Irlanda, la crisi delle patate. Troppa pioggia, a rischio l’alimento nazionale
di Enrico FranceschiniLONDRA – Per secoli è stata l’alimentazione base sulla povera tavola degli irlandesi: il cibo che garantiva di sfamarli. Ma oggi l’Irlanda, a causa del cambiamento climatico, rischia di rimanere senza l’umile ed economica patata. La pioggia incessante delle ultime settimane ha reso il terreno inadatto a seminare il più importante prodotto agricolo nazionale. “La terra non è abbastanza secca”, afferma Sean Ryan, presidente dell’Irish Farmers Association.
Normalmente, in questo periodo dell’anno, i 160 maggiori coltivatori di patate irlandesi avrebbero già dovuto seminare più di 10mila ettari di terreno. Finora, dice il loro presidente al Financial Times, ne hanno seminati soltanto 25 ettari. “Gli ultimi due anni sono stati molto difficili e gli ultimi mesi ancora peggio”, commenta un consulente agricolo. “Non abbiamo mai visto così tanta pioggia per periodi così prolungati. Se questo non è un fenomeno estremo, conseguenza del cambiamento del clima, non sapremmo come chiamarlo”.
LONDRA – Per secoli è stata l’alimentazione base sulla povera tavola degli irlandesi: il cibo che garantiva di sfamarli. Ma oggi l’Irlanda, a causa del cambiamento climatico, rischia di rimanere senza l’umile ed economica patata. La pioggia incessante delle ultime settimane ha reso il terreno inadatto a seminare il più importante prodotto agricolo nazionale. “La terra non è abbastanza secca”, afferma Sean Ryan, presidente dell’Irish Farmers Association.
Normalmente, in questo periodo dell’anno, i 160 maggiori coltivatori di patate irlandesi avrebbero già dovuto seminare più di 10mila ettari di terreno. Finora, dice il loro presidente al Financial Times, ne hanno seminati soltanto 25 ettari. “Gli ultimi due anni sono stati molto difficili e gli ultimi mesi ancora peggio”, commenta un consulente agricolo. “Non abbiamo mai visto così tanta pioggia per periodi così prolungati. Se questo non è un fenomeno estremo, conseguenza del cambiamento del clima, non sapremmo come chiamarlo”.
Un’ulteriore complicazione è la Brexit. Gli irlandesi acquistavano generalmente i semi per le patate in Scozia, ma non possono più farlo perché adesso la Scozia, facendo parte del Regno Unito, è fuori dall’Unione Europea. “Non possiamo prendere i semi dall’esterno della Ue e piantarli in un Paese della Ue”, si lamenta Shay Phelan, uno specialista dei raccolti di questo tipo.Il risultato è che l’Irlanda, il cui consumo annuo di 94 chilogrammi di patate a persona è il triplo della media mondiale, è minacciata da un deficit di questo tubero commestibile dall’alto valore nutrizionale e dal basso costo.
E parlare di scarsità di patate, a Dublino e dintorni, vuol dire resuscitare uno spaventoso fantasma del passato. L’Irlanda fu uno dei primi Paesi europei a importare la pianta di origine sudamericana, che vi trovò un clima e un terreno favorevoli. A metà dell’Ottocento, gli irlandesi ne mangiavano 6 chili al giorno: anche perché la loro economia non permetteva una dieta più varia e più ricca. Poi, nel 1845, la sfortunata apparizione di una malattia delle patate, causata da un microorganismo nocivo, distrusse un terzo del raccolto stagionale.
L’anno dopo lo distrusse completamente. Scoppiò così quella che viene ricordata come la Grande Carestia: su una popolazione di 8 milioni di abitanti, ne morirono un milione e altri due milioni furono costretti dalla fame a emigrare, per lo più negli Stati Uniti.L ’Irlanda odierna è una nazione più prospera e più moderna, che non ha bisogno di emigrare per sfamarsi. Ma la minacciata carenza di patate è una fonte di seria preoccupazione, oltre che una prova di più dei danni causati dal cambiamento climatico. I cattolici irlandesi alzano gli occhi al cielo, dicono una preghiera e sperano che smetta di piovere.