Cina, lanciata la missione verso il lato nascosto della Luna: è sfida agli Stati Uniti
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Lancio riuscito. Alle 17.27 da Wenchang sull’isola tropicale di Hainan, la sonda Chang’e 6 è partita per una missione mai tentata da nessuno. Recuperare campioni dal lato nascosto della Luna e riportarli sulla Terra in poco meno di due mesi. Se la Cina ce la farà, sarà una prima volta assoluta.
Una potenza spaziale
Mao Zedong si lamentava che i cinesi non sarebbero mai stati in grado di lanciare in orbita nemmeno una patata. E invece. Oggi la Cina è sempre più una potenza spaziale, grazie all’ambiziosa spinta voluta dal leader Xi Jinping. In una continua corsa per sfidare il dominio americano (anche assieme all’aiuto dei russi), in un contesto dove sempre più le grandi potenze mirano al potenziale accesso alle risorse minerarie lunari. La Cina è arrivata su Marte. Si è costruita la propria stazione in orbita (dopo essere stata esclusa da quella internazionale, la Iss, tra i timori …
PECHINO - Lancio riuscito. Alle 17.27 da Wenchang sull’isola tropicale di Hainan, la sonda Chang’e 6 è partita per una missione mai tentata da nessuno. Recuperare campioni dal lato nascosto della Luna e riportarli sulla Terra in poco meno di due mesi. Se la Cina ce la farà, sarà una prima volta assoluta.
Una potenza spaziale
Mao Zedong si lamentava che i cinesi non sarebbero mai stati in grado di lanciare in orbita nemmeno una patata. E invece. Oggi la Cina è sempre più una potenza spaziale, grazie all’ambiziosa spinta voluta dal leader Xi Jinping. In una continua corsa per sfidare il dominio americano (anche assieme all’aiuto dei russi), in un contesto dove sempre più le grandi potenze mirano al potenziale accesso alle risorse minerarie lunari. La Cina è arrivata su Marte. Si è costruita la propria stazione in orbita (dopo essere stata esclusa da quella internazionale, la Iss, tra i timori americani di un controllo del programma spaziale da parte dell'esercito cinese, sullo sfondo della crescente competizione tecnologica tra le due superpotenze). Cinque anni fa i cinesi furono già i primi ad atterrare sul lato nascosto della Luna ma ora, con questa storica nuova missione che durerà 53 giorni, vogliono essere pure i primi a riportare sulla Terra campioni di suolo dalla faccia del nostro satellite che non si vede dal nostro pianeta. “La prima impresa di questo tipo nella storia dell'esplorazione umana della Luna”, annunciano trionfanti i media di Stato.
La nuova missione
Chang’e 6 atterrerà nel bacino del Polo Sud-Aitkin: l’obiettivo è raccogliere 2 kg di materiale per ottenere informazioni sull’evoluzione della Luna e del Sistema solare e che possono fornire dati importanti per far progredire le ambizioni della Cina. La missione servirà a porre le basi per la futura corsa: due lanci nel 2026 e nel 2028, il primo per esplorare il polo sud lunare alla ricerca di acqua (lì dove anche gli americani hanno messo da tempo gli occhi) e il secondo per cercare materiale da utilizzare per la costruzione di future infrastrutture. Due anni più tardi la Cina punta a portare i suoi astronauti sulla Luna. Infine, entro il 2035, a costruire una stazione di ricerca: che vedrà la collaborazione tra Pechino e Mosca (e alla quale parteciperanno pure Venezuela, Bielorussia, Azerbaijan, Pakistan, Sudafrica ed Egitto).
Le paure americane
I piani cinesi già mettono in apprensione gli americani, visto che il loro programma Artemis arranca un po'. "Crediamo che gran parte di quello che chiamano il loro programma spaziale civile sia in realtà un programma militare”, ha ripetuto varie volte il capo della Nasa Bill Nelson. Aggiungendo che la Cina potrebbe cercare di impedire agli Stati Uniti o ad altri Paesi di accedere ad alcune aree lunari (e alle risorse) se vi arrivano per primi. In realtà Pechino afferma di essere impegnata nella cooperazione spaziale con tutte le nazioni per costruire un “futuro condiviso” (slogan preferito di Xi). L'Agenzia spaziale europea, la Francia, l'Italia e il Pakistan hanno contribuito con diverse strumentazioni a questo lancio di Chang’e 6.
Il programma Chang’e
Istituito nel 2004, il programma Chang’e (dal nome della Dea cinese della Luna) ha lanciato la sua prima navicella tre anni più tardi. Due anni fa Pechino scoprì un nuovo minerale, grazie ai campioni recuperati dal lato vicino della Luna, che contiene elio-3, per la fusione nucleare e le fonti energetiche del futuro (gli esperti ritengono che 5mila tonnellate di carbone potrebbero essere sostituite da circa tre cucchiai di elio-3). E poi la Luna abbonda di metalli delle terre rare.
Il nucleare nello spazio
Nella sua corsa la Cina sta collaborando con gli amici russi. Per installare un reattore nucleare entro il 2035, in grado di fornire elettricità per futuri insediamenti. In una continua sfida all’America: anche la Nasa sta puntando alla costruzione di un piccolo reattore. Il timore americano è quello però di una proliferazione di armi nucleari nello spazio, timori che sia Pechino sia Mosca respingono. I due Paesi si sono impegnati anche a collaborare per rilevare i detriti spaziali, una tecnologia utile pure per tracciare i satelliti di un avversario.
Le ambizioni del gigante asiatico vanno rintracciate negli anni ’50. Ma è con Xi (“rendere la Cina una potenza spaziale è sempre stato il nostro eterno sogno”) che arriva la spinta sull'acceleratore per provare a battere gli americani. Si stima che la Cina oggi spenda 12 miliardi di dollari per la ricerca spaziale. Una cinquantina ancora in meno degli americani, ma tant’è. Altro che la patata di Mao.