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Argentina, Milei annuncia il primo surplus commerciale dal 2008. Ma cresce la preoccupazione per la deriva autoritaria: oggi sciopero generale

(afp)
Per ottenere l’aumento di bilancio il governo ha imposto un programma di austerità fatto di pesanti tagli alle università, dove si fa lezione senza luce, e alle istituzioni culturali.
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SANTIAGO DEL CILE – Per la prima volta dal 2008, l’Argentina ha registrato un aumento del bilancio di 275 miliardi di pesos (circa 300 mila dollari) nel primo trimestre del 2024. Ad annunciarlo è stato proprio il presidente Javier Milei in diretta sulla televisione nazionale lo scorso 22 aprile, definendo l’aumento un traguardo per il suo governo, iniziato a dicembre. “Se lo Stato non spende più di quanto incassa e non ricorre a emissioni di denaro, non c'è inflazione. Non è una magia”, ha sostenuto Milei. Il presidente ha inoltre promesso di ridurre il deficit di bilancio a zero, un obiettivo più ambizioso di quello imposto dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), con cui l'Argentina ha un accordo di prestito da 44 miliardi di dollari.

SANTIAGO DEL CILE – Per la prima volta dal 2008, l’Argentina ha registrato un aumento del bilancio di 275 miliardi di pesos (circa 300 mila dollari) nel primo trimestre del 2024. Ad annunciarlo è stato proprio il presidente Javier Milei in diretta sulla televisione nazionale lo scorso 22 aprile, definendo l’aumento un traguardo per il suo governo, iniziato a dicembre. “Se lo Stato non spende più di quanto incassa e non ricorre a emissioni di denaro, non c'è inflazione. Non è una magia”, ha sostenuto Milei. Il presidente ha inoltre promesso di ridurre il deficit di bilancio a zero, un obiettivo più ambizioso di quello imposto dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi), con cui l'Argentina ha un accordo di prestito da 44 miliardi di dollari.

Un risultato positivo per il Paese latinoamericano che da anni sta affrontando una gigantesca crisi economica, con l’inflazione più alta del mondo – attualmente al 290% annuo – e con metà della popolazione che vive in povertà. Ma per raggiungere questo primo dato positivo, il governo di Milei ha dato vita a un programma di austerità che sta mettendo sempre più in ginocchio i cittadini argentini. Le manovre messe in atto fino ad ora hanno bloccato i lavori pubblici, chiuso moltissimi uffici governativi, tagliato sussidi e congelato il bilancio. I prezzi nei supermercati sono altissimi, pari a quelli di molte capitali europee, ma con uno stipendio medio che non arriva a 500 euro mensili.

Per tutta la giornata di martedì 23 aprile inoltre centinaia di migliaia di persone hanno manifestato nelle piazze di tutte le città argentine (mezzo milione nella sola Buenos Aires) contro i drastici tagli ai fondi per l’università pubblica del Paese, che vanta alcuni degli atenei più prestigiosi della regione latinoamericana. La situazione è drammatica: basta pensare che da settimane in alcune facoltà della Uba (Universidad de Buenos Aires) i docenti sono costretti a fare lezione al buio perché non hanno i fondi necessari per pagare le bollette dell’elettricità.

(afp)

Milei, che si definesce “anarco-capitalista” e che durante la campagna elettorale è diventato famoso perché si presentava ai comizi con la motosega per rappresentare i tagli che avrebbe fatto alla spesa pubblica, sembra deciso a mantenere le promesse. Quando ha assunto la presidenza lo scorso dicembre l’Argentina registrava 341.477 impiegati pubblici: in soli quattro mesi di governo Milei ha licenziato ben 24mila dipendenti statali. Ma non solo licenziamenti, la motosega di Milei ha colpito tutti i settori pubblici.

Pochi giorni fa il governo ha chiuso l’Incaa (Instituto de Cine y Artes Visuales), il principale organismo per l’industria cinematografica del Paese, dando comunicazione agli impiegati che sarebbero stati dispensati dal lavoro “fino a nuovo avviso”. Mentre lo scorso 4 marzo il governo ha occupato la sede della Telam, la principale agenzia giornalistica del Paese, sequestrando l’immobile e i computer e avvisando i giornalisti tramite una mail.

In questo contesto inoltre, ha generato molto dibattito l’annuncio dello scorso 16 aprile da parte del governo Milei di aver acquistato 24 aerei da guerra obsoleti dalla Danimarca per un costo di 360 milioni di dollari. Ad essere in estrema difficoltà a causa dei tagli alla spesa pubblica sono anche gli ospedali universitari, fra cui l’Hospital de Clínicas, il più importante ospedale pubblico universitario che oggi riesce a gestire solo il 30% delle chirurgie richieste e che rischia la chiusura.

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