✕

Londra, ebreo minacciato d’arresto da un agente nei pressi di una manifestazione filo-palestinese. Polemiche, chieste le dimissioni del capo di Scotland Yard

La manifestazione per la Palestina del 13 aprile a Londra 
L’uomo indossava il copricapo ebraico nella zona del corteo. Per il poliziotto “poteva causare un turbamente della quiete pubblica”
2 minuti di lettura

LONDRA – Un ebreo con la kippah in testa può sentirsi al sicuro, se nelle strade della capitale britannica passa un corteo a sostegno dei palestinesi? L’incidente avvenuto nei giorni scorsi a Londra induce a ritenere di no e fa divampare di nuovo la polemica sull’aumento dell’antisemitismo come risultato della guerra di Gaza.

“Lei è chiaramente un ebreo, verrà arrestato se non se ne va da qui”: con queste parole un poliziotto ha minacciato un cittadino britannico di religione ebraica che si trovava nei pressi di una recente manifestazione propalestinese nel centro della metropoli. L’uomo, Gideon Falter, direttore di Campaign Against Antisemitism, un’associazione contro l’antisemitismo, era appena uscito da una sinagoga e indossava il copricapo ebraico, quando è stato fermato, il 13 aprile, nel quartiere di Aldwich, in prossimità del passaggio di decine di migliaia di dimostranti che manifestavano per un cessate il fuoco a Gaza e contro Israele.

L’episodio ha suscitato indignate prot…

LONDRA – Un ebreo con la kippah in testa può sentirsi al sicuro, se nelle strade della capitale britannica passa un corteo a sostegno dei palestinesi? L’incidente avvenuto nei giorni scorsi a Londra induce a ritenere di no e fa divampare di nuovo la polemica sull’aumento dell’antisemitismo come risultato della guerra di Gaza.

“Lei è chiaramente un ebreo, verrà arrestato se non se ne va da qui”: con queste parole un poliziotto ha minacciato un cittadino britannico di religione ebraica che si trovava nei pressi di una recente manifestazione propalestinese nel centro della metropoli. L’uomo, Gideon Falter, direttore di Campaign Against Antisemitism, un’associazione contro l’antisemitismo, era appena uscito da una sinagoga e indossava il copricapo ebraico, quando è stato fermato, il 13 aprile, nel quartiere di Aldwich, in prossimità del passaggio di decine di migliaia di dimostranti che manifestavano per un cessate il fuoco a Gaza e contro Israele.

L’episodio ha suscitato indignate proteste da parte della comunità ebraica londinese e di numerosi esponenti politici, compreso Rishi Sunak: “Sono sconcertato”, dice il primo ministro.

Falter ha chiesto le dimissioni di Mark Rowley, capo di Scotland Yard. La polizia si è scusata, riconoscendo che il comportamento dell’agente era sbagliato e dichiarando: “Essere ebrei non va visto come una provocazione”. Il ministro degli Interni James Cleverly ha scritto a Rowley per chiedergli un rapporto sull’accaduto. L’ex-ministra degli Interni Suella Braverman si è unita alla richiesta di Falter, affermando che il capo della polizia dovrebbe dimettersi. “Tutti devono potersi sentire al sicuro nelle strade della capitale”, commenta Sadiq Khan, il sindaco laburista di Londra, sottolineando che la polizia ha “un lavoro estremamente difficile da compiere” ma che la reazione del poliziotto è stata “un errore e priva di sensibilità”.

La questione domina stamani le prime pagine dei maggiori giornali domenicali. Non è la prima volta che le manifestazioni a sostegno della Palestina, che si svolgono quasi ogni settimana a Londra dall’inizio della guerra di Gaza, sono al centro di polemiche. La comunità ebraica protesta per slogan e cartelli che inneggiano alla distruzione dello stato di Israele e talvolta riecheggiano le posizioni di Hamas, il gruppo jihadista palestinese, inserito da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea nella lista di organizzazioni terroristiche, autore del pogrom del 7 ottobre scorso in cui sono morti più di 1.200 ebrei e ne sono stati rapiti circa 250, a cui Israele ha risposto con un intervento militare nella striscia di Gaza che ha finora causato 34 mila morti, in larga misura donne e bambini. In questa atmosfera, gli episodi di antisemitismo si sono moltiplicati in tutta Europa e in America.

L’incidente del 13 aprile è stato filmato e un video conferma quanto denunciato dal direttore della Campaign Against Antisemitism. Falter non intendeva compiere alcun gesto nei confronti dei dimostranti, tantomeno organizzare da solo una sorta di contro-manifestazione. Ma si è sentito dire dal poliziotto che la sua presenza poteva causare “un turbamento della pace” pubblica: “Lei è chiaramente ebreo e questa è una manifestazione per la Palestina”, dice l’agente nel video. “Non la sto accusando di niente, ma sono preoccupato per la reazione che può esserci alla sua presenza”. L’agente a quel punto gli ha detto che poteva essere accompagnato dalla polizia lontano dall’area della manifestazione, altrimenti, se fosse rimasto dov’era, sarebbe stato arrestato per evitare violenze.

“Mi hanno fatto sentire come un criminale per il solo fatto di essere ebreo”, conclude Falter.“Nessuno può venire considerato un provocatore a causa della propria religione e una persona innocente non deve essere minacciata di arresto perché si anticipa una irragionevole e presunta reazione da parte di altri”, osserva il viceministro degli Interni Chris Philp. Il Board of Deputies of British Jews, comitato che riunisce varie organizzazioni ebraiche britanniche, ha chiesto un incontro urgente con il capo di Scotland Yard accusando la polizia di avere commesso “errori interamente evitabili” che hanno avuto “un effetto devastante sulla fiducia che la comunità ebraica aveva in precedenza” nei confronti delle forze dell’ordine. Un’altra prova di come l’eco del conflitto in corso a Gaza continua a sentirsi fino a Londra.

Leggi i commenti