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Putin mette nel mirino la Nato: “Via alle esercitazioni nucleari”

(afp)
Alla vigilia dell’insediamento per il suo quinto mandato, il presidente per la prima volta ordina di testare l’arsenale tattico. Peskov: “Nuova fase della escalation contro i leader occidentali pronti a mandare truppe”. Arrestato un soldato Usa in Russia
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MOSCA — Comincia con un tintinnare di sciabole l’era di “Putin V”. Alla vigilia dell’inaugurazione del suo quinto mandato al Cremlino e a tre giorni dalla Giornata della Vittoria che commemora la vittoria sovietica sul nazifascismo, il presidente nonché comandante in capo delle forze armate Vladimir Putin ha dato ordine alla Difesa di tenere «nel prossimo futuro» esercitazioni per prepararsi al «possibile uso di armi nucleari non strategiche». Le manovre coinvolgeranno l’Aeronautica, la Marina e le forze del Distretto Militare Meridionale che comprende anche le regioni ucraine annesse unilateralmente da Mosca. Una risposta, hanno spiegato Difesa e Cremlino, alle «dichiarazioni provocatorie» dei leader occidentali e, in particolare, alla «loro disponibilità a inviare truppe». «È una nuova fase di escalation della tensione», ha detto Dmitrij Peskov, riferendosi alle dichiarazioni occidentali. «Non ha precedenti e ovviamente richiede un’attenzione speciale e misure speciali».
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MOSCA — Comincia con un tintinnare di sciabole l’era di “Putin V”. Alla vigilia dell’inaugurazione del suo quinto mandato al Cremlino e a tre giorni dalla Giornata della Vittoria che commemora la vittoria sovietica sul nazifascismo, il presidente nonché comandante in capo delle forze armate Vladimir Putin ha dato ordine alla Difesa di tenere «nel prossimo futuro» esercitazioni per prepararsi al «possibile uso di armi nucleari non strategiche». Le manovre coinvolgeranno l’Aeronautica, la Marina e le forze del Distretto Militare Meridionale che comprende anche le regioni ucraine annesse unilateralmente da Mosca. Una risposta, hanno spiegato Difesa e Cremlino, alle «dichiarazioni provocatorie» dei leader occidentali e, in particolare, alla «loro disponibilità a inviare truppe». «È una nuova fase di escalation della tensione», ha detto Dmitrij Peskov, riferendosi alle dichiarazioni occidentali. «Non ha precedenti e ovviamente richiede un’attenzione speciale e misure speciali».

L’annuncio è inedito. Mai prima d’ora la Russia aveva segnalato pubblicamente manovre che simulino l’uso di armi nucleari tattiche, progettate per l’uso sul campo di battaglia a differenza di quelle strategiche destinate a colpire obiettivi lontani dal fronte. Una svolta che ha ringalluzzito i falchi, a partire dal numero due del Consiglio di Sicurezza Dmitrij Medvedev che, col suo solito colorito tripudio di aggettivi, ha minacciato l’arrivo di una «catastrofe mondiale» e accusato gli «irresponsabili mascalzoni furfanti idioti infantili» occidentali di non volerlo capire. A soffiare ulteriormente sul fuoco ci si è messo anche il ministero degli Esteri convocando gli ambasciatori di Francia e Regno Unito. Col francese Mosca si è limitata a protestare per le politiche «provocatorie» di Parigi, sottolineando che la reiterata disponibilità di Emmanuel Macron a inviare truppe in Ucraina «stupisce per la sua irresponsabilità e sconsideratezza».


Al britannico, invece, ha lanciato un chiaro avvertimento: se Kiev impiegasse missili forniti da Londra per colpire il territorio russo in profondità, come avallato dal ministro degli Esteri britannico David Cameron, la rappresaglia potrebbe colpire «qualsiasi struttura ed equipaggiamento militare britannico sul territorio dell’Ucraina e oltre i suoi confini». Il ministero degli Esteri ha poi diffuso una dura nota in cui si augurava che le esercitazioni potessero calmare le «teste calde nelle capitali occidentali» che stanno portando «verso uno scontro militare aperto tra Nato e russi» e in cui ricordava che «garantire la protezione della sovranità della Russia è la massima priorità della sua politica di sicurezza militare, compresi gli aspetti relativi alla deterrenza nucleare». Perciò, precisava, gli F16 statunitensi che dovrebbero presto essere dispiegati in Ucraina verranno considerati «come portatori di armi nucleari», a prescindere che lo siano o meno. Un crescendo di toni che Nato, Ue, Pentagono e Casa Bianca hanno bollato all’unisono come «irresponsabile».
(afp)

Anche se il Pentagono ha precisato di non aver osservato finora «nessun cambiamento nel posizionamento» delle forze strategiche russe, mentre l’esercito Usa ha confermato l’arresto una settimana fa di un militare Usa a Vladivostok che potrebbe diventare un’altra pedina di scambio. Contenuta la reazione di Kiev. «Il ricatto nucleare è una pratica abituale del regime di Putin. Non vediamo nulla di nuovo qui», ha commentato in tv il portavoce dell’intelligence militare Andrii Yusov. Mentre la Germania ha richiamato il suo ambasciatore per una settimana a Berlino dopo il presunto cyberattacco russo contro l’Spd del cancelliere Olaf Scholz.


Nel frattempo, i Paesi Ue si sono divisi sull’invito alla cerimonia di inaugurazione del quinto mandato di Putin che si terrà oggi. L’Alto Rappresentante per la Politica Estera Josep Borrell si è detto «contrario alla partecipazione», non solo per via del conflitto in Ucraina, ma anche perché legittimerebbe le presidenziali russe di marzo non riconosciute dalla Ue. Se Italia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia e Lituania hanno seguito Borrell declinando l’invito, la Francia ha fatto sapere che invierà il suo ambasciatore. Gli altri tentennano. Una risposta scoordinata che, di certo, a Putin Quinto non dispiace.

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