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Regno Unito, lo strano caso di Rishi Sunak: disfatta tory alle elezioni locali, ma lui è più solido

(reuters)
Il primo ministro temeva un’altra grave rivolta interna dopo il voto di giovedì. Invece, uno dei ribelli del partito messaggia: “È finita”. Ecco perché
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LONDRA - I conservatori di Rishi Sunak hanno perso quasi 450 seggi comunali nelle elezioni locali di giovedi scorso (circa la metà) e la suppletiva di Blackpool South. Persino un’area della circoscrizione del primo ministro (York and North Yorkshire) è finita a un sindaco Labour e pure la sconfitta della tory Susan Hall al voto per sindaco di Londra (risultati stasera) sembra scontata. Eppure da ieri Sunak, già a picco nei sondaggi, sembra paradossalmente un po’ più solido. E nel pomeriggio uno dei leader della rivolta tory contro di lui all’interno del partito, messaggia: “È finita”. Com’è possibile?

Benvenuti nella politica britannica. Dove nulla è scontato. E dove una delle batoste più pesanti per un partito al governo in realtà potrebbe dare un po’ di respiro a Sunak. E, a meno di sorprese o congiure clamorose, scongiurare lo spettro di elezioni anticipate al prossimo luglio. E di un possibile quarto leader dei tories in due anni.

Innanzitutto, Sunak è riuscito a evitare una sconf…

LONDRA - I conservatori di Rishi Sunak hanno perso quasi 450 seggi comunali nelle elezioni locali di giovedi scorso (circa la metà) e la suppletiva di Blackpool South. Persino un’area della circoscrizione del primo ministro (York and North Yorkshire) è finita a un sindaco Labour e pure la sconfitta della tory Susan Hall al voto per sindaco di Londra (risultati stasera) sembra scontata. Eppure da ieri Sunak, già a picco nei sondaggi, sembra paradossalmente un po’ più solido. E nel pomeriggio uno dei leader della rivolta tory contro di lui all’interno del partito, messaggia: “È finita”. Com’è possibile?

Benvenuti nella politica britannica. Dove nulla è scontato. E dove una delle batoste più pesanti per un partito al governo in realtà potrebbe dare un po’ di respiro a Sunak. E, a meno di sorprese o congiure clamorose, scongiurare lo spettro di elezioni anticipate al prossimo luglio. E di un possibile quarto leader dei tories in due anni.

Innanzitutto, Sunak è riuscito a evitare una sconfitta, che sarebbe stata probabilmente fatale per la sua leadership, nella Tees Valley, nel nord inglese del “Red Wall”, ex operaio, ex “rosso” e molto brexiter. A spuntarla è stato il sindaco uscente, Ben Houchen. Che però, paradossalmente, ha vinto senza mai citare i conservatori o mostrando il loro logo. Decisivo, invece, potrebbe esser stato Boris Johnson. L’ex primo ministro britannico, che ce l’ha ancora a morte con Sunak da lui considerato un cospiratore che l’ha accoltellato alle spalle, ha fatto campagna per l’amico Houchen. E alla fine entrambi hanno avuto ragione.

Insomma, Sunak deve ringraziare il suo nemico Boris se ha salvato la pelle. Ma ciò apre una questione importante: Johnson ha dimostrato che forse soltanto lui, con la sua retorica della “strada”, può riconquistare l’operaio “Red Wall” del centro e nord dell’Inghilterra. Che lo fece trionfare alle elezioni del 2019 ma nel quale il paperone Sunak sembra un alieno assoluto.

Sinora però Johnson e il suo successore non si sono affatto riconciliati. Ma soprattutto, apprendiamo che l’ex leader è andato su tutte le furie quando, un paio di mesi fa, il Times ha pubblicato un articolo, basato su fonti di Downing Street, in cui Boris veniva esortato a impegnarsi proprio nel ‘Muro Rosso” per cercare di ribaltare i pronostici sfavorevoli al partito conservatore. Johnson non sarebbe mai stato avvertito preventivamente di quell’articolo, nessuno gli avrebbe chiesto aiuto prima della sua pubblicazione, e dunque avrebbe declinato l’offerta “che sapeva di ricatto in pubblico”.

Ma Sunak può tirare un sospiro di sollievo per altri due motivi. Il primo è il comune di Harlow, nell’Essex dell’Inghilterra, poco fuori Londra, dove il leader Labour Keir Starmer ha fatto campagna negli ultimi giorni ma dove alla fine hanno vinto i conservatori. Insomma, una probabile conferma, secondo i suoi critici, dello scarso carisma del leader dell’opposizione. Il secondo motivo sta nel fatto che, secondo alcuni studi di Sky News e Bbc, se proiettato su base nazionale il risultato di queste elezioni locali darebbe al Labour “soltanto” un vantaggio di circa 9 punti. Ossia, decisamente meno dei 20 abitualmente segnalati dai sondaggi a favore del partito di opposizione.

Insomma, nonostante la mazzata, Sunak pare incredibilmente più ottimista riguardo alle prossime elezioni generali di quest’anno. Ma saranno cruciali i risultati del voto a sindaco di un’altra grossa area in mano ai tories, quella della West Midlands del carismatico Andy Street. Se quest’ultimo dovesse tenere, anche Sunak potrà ritenersi salvo. Almeno per qualche mese.

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