Putin nazionalizza anche la Ariston. Tajani: “Difenderemo le nostre aziende”
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA-ROMA — Anche l’Italia è finita sotto la tagliola delle nazionalizzazioni russe. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per il trasferimento temporaneo della sussidiaria russa dell’azienda italiana Ariston, insieme a quella della tedesca Bosch, alla russa Gazprom Household Systems Jsc, società produttrice di elettrodomestici che fa capo al colosso statale Gazprom.
Una mossa giudicata “ostile” dall’esecutivo italiano che ha attivato Palazzo Chigi e Farnesina per capire se sia possibile trovare un accordo per riportare la filiale russa sotto il controllo della casa madre italiana e se si tratti o meno di una ritorsione legata al ruolo della presidenza italiana nel G7 nel possibile sequestro degli asset russi congelati in Europa.
I timori dell’Italia
L’Italia, infatti, al momento, ha detto di sì soltanto al sequestro degli interessi degli asset, mentre gli Stati Uniti premono perché porti sul tavolo del G7 il prelievo di tutti i beni russi congelati nella Ue. …
MOSCA-ROMA — Anche l’Italia è finita sotto la tagliola delle nazionalizzazioni russe. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per il trasferimento temporaneo della sussidiaria russa dell’azienda italiana Ariston, insieme a quella della tedesca Bosch, alla russa Gazprom Household Systems Jsc, società produttrice di elettrodomestici che fa capo al colosso statale Gazprom.
Una mossa giudicata “ostile” dall’esecutivo italiano che ha attivato Palazzo Chigi e Farnesina per capire se sia possibile trovare un accordo per riportare la filiale russa sotto il controllo della casa madre italiana e se si tratti o meno di una ritorsione legata al ruolo della presidenza italiana nel G7 nel possibile sequestro degli asset russi congelati in Europa.
I timori dell’Italia
L’Italia, infatti, al momento, ha detto di sì soltanto al sequestro degli interessi degli asset, mentre gli Stati Uniti premono perché porti sul tavolo del G7 il prelievo di tutti i beni russi congelati nella Ue. Si tratta di 3 miliardi contro 330 miliardi di euro.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in particolare, oltre alla rappresentanza diplomatica italiana a Mosca, dopo quella che ha definito «inattesa decisione del governo russo sulla gestione di Ariston», ha subito contattato Paolo Merloni, l’ad dell’azienda italiana, che ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale. «Il governo italiano è al fianco delle imprese, pronto a tutelarle in tutti i mercati internazionali», ha ribadito il ministro su X, l’ex Twitter.
Record di nazionalizzazioni
Ariston e Bosh non sono le prime aziende nazionalizzate da Mosca. Dall’inizio dell’offensiva russa in Ucraina nel febbraio 2022 a oggi — come hanno scoperto Novaja Gazeta e Transparency International Russia — ai tribunali russi sono pervenute un numero record di 40 richieste di nazionalizzazione di oltre 180 aziende private per un patrimonio totale che ha superato i mille miliardi di rubli.
In Russia è di fatto in corso una ridistribuzione della proprietà su larga scala: a rischio sono tutti i settori industriali, innanzitutto quello militare, seguito da quello alimentare, chimico e metallurgico.
Stavolta nel mirino è finito il settore degli elettrodomestici. Il decreto firmato da Putin, pubblicato sul portale ufficiale per le informazioni legali, riguarda in particolare la Ariston Thermo Rus Llc, controllata da Ariston Holding, e la Bsh Household Appliances Llc, controllata da Bsh Hausgerate GmbH.
Ariston opera sul mercato russo dal 1995. Lo stabilimento di Vsevolozhsk, nella regione di Leningrado, produce scaldacqua ad accumulo. Bsh Elettrodomestici, invece, era impegnata nella produzione di frigoriferi e lavatrici, nella vendita di pezzi di ricambio ed elettrodomestici, nonché di dispositivi di assistenza Bosch, Siemens, Gaggenau, Neff, Zelmer. Ma nel 2022 ha annunciato la sospensione della produzione e delle forniture di elettrodomestici in Russia.
Il ritorno a un’economia di Stato
Nella primavera del 2023, Putin ha firmato un decreto che consente all’Agenzia federale per la gestione della proprietà di gestire temporaneamente e nazionalizzare i beni delle società straniere in Russia. Lo scorso luglio, con lo stesso schema, aveva sequestrato le sussidiarie del colosso agro-alimentare francese Danone e dell’azienda danese Carlsberg, e le aveva cedute a due suoi fedelissimi.
Passata negli Anni ’90 sotto il dominio di pochi oligarchi, l’economia russa sta subendo un lento ritorno a un’economia di Stato. Allo stesso tempo, le imprese nazionalizzate vengono poi redistribuite a imprenditori vicini a Putin.
Ritorsioni contro Paesi ostili e imprenditori non patriottici
L’ondata di nazionalizzazioni ha guadagnato slancio nei primi mesi del 2024. Oltre a puntare al settore militare, lo Stato russo cerca in particolare di togliere i beni agli uomini d’affari “antipatriottici” che vivono all’estero o alle aziende di Paesi ostili. Perciò il timore di Roma che la nazionalizzazione dell’italiana Ariston possa essere un atto di ritorsione è fondato.