✕

Aiuti a Kiev, la Russia avverte gli Usa: "Finirà come in Vietnam e Afghanistan"

Il commento della portavoce degli Esteri Zakharova. Dure reazioni dei falchi: "Vinceremo". Il think tank Isw: "Mosca potrebbe intensificare gli attacchi nelle prossime settimane". La Difesa rivendica la conquista di un villaggio nella regione di Donetsk
2 minuti di lettura

MOSCA – Maria Zakharova ha evocato lo spettro del Vietnam e dell’Afghanistan dopo che la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato, con ampio sostegno bipartisan, lo stanziamento di un pacchetto d’aiuti da 61 miliardi di dollari per l’Ucraina. “La sempre più profonda immersione di Washington in una guerra ibrida contro la Russia si tradurrà nello stesso clamoroso e umiliante fiasco statunitense avvenuto in Vietnam e Afghanistan”, ha commentato su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, alludendo alle guerre ventennali in Vietnam e Afghanistan costate agli Stati Uniti rispettivamente 58mila e 2.459 caduti, ma dimenticando di ricordare che nel 1989 le truppe sovietiche si ritirarono da Kabul dopo aver perso 14.453 uomini in dieci anni.

Il congelamento dei beni russi

“Una cosa è chiara: le élite al potere negli Stati Uniti, indipendentemente dall’appartenenza partitica, sono pronte a rifornire di armi il regime di Kiev affinché possa combattere fino al…

MOSCA – Maria Zakharova ha evocato lo spettro del Vietnam e dell’Afghanistan dopo che la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato, con ampio sostegno bipartisan, lo stanziamento di un pacchetto d’aiuti da 61 miliardi di dollari per l’Ucraina. “La sempre più profonda immersione di Washington in una guerra ibrida contro la Russia si tradurrà nello stesso clamoroso e umiliante fiasco statunitense avvenuto in Vietnam e Afghanistan”, ha commentato su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, alludendo alle guerre ventennali in Vietnam e Afghanistan costate agli Stati Uniti rispettivamente 58mila e 2.459 caduti, ma dimenticando di ricordare che nel 1989 le truppe sovietiche si ritirarono da Kabul dopo aver perso 14.453 uomini in dieci anni.

Il congelamento dei beni russi

“Una cosa è chiara: le élite al potere negli Stati Uniti, indipendentemente dall’appartenenza partitica, sono pronte a rifornire di armi il regime di Kiev affinché possa combattere fino all’ultimo ucraino, continuando, tra le altre cose, gli attacchi terroristici contro obiettivi civili sul territorio russo, attacchi di sabotaggio e omicidi di giornalisti”, ha continuato Zakharova, definendo un “volgare furto” le misure che consentirebbero agli Stati Uniti di sequestrare miliardi di dollari russi congelati dalle sanzioni imposte a Mosca dopo il lancio dell’offensiva contro Kiev.

Secondo Zakharova, gli Stati Uniti ora non scommettono più su una vittoria ucraina, ma sperano che l'Ucraina possa resistere fino alle elezioni presidenziali americane di novembre. “I repubblicani perseguono i loro interessi” a favore del “complesso militare-industriale americano”, ha scritto la portavoce della diplomazia, mentre “l’agonia di Zelensky e del suo entourage viene prolungata” e “i comuni ucraini vengono costretti con la forza al massacro come “carne da cannone””. La portavoce ha infine promesso “una risposta incondizionata e risoluta” di Mosca.

Le reazioni in Russia

Il Cremlino aveva detto la sua sui nuovi aiuti statunitensi a Kiev già sabato. Un ulteriore pacchetto di fondi – aveva avvertito il portavoce Dmitrij Peskov – “arricchirà ulteriormente gli Stati Uniti d’America e rovinerà ancora di più l’Ucraina, uccidendo ancora più ucraini a causa del regime di Kiev”. Mentre l’ex leader Dmitrij Medvedev, oggi numero due del Consiglio di Sicurezza, commentando quello che definiva “voto di gioiosi bastardi americani”, si era detto sicuro che la Russia vincerà “nonostante i 61 miliardi di dollari insanguinati che andranno principalmente alla gola del loro insaziabile complesso militare-industriale. La forza e la verità sono alle nostre spalle”.

Ieri, sul voto, è intervenuto anche il falco Vjacheslav Volodin, presidente della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. “La situazione sul campo di battaglia non cambierà. Il regime criminale di Kiev sarà sconfitto”, ha scritto sul suo canale Telegram. Il politologo Sergej Markov, ex consigliere presidenziale, ha spiegato “il brusco cambiamento di 180 gradi” del presidente repubblicano della Camera Johnson con “una tangente del presidente Biden”, vale a dire la promessa di un terminale di gas in Louisiana. Propaganda che trova la sua cassa di risonanza in Europa nel premier ungherese Viktor Orban. “Siamo a un passo dall’invio di truppe in Ucraina da parte dell’Occidente. Questo è un vortice di guerra che potrebbe spingere l’Europa nel profondo. Bruxelles sta giocando con il fuoco”, ha scritto su Facebook rilanciando un suo discorso pronunciato nei giorni scorsi.

La situazione sul campo

Le prime consegne di proiettili e munizioni promesse dagli Stati Uniti non influenzeranno tuttavia il teatro dei combattimenti “per diverse settimane”, ha avvertito nel suo ultimo bollettino l’Institute of Study of War. I russi, continua il think tank statunitense, potrebbero approfittare del periodo di tempo rimasto per continuare a bombardare le infrastrutture energetiche ucraine, oltre a effettuare attacchi di terra, in particolare nel Donbass, obiettivo prioritario per il Cremlino. E proprio ieri il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver “liberato Bogdanovka (Bogdanivka in ucraino, ndr)”, cittadina da meno di 100 abitanti già prima del 2022 nell’Est Ucraina in quella che Mosca chiama “Repubblica popolare di Donetsk” e ha unilateralmente annesso nel settembre 2022. Avanzata che non fa che aumentare la pressione su Chasiv Jar, a meno di 30 chilometri a Sud-Est di Kramatorsk, la principale città della regione di Donetsk sotto il controllo ucraino e importante snodo ferroviario e logistico per l'esercito ucraino.

Leggi i commenti