In Russia crollano le nascite e i matrimoni, a dispetto della propaganda nazionalista di Putin
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – A dispetto dei continui appelli di Vladimir Putin a riprodursi e moltiplicarsi, in Russia si celebrano meno nozze e si fanno meno figli. Le statistiche dell’istituto Rosstat parlano chiaro. L’anno scorso il numero di matrimoni celebrati è diminuito del 10 per cento rispetto al 2022 e del 20 per cento rispetto a dieci anni prima. E il crollo – ha notato Rtvi – è stato del 15 per cento in un quarto delle regioni russe, non a caso quelle in cui il ministero della Difesa ha lodato i successi del reclutamento dei soldati a contratto, con cali tra il 24% e il 36% in Dagestan, Chukotka e Cecenia.
Neppure i dati sulle nascite sono rosei. Secondo il Centro per l’analisi macroeconomica e le previsioni a breve termine (Tsmakp), nel 2023 in Russia sono nati 1.264 milioni di bambini, un record negativo dal crollo dell’Urss, secondo soltanto al 1999, anno del “culmine della crisi socioeconomica”. E a rendere ancora più grigio il quadro generale, la Russia è sul podio mondiale per divorzi: o…
MOSCA – A dispetto dei continui appelli di Vladimir Putin a riprodursi e moltiplicarsi, in Russia si celebrano meno nozze e si fanno meno figli. Le statistiche dell’istituto Rosstat parlano chiaro. L’anno scorso il numero di matrimoni celebrati è diminuito del 10 per cento rispetto al 2022 e del 20 per cento rispetto a dieci anni prima. E il crollo – ha notato Rtvi – è stato del 15 per cento in un quarto delle regioni russe, non a caso quelle in cui il ministero della Difesa ha lodato i successi del reclutamento dei soldati a contratto, con cali tra il 24% e il 36% in Dagestan, Chukotka e Cecenia.
Neppure i dati sulle nascite sono rosei. Secondo il Centro per l’analisi macroeconomica e le previsioni a breve termine (Tsmakp), nel 2023 in Russia sono nati 1.264 milioni di bambini, un record negativo dal crollo dell’Urss, secondo soltanto al 1999, anno del “culmine della crisi socioeconomica”. E a rendere ancora più grigio il quadro generale, la Russia è sul podio mondiale per divorzi: ogni 1.000 matrimoni si registrano più di 700 divorzi. E in Inguscezia, il divorzio è 3,5 volte più probabile del matrimonio.
Tendenze che, secondo l’Istituto Veb, potrebbero portare a un calo della popolazione di quasi il 4 per cento entro il 2035 e del 6 per cento entro il 2050 con effetti irrimediabili sul Pil. Il tasso di natalità era in declino già dal 1994, ma la pandemia prima e il conflitto in Ucraina poi non hanno fatto che peggiorare la situazione.
Il peso del conflitto in Ucraina
“Naturalmente una situazione del genere è inevitabile quando centinaia di migliaia di giovani sono al fronte in Ucraina o se ne sono andati e sono quindi fisicamente esclusi dai processi di riproduzione della popolazione”, hanno osservato gli autori dello studio del Tsmakp.Mentre le cifre dei soldati impegnati o morti in Ucraina non sono note, il gruppo politico indipendente Re:Russia ha calcolato che tra 820mila e 920mila russi avrebbero lasciato il Paese dal 24 febbraio 2022.“Per ora l’impatto del conflitto sul numero dei neonati è solo rumore di fondo”, ha però precisato a Novaja Gazeta Europe il demografo Ilja Andreev. La gente fa meno figli – ha spiegato – non a causa della cosiddetta Operazione militare speciale in sé, ma della situazione finanziaria instabile e dell’incertezza economica legata al conflitto.
Gli appelli di Putin a fare figli
Sono dati di cui il presidente russo è pienamente a conoscenza. Nel 1999, quando si insediò per la prima volta al Cremlino, gli abitanti russi ammontavano a 147,2 milioni. Il primo gennaio di quest’anno erano, invece, 146,4 milioni. Da qui le sue lamentele per una situazione demografica “estremamente difficile” o per la mancanza di “braccia che lavorano” nel Paese più vasto al mondo, nonché i suoi ripetuti appelli a sposarsi presto e a fare figli. Lo scorso novembre, intervenendo in videocollegamento al Consiglio mondiale del popolo russo, incontro guidato dal patriarca Kirill a capo della Chiesa russa ortodossa, Putin disse chiaro che l’aumento della popolazione era il suo “obiettivo per i prossimi decenni”.
Per poi ricordare: “Le nostre nonne e bisnonne avevano sia sette che otto figli. Preserviamo e facciamo rivivere queste tradizioni. Avere molti figli, una famiglia numerosa, dovrebbe diventare una norma, uno stile di vita per tutti i popoli della Russia”.Incontrando a fine gennaio gli studenti dell’Università federale baltica Immanuel Kant di Kaliningrad, il leader del Cremlino si era invece lamentato che, rispetto a dieci anni fa, sempre più donne adesso vogliano ottenere una laurea e fare carriera e che perciò rimandino la maternità.
“Ecco perché il primo figlio appare intorno ai 30 anni. Per il secondo non c’è né energia né tempo. E per garantire la crescita della popolazione, come minimo devono esserci tre figli a famiglia. E perché questo avvenga, la famiglia deve nascere prima”, ha detto.
Nel suo discorso annuale davanti alle Camere riunite a metà febbraio, Putin ha poi riaffermato che le famiglie numerose “devono diventare la norma, la filosofia di vita della nostra società e un punto di riferimento per la strategia del governo” e definito le famiglie con tre o più figli “il nostro grande orgoglio”.
Messaggio che ha ribadito anche l’8 marzo, in occasione della Festa della donna, quando ha ricordato che il 2024 è “l’anno della famiglia” in Russia e rammendato alle donne che il loro scopo nella vita dovrebbe essere procreare: “Voi, care donne, siete capaci di trasformare il mondo con la vostra bellezza, saggezza e generosità di spirito. Ma soprattutto, grazie al dono più grande che vi è stato concesso dalla natura: il parto. La famiglia rimane la cosa più importante per ogni donna, non importa quale percorso professionale scelga o quali altezze professionali raggiunga”.Lo scorso febbraio, invece, parlando in una fabbrica di carri armati, aveva lanciato l’allarme: “Se vogliamo sopravvivere come gruppo etnico che abita in Russia, bisogna fare almeno due figli”.
Gli incentivi e le leggi anti-aborto e anti-gay
Putin non si limita però a lanciare vaghi appelli. Per incoraggiare l’aumento demografico, offre già da anni incentivi finanziari e riconoscimenti sociali alle famiglie numerose e nell’agosto del 2022 ha rilanciato il premio sovietico “Madre Eroina” da un milione di rubli per le donne che hanno 10 o più figli. Premio che fu istituito per la prima volta nel 1944 dal dittatore sovietico Iosif Stalin. Agli incentivi si accompagnano leggi che limitano l’accesso all’aborto in almeno 11 regioni, la messa al bando del movimento Lgbt e la concessione dell’amnistia alle donne detenute. Misure che però, secondo diverse inchieste, hanno avuto un effetto minimo o nullo sulla natalità. Lo stesso Putin ha ammesso che “è impossibile superare le sfide demografiche estremamente difficili che affrontiamo solo con denaro, pagamenti sociali e altri programmi individuali”.