler fare come Hillary Clinton ai tempi di Monica Lewinsky, mostrando in pubblico il suo risentimento anche con piccoli segnali. Però è rimasta con lui e ora ne appoggia la campagna. Condivide l’accusa di Donald che il processo è una caccia alle streghe politica, ed è pronta ad accettare la propria umiliazione pubblica, pur di fare i suoi interessi e tornare a vivere alla Casa Bianca.