Dalla Svezia al Regno unito: un’ondata di arresti rivela la presenza di una rete di spie cinesi in Europa
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - La Cina è vicina. O perlomeno le sue presunte spie in Europa. Questa settimana ci sono stati complessivamente sei arresti tra Regno Unito e Germania, mai un numero così alto in pochi giorni nella storia recente. Mentre l’Unione Europea ha utilizzato per la prima volta un nuovo meccanismo contro “pratiche commerciali scorrette" che ha provocato la perquisizione nei Paesi Bassi e in Polonia di un fornitore cinese di componenti per la sicurezza. Mentre a inizio aprile la Svezia aveva espulso un giornalista cinese residente nel Paese per due decenni perché “rappresentava una minaccia per la sicurezza nazionale”.
Insomma, un radicale cambio di approccio da parte dell'Europa. E altro che “era d’oro” per le relazioni tra Regno Unito e Cina, come le definì un decennio fa l’ex primo ministro britannico David Cameron, oggi ministro degli Esteri del governo Sunak. E in passato accusato, dopo aver lasciato Downing Street, di controverse e ricche consulenze per alcuni progetti proprio le…
LONDRA - La Cina è vicina. O perlomeno le sue presunte spie in Europa. Questa settimana ci sono stati complessivamente sei arresti tra Regno Unito e Germania, mai un numero così alto in pochi giorni nella storia recente. Mentre l’Unione Europea ha utilizzato per la prima volta un nuovo meccanismo contro “pratiche commerciali scorrette" che ha provocato la perquisizione nei Paesi Bassi e in Polonia di un fornitore cinese di componenti per la sicurezza. Mentre a inizio aprile la Svezia aveva espulso un giornalista cinese residente nel Paese per due decenni perché “rappresentava una minaccia per la sicurezza nazionale”.
Insomma, un radicale cambio di approccio da parte dell'Europa. E altro che “era d’oro” per le relazioni tra Regno Unito e Cina, come le definì un decennio fa l’ex primo ministro britannico David Cameron, oggi ministro degli Esteri del governo Sunak. E in passato accusato, dopo aver lasciato Downing Street, di controverse e ricche consulenze per alcuni progetti proprio legati alla cosiddetta “Nuova via della Seta”.
L’assistente e l’accademico, i due sospettati
Questa settimana, mentre il segretario di Stato americano Blinken era in Cina per incontrare il presidente cinese Xi, sono state formalizzate a Londra le incriminazioni contro un assistente parlamentare e un accademico, già arrestati l’anno scorso. Sono Christopher Cash, 29 anni, e Christopher Berry, 32. Le accuse sono di aver passato informazioni sensibili e aver agito per conto di “uno stato ostile”. Cash, con un passato in Cina per il British Council e direttore del think tank dei tory "China Research Group”, è il sospettato più eccellente perché è stato assistente parlamentare di ben due presidenti della Commissione Esteri a Westminster: l’attuale deputata conservatrice Alicia Kearns ma anche del suo predecessore, l’attuale sottosegretario all’Interno con delega alla sicurezza nazionale, Tom Tugendhat. Insomma, al cuore della democrazia britannica.
Uno screening di sicurezza
I due deputati si dicono assolutamente all’oscuro di quanto avrebbero commesso Cash e Berry. Ma è un sintomo di come, a livello più ampio, la minaccia cinese sia stata spesso sottovalutata a Londra. Non a caso, da mesi l’intelligence britannica ripete che “la minaccia più pericolosa per la sicurezza nazionale a lungo termine” è Pechino. Mentre lo scorso autunno, il primo ministro Rishi Sunak ha riferito al suo pari Li Qiang di nutrire “profonde preoccupazioni sulle interferenze cinesi nella democrazia britannica”. Accuse tutte respinte al mittente dalla Cina.
Non solo: da mesi diverse università oltremanica, inclusa quella gloriosa di Cambridge, sono nel mirino delle autorità britanniche per alcuni ricchi accordi con istituzioni cinesi che però, secondo il governo, potrebbero rappresentare un grosso rischio di infiltrazioni ostili. Per questo, il governo Sunak ha annunciato anche un programma di “vetting” - ossia uno screening di sicurezza - per tutti i ricercatori e studiosi coinvolti in programmi ad alto rischio che potrebbero essere obiettivi di spie.
Gli arresti in Germania
In Germania negli ultimi giorni è successo di peggio. È stato arrestato innanzitutto Jian G., assistente del parlamentare europeo Maximilian Krah, del partito di estrema destra tedesco Alternative Für Deutschland. Quest’ultimo si dice all’oscuro di tutto, ma il caso ha rinfocolato le accuse contro Afd di vicinanza a Paesi come Russia e Cina. “Il caso è molto preoccupante”, ha commento il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Che però due settimane fa si è recato amichevolmente in visita a Pechino, visto che la Cina è il maggior partner commerciale di Berlino.
Ma ci sono stati altri tre arresti in Germania questa settimana: una coppia (marito e moglie) e un altro uomo, per accuse di spionaggio economico. I sospetti avrebbero utilizzato una società, Innovative Dragon, per avvicinare ricercatori e istituzioni tedesche e carpire informazioni sensibili sulla tecnologie militari della Marina della Germania. Il prossimo mese intanto, il presidente cinese Xi, inizierà un tour in Europa, ma salterà sia il Regno Unito che la Germania. Si recherà invece, oltre che in Francia, anche in Ungheria e Serbia. Ovvero, i Paesi europei più vicini a Pechino.