Uruguay, l’annuncio dell’ex presidente Mujica: “Ho un tumore all’esofago”
di Daniele MastrogiacomoJosé Pepe Mujica ha un tumore. All’esofago. Lo hai svelato lui stesso nel corso di una conferenza stampa convocata all’improvviso. “È qualcosa di complicato”, ha detto l’ex presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015, figura mitica della sinistra in America Latina, arrestato e chiuso per anni come un topo in un buco dalla dittatura militare che soffocò il piccolo Paese incuneato tra Argentina e Brasile, dal 1973 al 1985. “Purtroppo”, ha aggiunto, “è doppiamente complesso nel mio caso perché 20 anni fa ho avuto una malattia immunologica che ha colpito i miei reni”.
Mujica, che ha sempre scelto di continuare a vivere nella sua casa in campagna, muovendosi con la sua vecchia Wolskwagen, ha da poco compiuto 88 anni. I medici stanno valutando quale trattament…
José Pepe Mujica ha un tumore. All’esofago. Lo hai svelato lui stesso nel corso di una conferenza stampa convocata all’improvviso. “È qualcosa di complicato”, ha detto l’ex presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015, figura mitica della sinistra in America Latina, arrestato e chiuso per anni come un topo in un buco dalla dittatura militare che soffocò il piccolo Paese incuneato tra Argentina e Brasile, dal 1973 al 1985. “Purtroppo”, ha aggiunto, “è doppiamente complesso nel mio caso perché 20 anni fa ho avuto una malattia immunologica che ha colpito i miei reni”.
Mujica, che ha sempre scelto di continuare a vivere nella sua casa in campagna, muovendosi con la sua vecchia Wolskwagen, ha da poco compiuto 88 anni. I medici stanno valutando quale trattamento seguire. Ma, secondo lo stesso Mujica, a causa delle “evidenti difficoltà” sarà inevitabile un ricorso alla chemioterapia o a un altro tipo di intervento chirurgico.
“Voglio comunicarvi”, ha detto l’ex leader e presidente, “che nella mia vita più di una volta il triste mietitore si aggirava attorno alla branda. Ma ha continuato a guidarmi in tutti questi anni. Sicuramente, per ovvi motivi, questa volta mi sembra che arriverà con la falce pronta. Vedremo cosa accadrà”. Pepe, comunque, ha anche annunciato che continuerà a fare quello che ha sempre fatto: politica. Contribuirà alla campagna elettorale in vista delle elezioni che si terranno quest’anno. Lo farà, ha precisato, “fedelmente al mio modo di pensare”, e si dedicherà al lavoro della terra, occupandosi del suo orto e dei suoi polli. “Perché”, ha aggiunto ricorrendo alle sue solite metafore, “non si cambia matungo (cavallo) alla fine del fiume. Sono sempre stato un uomo con gli zoccoli alle gambe e amo la terra. E finché l’atmosfera reggerà, io sarò lì”.
Affiancato dalla fedele compagna di una vita, Lucia Topolansky, l’anziano faro dei progressisti in Uruguay ha avuto parole anche per i giovani. “Lottate per l’amore”, li ha esortati, “non lasciatevi ingannare dall’odio. Se la droga ti cattura, non abbandonarti alla solitudine. Nessuno si salva da solo. Dovete chiedere collaborazione, dovete combattere. L’unica libertà è nella nostra testa e si chiama volontà. Se non la usiamo, non siamo liberi. Questo va capito”. Quindi, il lascito alle nuove generazioni, quelle che guideranno il futuro Uruguay: “La vita è bella, si spende e se ne va. Il punto cruciale del successo in questa nostra esistenza è ricominciare daccapo ogni volta che cadi. Se cresce la rabbia, lasciamo che sia trasformata dalla speranza”.