Aiuti Usa a Kiev, svolta decisiva: lo strapotere dei russi torna ora torna in discussione
dal nostro inviato Daniele RaineriKIEV — Il Pentagono sostiene che tra l’approvazione al Congresso del pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina e il loro arrivo sul campo passerà meno di una settimana. La condizione delle armi e delle munizioni in questo momento è “ready to go”, sono state già spostate con gli aerei nelle basi americane in Europa e sono pronte a essere consegnate attraverso il confine ucraino, perché il loro invio era diventato più urgente che mai.
Non si conosce il contenuto esatto del pacchetto per motivi di sicurezza, ma ne fanno parte tre forniture che i politici e i militari ucraini considerano indispensabili e chiedevano a gran voce. Le batterie di Patriot capaci di abbattere i missili e anche i bombardieri in arrivo ogni notte dalla Russia. I missili a medio raggio come Himars e Atacms. E i proiettili da 155 millimetri per l’artiglieria – che hanno un ruolo decisivo per le grandi battaglie che si trascinano a est nelle pianure del Donbass.
KIEV — Il Pentagono sostiene che tra l’approvazione al Congresso del pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina e il loro arrivo sul campo passerà meno di una settimana. La condizione delle armi e delle munizioni in questo momento è “ready to go”, sono state già spostate con gli aerei nelle basi americane in Europa e sono pronte a essere consegnate attraverso il confine ucraino, perché il loro invio era diventato più urgente che mai.
Non si conosce il contenuto esatto del pacchetto per motivi di sicurezza, ma ne fanno parte tre forniture che i politici e i militari ucraini considerano indispensabili e chiedevano a gran voce. Le batterie di Patriot capaci di abbattere i missili e anche i bombardieri in arrivo ogni notte dalla Russia. I missili a medio raggio come Himars e Atacms. E i proiettili da 155 millimetri per l’artiglieria – che hanno un ruolo decisivo per le grandi battaglie che si trascinano a est nelle pianure del Donbass.
Il blocco da dicembre
Il pacchetto di aiuti era stato bloccato il 7 dicembre per volere dei repubblicani. Nel frattempo, le città ucraine sono rimaste scoperte, senza più l’ombrello di difesa aerea che per quasi due anni ha intercettato la maggioranza dei missili lanciati dalla Russia e ha protetto la popolazione. Gli ucraini avevano cominciato a razionare le scorte di missili intercettori (i missili che intercettano i missili russi) già l’anno scorso e quest’anno hanno deciso di intercettare sempre meno attacchi e quindi di alzare il livello del rischio a ogni bombardamento. Sono arrivati a lasciar passare un missile russo ogni cinque perché non potevano fare altrimenti. Quando i russi di recente hanno cominciato a bombardare Kharkiv, gli ucraini hanno sguarnito alcune posizioni sul fronte e hanno spostato in quella città del Nord-Est i sistemi di difesa aerea, ma era il dilemma della coperta troppo corta: se copri un punto devi lasciare scoperto qualcos’altro.
Le conseguenze del razionamento nelle difese aeree erano visibili. Giovedì 7 marzo un missile russo è caduto a duecento metri da un incontro ufficiale tra il premier greco Mitsotakis e il presidente ucraino Zelensky nel porto di Odessa. Giovedì 11 aprile i missili russi hanno distrutto la centrale termoelettrica di Trypilska poco a sud di Kiev perché, come ha ammesso il presidente in un’intervista, i militari ucraini sono riusciti a intercettare i primi sette ordigni ma poi hanno finito gli intercettori e non sono riusciti a fermare gli ultimi quattro. Mercoledì 17 aprile tre missili hanno ucciso diciassette civili ucraini a Chernihiv, poco a Nord della capitale. Il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, ha detto che ci sono almeno cento batterie di Patriot inutilizzate in Europa e che ne basterebbero sette per ripristinare un minimo di difesa sopra l’Ucraina. Con ventisei la copertura sarebbe completa (ogni batteria include otto lanciatori e sessanta missili intercettori). I Patriot possono abbattere anche i bombardieri che da settimane fanno planare sulle città ucraine vecchie ma enormi bombe di epoca sovietica aggiornate con alettoni e sistemi di guida.
Oltre le attese
Il pacchetto di aiuti vale sessantuno miliardi di dollari e questo vuol dire che sopravanza di molto i quarantadue miliardi di dollari che gli Stati Uniti avevano speso finora in aiuti militari all’Ucraina a partire dall’inizio dell’invasione. L’approvazione di ieri ha il potenziale per cambiare il corso della guerra, così come la sospensione del pacchetto stava avendo conseguenze preoccupanti sul campo per gli ucraini. Include anche rifornimenti per i sistemi Himars e Atacms, che sono i missili a medio raggio, molto precisi, che permettono di far saltare in aria depositi di munizioni e carburante a più di cento chilometri di distanza e quindi di inceppare il sistema russo di rifornimenti che alimenta il conflitto.
Una parte degli aiuti sarà in proiettili da 155 millimetri per l’artiglieria ucraina. È un formato onnipresente e ha un ruolo decisivo sulla prima linea del Donbass, dove i militari ucraini sono costretti da tempo a razionare le munizioni e a subire la superiorità dei russi. Il vantaggio delle truppe inviate da Putin è di sette colpi di artiglieria sparati per ogni singolo colpo sparato dal lato ucraino. Negli ultimi mesi gli ucraini hanno perso la piccola città di Avdiivka e sono molto in crisi in un’altra piccola città, Chasiv Yar. Ora lo svantaggio potrebbe ridursi di molto. L’arrivo delle munizioni americane colmerà il vuoto in attesa che cominci a funzionare la cosiddetta “iniziativa ceca”, che è il piano del governo di Praga per acquistare da Paesi terzi almeno ottocentomila colpi di artiglieria da inviare in Ucraina.