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Regno unito, allarme dell’Oms: “È il Paese con il tasso più alto di minorenni che bevono alcolici”

(ansa)
Adolescenti o addirittura preadolescenti assumono regolarmente vino, birra o cocktail, afferma il rapporto dell’organizzazione mondiale della Sanità
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LONDRA – La Gran Bretagna è il Paese del mondo con la più alta percentuale di minorenni che bevono alcolici. Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivela che più di metà dei 13enni e un terzo dei ragazzi o delle ragazze di 11 anni hanno bevuto alcol in Inghilterra, Galles e Scozia. “Un risultato allarmante”, commenta la professoressa Jo Inchley della Glasgow University, che ha coordinato lo studio. Il rapporto ha esaminato le abitudini dei minori di 18 anni in 44 nazioni in Europa, Nord America e Asia.

I minorenni britannici sono percentualmente in testa a tutti per uso e consumo di alcolici, seguiti nell’ordine dai loro coetanei di Moldavia, Armenia, Ungheria, repubblica Ceca, Bulgaria, Slovenia, Romania, Serbia e Lituania. La Gran Bretagna è l’unico Paese dell’Europa occidentale a figurare tra i dieci Stati in cui gli adolescenti o addirittura preadolescenti bevono regolarmente vino, birra, cocktail alcolici o liquori. Questo nonostante in tutti i pub e bar britanni…

LONDRA – La Gran Bretagna è il Paese del mondo con la più alta percentuale di minorenni che bevono alcolici. Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivela che più di metà dei 13enni e un terzo dei ragazzi o delle ragazze di 11 anni hanno bevuto alcol in Inghilterra, Galles e Scozia. “Un risultato allarmante”, commenta la professoressa Jo Inchley della Glasgow University, che ha coordinato lo studio. Il rapporto ha esaminato le abitudini dei minori di 18 anni in 44 nazioni in Europa, Nord America e Asia.

I minorenni britannici sono percentualmente in testa a tutti per uso e consumo di alcolici, seguiti nell’ordine dai loro coetanei di Moldavia, Armenia, Ungheria, repubblica Ceca, Bulgaria, Slovenia, Romania, Serbia e Lituania. La Gran Bretagna è l’unico Paese dell’Europa occidentale a figurare tra i dieci Stati in cui gli adolescenti o addirittura preadolescenti bevono regolarmente vino, birra, cocktail alcolici o liquori. Questo nonostante in tutti i pub e bar britannici sia necessario esibire un documento per dimostrare di avere la maggiore età per poter ordinare alcol.

Varie cause sembrano contribuire al crescente uso di alcolici tra i minorenni, affermano gli autori dello studio, tra cui l’esposizione all’alcol a casa, l’atteggiamento dei genitori e la reazione alla pandemia del Covid. “Gli alcolici hanno effetti negativi a lungo termine sulla salute”, osserva il rapporto. “E prima si comincia a farne uso, più alto è il rischio di sviluppare l’alcolismo in età adulta”. Intervistata dalla Bbc, Harriet Strange, che oggi ha 30 anni, racconta che il proprio padre è morto alcolizzato quando lei aveva 16 anni e che questo tragico evento l’ha gradualmente spinta a diventare astemia: “Ma avevo iniziato a bere alcolici a 14 anni, perché avevo amici più grandi che bevevano e compravano alcolici per me o trovavo alcol a casa. Ero entrata in una spirale autodistruttiva, arrivando al punto di bere vodka perfino a scuola”.

La stessa indagine rivela anche che in Scozia il 23 per cento degli adolescenti hanno fumato marijuana, la percentuale più alta del mondo; e che restano alte in tutta la Gran Bretagna le percentuali di teenager che fumano sigarette, sia quelle normali che quelle elettroniche. Il vaping, come sono chiamate queste ultime, ha superato il fumo tradizionale nella maggior parte dei Paesi esaminati dal rapporto, con il 26 per cento dei ragazzi di 15 anni e il 40 per cento delle ragazze che dicono di averlo provato almeno una volta. Per quanto considerate dalle autorità sanitarie meno nocive, anche le sigarette elettroniche possono provocare danni e il governo britannico ha introdotto leggi per vietarne la vendita ai minori di 18 anni.

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