Argentina, la domanda che scuote il Paese: “Quanti sono i cani di Milei?”
di Laura LucchiniLa questione che già aveva occupato giornalisti, storici e scrittori che avevano seguito l’ascesa del premier argentino Javier Milei è uscita dall’armadio e diventata di dominio pubblico. “Quanti cani ha veramente Milei?” e ancora, “Sono 4 o 5?”. Tutta l’Argentina se lo chiede e il quesito, amplificato in modo virale sui social network, è ora anche un’arma di protesta nelle piazze, che contestano la sua terapia shock per stabilizzare l’economia. Ai giornalisti che nell’ultima settimana si sono trovati a chiedere una posizione ufficiale sul tema, sono state date risposte che non fanno che alimentare dubbi.
“I figli a quattro zampe”
“Vorrei ringraziare i miei figli a quattro zampe Conan, Murray, Milton, Robert e Lucas”, è una formula di rito con cui il presidente è solito iniziare i suoi discorsi pubblici. Quando parla di loro si riferisce sempre a cinque cani. Sullo scettro presidenziale – consegnato di rito a ogni presidente argentino – ha voluto scolpite le teste di cinque mastini in…
La questione che già aveva occupato giornalisti, storici e scrittori che avevano seguito l’ascesa del premier argentino Javier Milei è uscita dall’armadio e diventata di dominio pubblico. “Quanti cani ha veramente Milei?” e ancora, “Sono 4 o 5?”. Tutta l’Argentina se lo chiede e il quesito, amplificato in modo virale sui social network, è ora anche un’arma di protesta nelle piazze, che contestano la sua terapia shock per stabilizzare l’economia. Ai giornalisti che nell’ultima settimana si sono trovati a chiedere una posizione ufficiale sul tema, sono state date risposte che non fanno che alimentare dubbi.
“I figli a quattro zampe”
“Vorrei ringraziare i miei figli a quattro zampe Conan, Murray, Milton, Robert e Lucas”, è una formula di rito con cui il presidente è solito iniziare i suoi discorsi pubblici. Quando parla di loro si riferisce sempre a cinque cani. Sullo scettro presidenziale – consegnato di rito a ogni presidente argentino – ha voluto scolpite le teste di cinque mastini inglesi. Eppure, nelle foto che lo ritraggono con “i suoi amici a quattro zampe”, compaiono quattro cani. Dunque qual è la verità?
Sotto la pressione dell’audience alcuni giornalisti si sono trovati questa settimana a chiedere al portavoce presidenziale Manuel Adorni una presa di posizione ufficiale per mettere fine alla vicenda. Quanti cani vivono nella residenza di Olivos? Ha chiesto giovedì un reporter in conferenza stampa. “Non capisco cosa ti cambia se ci sono quattro cani, se ci sono cinque cani o se ci sono 43 conigli. Qual è la differenza?", ha risposto Adorni, salvo trovarsi costretto ad aggiungere, “Se il presidente dice che sono cinque, sono cinque”.
La morte di Conan
Ci sono elementi per dire che il portavoce presidenziale ha mentito al pubblico. Perché la verità è che i cani vivi sono quattro. La vicenda è stata ricostruita dai giornalisti che sono stati a contatto con il presidente prima della strepitosa parabola che lo ha portato al potere ed è dettagliata nella biografia non autorizzata El Loco. “Il problema è che Conan è morto nel 2017. Ed è questo l’evento che ha portato Milei in politica. Per moltissimi anni ha passato Natale brindando champagne da solo con Conan. Dopo la morte del cane ha vissuto una profonda crisi che lo ha portato a parlare con una medium per mettersi in contatto con lui”, racconta a Repubblica l’autore, Juan Luis Gonzalez, che recentemente ha firmato una nuova inchiesta sul tema per il settimanale Noticias.
Sarebbe stato questo l’inizio di un percorso mistico che si approfondisce nel tempo e porta Milei a comunicare con personalità morte e in ultima istanza con Dio che finirà per assegnargli una missione: guidare l’Argentina. I “cuccioli” di Conan sono in realtà dei cloni del defunto padre, ottenuti negli Stati Uniti, e portano nomi ispirati agli economisti che Milei vede come modelli per la sua avventura economica.
I cani e le proteste
Lo stesso Milei, di fronte alla domanda diretta, fornisce risposte vaghe. “È vero che lei mantiene una conversazione telepatica con Conan?”, chiede il giornalista di El Pais nel corso di un’intervista realizzata prima delle elezioni. “Sì, dicono anche che i miei cani sono i miei consiglieri e sono favolosi, perché guarda tutto quello che ho ottenuto in termini di risultati”, risponde il presidente. “Ma poi parli con Conan?”, insiste il giornalista. “Quello che faccio in casa è un mio problema”.
E il fatto è che ora che Milei occupa l’incarico più alto dello Stato, il privato – che per altro lui ha sempre discusso apertamente nella veste dell’agitatore televisivo – diventa pubblico. E i cani di Milei sono il tormentone degli slogan che hanno animato le piazze questa settimana. “Studio per non chiedere consigli al mio cane”, era uno degli striscioni più immortalati. “Conan è morto”, è poi la scritta lasciata su vari muri della città nelle strade dove è passata la marcia. Alcuni manifestanti fingevano di dare ordine a un caane invisibile. Altri si aggiravano con guinzagli vuoti.
I tagli e i successi
Le proteste però non si rivolgono contro i cani. Il tema sono i tagli, la cura dolorosa che il presidente sta iniettando nel Paese, noncurante delle conseguenze, e che però a Marzo ha dato i primi frutti con l’Argentina che registra il primo surplus commerciale in un trimestre dal 2008. “A quattro mesi dall’inizio del suo mandato, il presidente argentino Javier Milei ha compiuto un’impresa fondamentale in un paese a lungo devastato da un’inflazione galoppante: ha stabilizzato la valuta”, è la sentenza di Bloomberg che celebra i risultati del nuovo governo.