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Cloropicrina, cos’è l’agente chimico che i russi avrebbero usato in Ucraina. “Almeno 3 soldati colpiti”, dice il medico che li ha soccorsi

(reuters)
Non è il novichok che può uccidere una persona in pochi minuti anche in quantità minime, ma un agente cosiddetto irritante, impiegato anche durante la Prima guerra mondiale per mettere fuori combattimento i soldati nemici. Mosca nega
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Gli Stati Uniti accusano la Russia di aver utilizzato un agente chimico, la cloropicrina, contro i soldati ucraini, secondo una dichiarazione rilasciata dal Dipartimento di Stato. Sarebbe una violazione della Convenzione internazionale sulle armi chimiche, alla quale aderisce anche la Russia. Mosca nega l’uso di armi chimiche in Ucraina, ma già in passato le smentite russe sono state smentite dai fatti.

La cloropicrina non è l’arma chimica più potente presente e già usata nell’arsenale della Russia. Non è l’agente nervino novichok – adoperato anche contro gli oppositori del presidente Putin – che può uccidere una persona in pochi minuti anche in quantità minime. È un agente cosiddetto irritante, impiegato anche durante la Prima guerra mondiale per mettere fuori combattimento i soldati nemici.

Un medico militare ucraino di stanza a Kherson, che qui identificheremo come Alexander perché non è stato autorizzato a parlare dai suoi superiori, dice a Repubblica “nell’ultimo mese ho vi…

Gli Stati Uniti accusano la Russia di aver utilizzato un agente chimico, la cloropicrina, contro i soldati ucraini, secondo una dichiarazione rilasciata dal Dipartimento di Stato. Sarebbe una violazione della Convenzione internazionale sulle armi chimiche, alla quale aderisce anche la Russia. Mosca nega l’uso di armi chimiche in Ucraina, ma già in passato le smentite russe sono state smentite dai fatti.

La cloropicrina non è l’arma chimica più potente presente e già usata nell’arsenale della Russia. Non è l’agente nervino novichok – adoperato anche contro gli oppositori del presidente Putin – che può uccidere una persona in pochi minuti anche in quantità minime. È un agente cosiddetto irritante, impiegato anche durante la Prima guerra mondiale per mettere fuori combattimento i soldati nemici.

Un medico militare ucraino di stanza a Kherson, che qui identificheremo come Alexander perché non è stato autorizzato a parlare dai suoi superiori, dice a Repubblica “nell’ultimo mese ho visto tre casi di soldati colpiti dal gas. È un agente tossico che colpisce gli occhi e la respirazione. La parte bianca dell’occhio diventa rossa per il sangue e i feriti sono in ospedale da due settimane, in attesa di decisioni ulteriori. Altri soldati che sono stati esposti in modo meno diretto all’agente tossico hanno sofferto di disorientamento”. L’agente tossico, spiega il medico, “è più pesante dell’aria e lascia una patina oleosa dove si deposita, quindi colpisce anche la pelle con irritazioni dolorose. Adesso sta arrivando il bel tempo, i soldati non sono coperti come in inverno e sono più esposti a quest’arma”.

La cloropicrina secondo informazioni di dominio pubblico ha una molecola così piccola da poter passare attraverso i filtri delle maschere antigas. In agricoltura è usato come fumigante contro le infestazioni: quando una struttura è invasa da insetti gli specialisti possono sigillarla e poi usare la cloropicrina per sterminare gli ospiti indesiderati. Nella giusta concentrazione è letale anche per gli uomini.

Secondo i video e le foto che circolano in queste ore sui canali Telegram dei militari ucraini, i russi starebbero usando la cloropicrina per stanare i soldati dalle loro fortificazioni scavate nel terreno. In un video si vede un drone sganciare una granata al gas contro una trincea, in un altro si vedono due soldati perdere sangue dagli occhi – che dovrebbe essere un sintomo dell’uso di questo agente tossico.

Un’altra foto, sempre presa da Telegram, mostra alcune granate al gas allineate dentro una trincea russa prima del loro utilizzo. Le zone colpite con questo agente tossico sono vicino Adviivka, dove le truppe della Russia cercano di sfondare le linee nemiche e sfruttare la disorganizzazione degli ucraini dopo la perdita della città a metà febbraio, e la sponda sinistra del Dnipro nella regione di Kherson, dove i soldati ucraini tentano di stabilire una testa di ponte permanente sulla riva che in teoria sarebbe controllata dai russi.

Ad aprile c’erano state segnalazioni dell’uso, da parte delle truppe russe, di granate lacrimogene contro le posizioni ucraine, le stesse usate anche dalla polizia antisommossa. Forse è un uso misto, assieme a granate alla cloropicrina che è un agente chimico più potente. La decisione di lanciarla contro i soldati ucraini in piccole quantità sembra quasi un test da parte dell’esercito russo, per osservare la reazione occidentale e creare assuefazione nell’opinione pubblica. Anche durante la guerra civile in Siria, nei primi mesi del 2013, il regime del presidente Bashar el Assad cominciò a usare le armi chimiche di grado inferiore – i barili bomba al cloro – in modo sporadico e alcune granate al nervino in poche occasioni, per non creare allarme nel caos continuo delle informazioni che arrivavano. Poi, nell’agosto 2013, i soldati di Assad lanciarono missili al nervino su un quartiere ribelle della capitale Damasco e uccisero in pochi minuti milletrecento civili.

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