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Terremoto alla Abc, si dimette Kim Godwin, prima afroamericana alla guida di un canale d’informazione

Diversi membri dello staff l’hanno accusata di essere “divisiva”. Solo una settimana fa era stata di fatto commissariata
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La prima donna afroamericana a guidare l’informazione di un network televisivo statunitense ha annunciato domenica sera le sue dimissioni. Anzi di più: l’addio al giornalismo. Kim Godwin ha infatti deciso di lasciare la sua posizione di presidente di ABC News, proprietà della Disney, dopo tre anni definiti da molti osservatori “tumultuosi”. Ma il razzismo non c’entra. Diversi membri dello staff l’hanno semmai accusata di essere addirittura “divisiva”: «Chiunque sia appassionato di questo mestiere sa che non esiste un'altra attività come questa, quindi non è stata una decisione facile o rapida. Ma dopo una lunga riflessione, sono certo che sia quella giusta per me, mentre guardo al futuro e do priorità a ciò che è più importante per me e per la mia famiglia».

Che le cose non andassero bene, lo racconta il Wall Street Journal, era d’altronde chiaro da un pezzo: solo una settimana fa era stata di fatto commissariata. Chiamata a riferire a Debra O’Connell, veterana alla Disney che possie…

La prima donna afroamericana a guidare l’informazione di un network televisivo statunitense ha annunciato domenica sera le sue dimissioni. Anzi di più: l’addio al giornalismo. Kim Godwin ha infatti deciso di lasciare la sua posizione di presidente di ABC News, proprietà della Disney, dopo tre anni definiti da molti osservatori “tumultuosi”. Ma il razzismo non c’entra. Diversi membri dello staff l’hanno semmai accusata di essere addirittura “divisiva”: «Chiunque sia appassionato di questo mestiere sa che non esiste un'altra attività come questa, quindi non è stata una decisione facile o rapida. Ma dopo una lunga riflessione, sono certo che sia quella giusta per me, mentre guardo al futuro e do priorità a ciò che è più importante per me e per la mia famiglia».

Che le cose non andassero bene, lo racconta il Wall Street Journal, era d’altronde chiaro da un pezzo: solo una settimana fa era stata di fatto commissariata. Chiamata a riferire a Debra O’Connell, veterana alla Disney che possiede la rete dal 1995 e per la quale era stato creato addirittura un dipartimento ad hoc, una divisione che includeva l’informazione di Abc e di tutte le tv locali affiliate alla compagnia. Compresi dunque i programmi di punta della rete: il celebre “Good Morning America” i cui ascolti sono da tempo sempre più in calo. E “World News Tonight”. In quell’occasione a Godwin era stato rinnovato il contratto di presidente–: ma di fatto demansionata. Chiamata a rispondere delle sue decisioni a O’Connell che sui suoi risultati aveva avviato un’indagine. E in conversazioni private le aveva fatto sapere di non essere per niente soddisfatta. Anche in redazione, d’altronde, le cose andavano male: i giornalisti per niente soddisfatti della sua leadership tanto che su più di un giornale erano usciti i loro mugolii, per quanto sempre anonimi, dove la si accusava di preoccuparsi più di promuovere sé stessa che di quanto accadeva nel mondo. Poco gradito il suo approccio gestionale autonomo, il mancato sviluppo di una visione strategica per la redazione, i cambi ai vertici delle diverse sezioni dove aveva imposto persone a lei gradite al posto di figure pur più competenti. E anche di aver gestito male la relazione fra due conduttori, entrambe sposati, TJ Holmes e Amy Robach, prima lasciandoli andare in onda a dispetto delle voci, poi allontanandoli repentinamente quando la storia è finita sui giornali. Azioni che hanno confuso la redazione e posto i primi dubbi sulla sua leadership.

Qualcuno, in realtà, l’ha anche difesa. Parlando di ambiente più inclusivo. Altri hanno fatto notare che aveva più volte usato un linguaggio “scorretto” verso i colleghi. O’Donnell è stata la prima a commentare l’annuncio, di fatto spezzato una lancia per lei: «Kim ha condotto il suo team in tempi molto difficili. E lo ha fatto sempre nel massimo rispetto del brand e della professione e per questo la ringraziamo»

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