✕

Ingerenze russe nelle elezioni europee, Strasburgo lancia l’allarme. Ma Fdi, Lega e M5S si astengono

Il Parlamento dell’Ue invita i leader a contrastare “con urgenza” i tentativi di Mosca. Dopo il voto di ieri sulla condanna all’Ungheria, anche oggi i due partiti italiani della maggioranza fanno mancare il loro sì. Stavolta insieme ai Cinque stelle
2 minuti di lettura

STRASBURGO - Contrastare “con urgenza” i tentativi di ingerenza russa, anche in vista delle elezioni europee di inizio giugno. L’Europarlamento lancia l’allarme e a stragrande maggioranza chiede ai leader dell’Ue di agire: 429 sì, 27 no, 48 astenuti. Ma anche stavolta – come era già successo ieri con il voto di condanna all’Ungheria per le violazioni dello stato di diritto – manca il via libera di Fratelli d’Italia e Lega: ieri hanno votato no, oggi si astengono. E si sono astenuti anche i Cinque Stelle. Fdi e M5S non negano le interferenze russe ma spiegano il loro voto i primi con la strumentalizzazione della sinistra e i secondi con il “pacifismo”: "È inaccettabile bollare come filorusso chi si oppone all'invio di armi”, sostiene la formazione di Giuseppe Conte. La Lega invece dice di essersi così dissociata dalle «calunnie» nei suoi confronti presenti nel testo.

L’accusa

“L’obiettivo ultimo dell’interferenza russa è minare, dividere e indebolire l’Ue ed erodere il sostegno pe…

STRASBURGO - Contrastare “con urgenza” i tentativi di ingerenza russa, anche in vista delle elezioni europee di inizio giugno. L’Europarlamento lancia l’allarme e a stragrande maggioranza chiede ai leader dell’Ue di agire: 429 sì, 27 no, 48 astenuti. Ma anche stavolta – come era già successo ieri con il voto di condanna all’Ungheria per le violazioni dello stato di diritto – manca il via libera di Fratelli d’Italia e Lega: ieri hanno votato no, oggi si astengono. E si sono astenuti anche i Cinque Stelle. Fdi e M5S non negano le interferenze russe ma spiegano il loro voto i primi con la strumentalizzazione della sinistra e i secondi con il “pacifismo”: "È inaccettabile bollare come filorusso chi si oppone all'invio di armi”, sostiene la formazione di Giuseppe Conte. La Lega invece dice di essersi così dissociata dalle «calunnie» nei suoi confronti presenti nel testo.

L’accusa

“L’obiettivo ultimo dell’interferenza russa è minare, dividere e indebolire l’Ue ed erodere il sostegno per l’Ucraina”, si legge nella risoluzione, in cui si denuncia l’enorme estensione della macchina della disinformazione del Cremlino, delle sue minacce ibride, ma si mette in guardia anche dalla possibilità di attacchi cyber e fisici alle “infrastrutture elettorali” prima e durante il voto, e anche da “azioni fisiche” sul suolo europeo e da tentativi di sabotaggio delle infrastrutture.

Tra i tanti casi di ingerenze si ricordano i prestiti al Fronte Nazionale di Marine Le Pen nel 2016, “accordi commerciali” come quelli di cui sono state accusate la Lega e l’austriaca FPÖ, e poi i rapporti con la campagna britannica Leave.eu e gli indipendentisti catalani e l’accusa a europarlamentari di essere stati pagati dalla Russia per disseminare la sua propaganda.

I nuovi casi

Un elenco che era presente anche in precedenti risoluzioni, ma che ora si è significativamente allungato con casi recenti: la presenza di eurodeputati sulla testata filo-Cremlino Voice of Europe; l’accusa di spionaggio per la Russia all’ex funzionario dei servizi austriaci Egisto Ott, “strettamente legato al politico dell’FPÖ Hans-Jörg Jenewein”; l’arresto di due spie russe in Baviera il 17 aprile; i “rapporti credibili” secondo cui il dirigente e deputato dell’estrema destra tedesca Afd Petr Bystron avrebbe accettato fino a 25mila euro per diffondere la propaganda russa, mentre il leader dell'Afd Maximilian Krah si ricorda che è stato interrogato dall’Fbi “in quanto sospettato di aver ricevuto denaro da agenti del Cremlino” (un suo assistente è stato poi arrestato il 23 aprile come presunta spia cinese).

La risoluzione suggerisce di rafforzare le procedure di sicurezza interna del Parlamento europeo, includendo indagini approfondite, e chiede al Consiglio di includere nel prossimo 14esimo pacchetto di sanzioni i media sostenuti dal Cremlino, altre organizzazioni di radiodiffusione e media e gli individui responsabili di campagne di propaganda e disinformazione nell'Ue. I deputati vogliono ricalcare le sanzioni adottate dal governo ceco contro Voice of Europe, nonché contro l'oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk e il suo stretto collaboratore Artem Marchevskyi.

La beffa

Beffardamente, il testo ricorda tuttavia che le tattiche ibride della Russia, alla fine, non hanno fatto altro che “generare ulteriore impulso all’incrollabile sostegno dell’Ue all’Ucraina nella sua difesa contro l’occupante”.

Leggi i commenti