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Chinagate a Berlino, arrestato il braccio destro del capolista Afd alle europee: “È una spia di Pechino”

(afp)
Jian G., collaboratore di Maximilian Krah, è sospettato di aver fornito informazioni a Pechino e di aver sorvegliato dissidenti cinesi in Germania. Krah era già accusato di essere al soldo di Mosca, ospite fisso della tv filorussa fondata dall’oligarca putiniano Viktor Medvechuk
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BERLINO – «Lorsignori si definiscono “patrioti” e poi svendono la Germania alla Cina e alla Russia». La liberale Marie-Agnes Strack-Zimmermann non ama le mezze misure ed è nota per la sua esuberanza verbale. Ma ieri ha centrato il punto. L’aria intorno allo spitzenkandidat dell’Afd Maximilian Krah è ormai mefitica. E dopo l’ultimo scandalo che ha travolto il capolista alle europee dell’ultradestra, la presidente della Commissione Difesa del Bundestag ha chiesto che l’Afd ritiri la sua candidatura. Dopo anni di sospetti, ieri è emerso che uno dei più stretti collaboratori di Krah, Jian Guo, è una spia cinese. L’uomo è stato arrestato domenica notte a Dresda dalla procura della Sassonia ed è stato sospeso ieri dal suo incarico al Parlamento europeo. I suoi appartamenti a Bruxelles e a Dresda sono stati perquisiti.

Quando era stato eletto europarlamentare, nel 2019, Maximilian Krah aveva assunto Jian Guo come assistente. E in questi anni, il cinese con passaporto tedesco si era sdoppiato…

BERLINO – «Lorsignori si definiscono “patrioti” e poi svendono la Germania alla Cina e alla Russia». La liberale Marie-Agnes Strack-Zimmermann non ama le mezze misure ed è nota per la sua esuberanza verbale. Ma ieri ha centrato il punto. L’aria intorno allo spitzenkandidat dell’Afd Maximilian Krah è ormai mefitica. E dopo l’ultimo scandalo che ha travolto il capolista alle europee dell’ultradestra, la presidente della Commissione Difesa del Bundestag ha chiesto che l’Afd ritiri la sua candidatura. Dopo anni di sospetti, ieri è emerso che uno dei più stretti collaboratori di Krah, Jian Guo, è una spia cinese. L’uomo è stato arrestato domenica notte a Dresda dalla procura della Sassonia ed è stato sospeso ieri dal suo incarico al Parlamento europeo. I suoi appartamenti a Bruxelles e a Dresda sono stati perquisiti.

Quando era stato eletto europarlamentare, nel 2019, Maximilian Krah aveva assunto Jian Guo come assistente. E in questi anni, il cinese con passaporto tedesco si era sdoppiato: d’un lato professava la sua fedeltà assoluta al regime di Xi Jinping, si esprimeva a favore dell’annessione di Taiwan, spingeva perché il suo capo rappresentasse ovunque una posizione filocinese e girava ogni dettaglio dei negoziati o delle decisioni che riguardavano la Cina e che passavano attraverso il Parlamento a un ufficiale dei servizi segreti a Pechino.

Ma in una sua vita parallela Jian indossava i panni del dissidente, si infiltrava nei gruppi degli oppositori di Xi in Germania, cercava di carpirne le identità e i dettagli per poi comunicarli ai suoi referenti a Pechino. In un gruppo sarebbe assurto addirittura a “segretario generale”, scrive il settimanale Zeit. In un altro, che raccoglieva esponenti della dissidenza del “Foglio bianco”, cercava di spingerli a rivelare le loro identità per poi denunciarli alle autorità cinesi. Un pericoloso delatore al soldo di un regime che terrorizza notoriamente i dissidenti anche in Europa, come la scrittrice Yu Sutong raccontò l’estate scorsa a Repubblica. Yu vive a Berlino ed è perseguitata e minacciata dalle autorità cinesi, tanto che ha cambiato casa e vive costantemente nella paura. Che i dissidenti non siano più al sicuro in Europa lo dimostra anche il caso di Jian Guo, incaricato di stanarli ovunque.

Jian Guo ha conosciuto Krah a Dresda: l’europarlamentare lo aveva difeso quando faceva ancora l’avvocato. Poi gli aveva offerto un posto nel suo ufficio e se l’era portato a Bruxelles. Ma alle autorità tedesche, l’ex imprenditore iscritto per anni alla Spd era saltato all’occhio per un episodio strano. Una decina di anni fa Jian Guo aveva offerto ai servizi segreti tedeschi di lavorare per loro. Ma gli agenti si erano convinti che fosse in realtà una spia cinese. Da allora potrebbero aver acceso un faro su di lui: ieri è emerso che la procura lo ha arrestato grazie agli indizi raccolti dall’intelligence.

Lo scandalo dell’agente cinese è solo l’ultimo guaio, in ordine temporale, per Krah. L’europarlamentare dell’Afd è considerato vicinissimo al leader della corrente estremista del partito, Bjoern Hoecke. E al di là delle sue perle come «le femministe sono tutte brutte» o «un uomo vero non vota verde», si è attirato l’attenzione della stampa per due recenti episodi gravi.

Alla fine del 2023, Krah è stato interrogato dall’Fbi mentre era di ritorno da un evento organizzato dai Repubblicani. Il sospetto, emerso da una chat con un noto attivista filorusso, Oleg Voloshin, è che prenda da tempo soldi da Mosca. Quando lo hanno interrogato, gli agenti dell’Fbi gli hanno trovato addosso tremila euro in contanti.

Anche a fine marzo il suo nome è emerso nell’ambito di uno scandalo: quello di Voices of Europe, il sito di disinformazione dell’oligarca putiniano Viktor Medvechuk che secondo un’indagine ceca serviva a finanziare europarlamentari per diffondere il verbo di Mosca. Krah era ospite fisso di Voices of Europe.

Il caso della spia cinese ha suscitato reazioni indignate del governo tedesco: la ministra dell’Interno Nancy Faeser parla di un «attacco alla democrazia». Ma anche l’Afd si è detta preoccupata: tra ieri sera e stamane Krah è atteso a Berlino per un colloquio con i vertici del partito. Dalla Cina è arrivata invece una reazione surreale: le accuse della procura tedesca sarebbero «congetture», volte a «diffamare e soffocare la Cina».

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