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Confisca Ariston, Roma protesta: “Mosca ritiri il provvedimento”

(ansa)
Dopo l’espropriazione di fatto dell’azienda italiana la Farnesina convoca l’ambasciatore russo, che però difende la misura e la definisce “una risposta ad azioni ostili e contrarie al diritto internazionale”. Tajani prepara un tavolo con Confindustria
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«Forte disappunto»: è quello espresso dal Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia all’ambasciatore russo Alexey Paramonov in merito al trasferimento in amministrazione temporanea – di fatto espropriazione - della Ariston Thermo Rus Llc, sussidiaria dell’azienda italiana (ma con sede legale in Olanda) Ariston Holding. Passata, insieme alla tedesca Bosch, a Gazprom Household Systems Jsc, società produttrice di elettrodomestici che fa capo al colosso statale russo Gazprom. Un decreto firmato direttamente da Vladimir Putin in base alla legge varata un anno fa, secondo cui Mosca può senza alcun preavviso sequestrare i beni di paesi ritenuti “ostili”: e che infatti a luglio ha già colpito la francese Danone, la danese Carlsberg, e altre 19 aziende europee. Mentre le nazionalizzazioni riguardano almeno 180 aziende russe di industriali non abbastanza “patrioti”; che già qualcuno legge come un modo di favorire l’ascesa di nuovi oligarchi.

La ritorsione ora colpisce l’Italia…

«Forte disappunto»: è quello espresso dal Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia all’ambasciatore russo Alexey Paramonov in merito al trasferimento in amministrazione temporanea – di fatto espropriazione - della Ariston Thermo Rus Llc, sussidiaria dell’azienda italiana (ma con sede legale in Olanda) Ariston Holding. Passata, insieme alla tedesca Bosch, a Gazprom Household Systems Jsc, società produttrice di elettrodomestici che fa capo al colosso statale russo Gazprom. Un decreto firmato direttamente da Vladimir Putin in base alla legge varata un anno fa, secondo cui Mosca può senza alcun preavviso sequestrare i beni di paesi ritenuti “ostili”: e che infatti a luglio ha già colpito la francese Danone, la danese Carlsberg, e altre 19 aziende europee. Mentre le nazionalizzazioni riguardano almeno 180 aziende russe di industriali non abbastanza “patrioti”; che già qualcuno legge come un modo di favorire l’ascesa di nuovi oligarchi.

La ritorsione ora colpisce l’Italia perché aderisce alla campagna di sanzioni contro Mosca. Ma va letta anche come tentativo di far pressione sulla questione degli asset russi congelati in Europa. L’esecutivo, per ora ha infatti detto sì alla sola confisca degli interessi di quegli asset. Mentre gli Stati Uniti premono affinché la presidenza italiana al G7 porti al tavolo il prelievo di tutti i beni russi congelati nella Ue.

La Farnesina ha chiesto alla Federazione russa di “ritirare le misure adottate contro legittime attività economiche di imprese straniere nel Paese”, come si legge in una nota del ministero degli Esteri. Le motivazioni russe “non hanno fondamenta nel diritto. Tanto più considerando che è stato adottata verso un'impresa che ha uno storico radicamento nel Paese e non ha connessioni con l'attuale situazione di crisi internazionale”: l’Ariston, infatti, non è fra quelle che ha lasciato il Paese dopo l’invasione dell’Ucraina. Un invito, insomma, a “riconsiderare il provvedimento preso, qualificato come temporaneo”.

Le posizioni espresse da Paramonov sono state riassunte in un post pubblicato sull’account Facebook dell’ambasciata russa in Italia: “Abbiamo dato spiegazioni esaurienti circa la legalità della decisione, risposta ad azioni ostili e contrarie al diritto internazionale di Stati Uniti e altri Stati affiliati, volti a privare illegalmente la Russia, le sue entità giuridiche e i suoi cittadini del diritto di proprietà di quanto si trova nel territorio di tali stati”. Sostenendo di respingere “il tono sempre più aggressivo e irresponsabile della retorica occidentale che minacce la sicurezza nazionale, economica ed energetica della Russa». Ricordando pure che «Mosca ha sempre dato importanza ai proficui rapporti commerciali ed economici con l’Italia: che ora sacrifica interessi nazionali per partecipare ad avventure geopolitiche anti-russe pericolose e senza speranza”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato per giovedì un “tavolo Russia” con Farnesina e Confindustria, e fa sapere che sta già lavorando coi partner di G7 e Ue a una «risposta appropriata»: riservandosi di approfondire le conseguenze della decisione russa. L'Unione Europea ha già duramente condannato il provvedimento, accusando Mosca di “aver dato ulteriore prova del mancato rispetto del diritto internazionale". Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in contatto col patron di Ariston, Paolo Merloni, assicura: tuteleremo in accordo con la Commissione Ue le imprese oggetto di simili atti di ritorsione.

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