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Sfida nel Baltico, doppio intervento dei caccia italiani per intercettare i russi

Due allerte nello stesso giorno, Eurofighter in azione nell’area di Kaliningrad. Così Putin studia la capacità di reazione della Nato
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Un caccia russo che sfreccia a tutta velocità nel Baltico, puntando verso i confini polacchi. In zona ci sono due intercettori italiani, impegnati in un volo d’addestramento. Dalla Germania il comando Nato di Uedem gli ordina di intervenire. I piloti accelerano e i loro Eurofighter superano la barriera del suono, con un boato che risuona nel cielo del Nord.

Scene di ordinaria tensione sul fronte orientale dell’Alleanza Atlantica, proprio nell’area di Kaliningrad: l’enclave di Mosca incastonata nel territorio della Polonia, snodo cruciale della nuova Guerra Fredda. L’Aeronautica ha schierato una squadriglia di jet a Malbork, la base più vicina a Kaliningrad, per contribuire a rafforzare la sicurezza dello spazio aereo polacco.

Le due allerte

Non è una missione di routine: la scorsa settimana per tre volte è scattato lo scramble, la procedura di allarme per la coppia di velivoli che resta sempre pronta a partire nel …

Un caccia russo che sfreccia a tutta velocità nel Baltico, puntando verso i confini polacchi. In zona ci sono due intercettori italiani, impegnati in un volo d’addestramento. Dalla Germania il comando Nato di Uedem gli ordina di intervenire. I piloti accelerano e i loro Eurofighter superano la barriera del suono, con un boato che risuona nel cielo del Nord.

Scene di ordinaria tensione sul fronte orientale dell’Alleanza Atlantica, proprio nell’area di Kaliningrad: l’enclave di Mosca incastonata nel territorio della Polonia, snodo cruciale della nuova Guerra Fredda. L’Aeronautica ha schierato una squadriglia di jet a Malbork, la base più vicina a Kaliningrad, per contribuire a rafforzare la sicurezza dello spazio aereo polacco.

Le due allerte

Non è una missione di routine: la scorsa settimana per tre volte è scattato lo scramble, la procedura di allarme per la coppia di velivoli che resta sempre pronta a partire nel giro di pochi minuti. Due delle allerte sono avvenute nella stessa giornata, a poche ore di distanza. I due Eurofighter sono decollati con quattro missili sotto le ali e le munizioni per il cannone a tiro rapido.

Nel primo caso, sfruttando la spinta dei reattori hanno subito raggiunto l’intruso: un quadrimotore Ilyushin da spionaggio elettronico. Come spesso accade, il russo è penetrato nella zona di competenza polacca del traffico aereo senza avvisare né segnalare la sua rotta: un comportamento potenzialmente pericoloso, perché potrebbe incrociare velivoli di linea. Mosca lo fa perché rivendica di potersi muovere in quei cieli come ai tempi dell’Urss.


Ma l’attività di questi Ilyushin zeppi di antenne e radar è monitorare proprio la capacità di reazione della Nato. L’incontro con i caccia italiani si è svolto “in maniera professionale”: hanno affiancato l’aereo spia e l’hanno scortato fuori dall’area di coordinamento polacco.


Poche ore dopo, sugli schermi radar è comparsa una scia molto più agguerrita: un cacciabombardiere Sukhoi, lo strumento più potente dell’aviazione russa in grado di superare duemila chilometri orari e dimostrare una manovrabilità unica. “La sortita d’addestramento di due dei nostri Eurofighter è stata trasformata in una missione d’allerta - ha dichiarato il colonnello Gianluigi Colucci, comandante della task force schierata a Malbork - per la seconda volta in poche ore e la terza nell’arco della settimana. I nostri aerei hanno reagito all’allarme dimostrando la postura di alta reattività del contingente e la prontezza nel tutelare l’integrità dello spazio aereo della Nato”.


Anche in volo d’addestramento gli Eurofighter sono armati di tutto punto. In questo caso l’intercettazione è stata ancora più veloce e i jet sono arrivati sulla posizione del Sukhoi prima che entrasse nella zona di competenza polacca. Il pilota russo ha compiuto qualche manovra per liberarsi della marcatura - sempre tenendo la distanza di sicurezza - poi si è allontanato senza creare problemi. “Abbiamo portato a termine le missioni - che sono stati sostanzialmente eventi di routine - con successo e professionalità”, ha commentato l’ufficiale dell’Aeronautica.

La minaccia nucleare

Questi incontri ravvicinati sono avvenuti il 25 aprile, ma sono stati resi noti dal vertice dell’Alleanza soltanto ieri. In questi giorni gli Eurofighter dalla Polonia partecipano all’attività di vigilanza nell’esercitazione Nato “Neptune Strike”, che si estende dal Baltico al Mar Nero, dall’Atlantico al Mediterraneo. “La presenza dei caccia italiani in Polonia e il nostro lavoro quotidiano - ha concluso il colonnello Coluccia - incarnano lo spirito dell’Alleanza: tutti per uno, uno per tutti”.

Adesso sul fronte caldo del Baltico ci sono preoccupazioni per l’eventualità che le grandi manovre delle armi nucleari tattiche annunciate ieri dal Cremlino possano coinvolgere anche le basi di Kaliningrad: secondo l’intelligence sono presenti missili Iskander che possono venire dotati di queste testate e aerei Mig 31 che possono trasportare ordigni ipersonici.

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