La Chiesa di Vladimir e dipinti di battaglie al posto del casinò e del palo da lap dance: com’è cambiato il lussuoso “palazzo di Putin” sul Mar Nero
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Dimmi dove abiti e ti dirò chi sei. Per capire la deriva mistico-guerriera in cui è scivolato Vladimir Putin prima di insediarsi per un quinto mandato presidenziale, basta vedere com’è cambiato il suo palazzo sul Mar Nero dopo due anni di ristrutturazione. Parola del sito investigativo Proekt e di Fbk, la Fondazione anticorruzione creata dal defunto oppositore Aleksej Navalny, che hanno ottenuto filmati degli interni, piante e documentazione dei lavori effettuati tra il 2021 e il 2023: al posto del palo da lap dance una Chiesa con l’icona del principe Vladimir e alle pareti dipinti di battaglie.
Tre anni fa fu proprio Fbk a rivelare gli interni del “palazzo di Putin” a Capo Idokopas, nei pressi di Gelendzhik, regione di Krasnodar, che sarebbe costato 100 miliardi di rubli, un miliardo di euro, finanziati da fedelissimi del Cremlino. “La più grande tangente della storia”, la definì Navalny.
A dire il vero, il palazzo non era intestato al presidente, ma il suo yacht Olympia era …
MOSCA – Dimmi dove abiti e ti dirò chi sei. Per capire la deriva mistico-guerriera in cui è scivolato Vladimir Putin prima di insediarsi per un quinto mandato presidenziale, basta vedere com’è cambiato il suo palazzo sul Mar Nero dopo due anni di ristrutturazione. Parola del sito investigativo Proekt e di Fbk, la Fondazione anticorruzione creata dal defunto oppositore Aleksej Navalny, che hanno ottenuto filmati degli interni, piante e documentazione dei lavori effettuati tra il 2021 e il 2023: al posto del palo da lap dance una Chiesa con l’icona del principe Vladimir e alle pareti dipinti di battaglie.
Tre anni fa fu proprio Fbk a rivelare gli interni del “palazzo di Putin” a Capo Idokopas, nei pressi di Gelendzhik, regione di Krasnodar, che sarebbe costato 100 miliardi di rubli, un miliardo di euro, finanziati da fedelissimi del Cremlino. “La più grande tangente della storia”, la definì Navalny.
A dire il vero, il palazzo non era intestato al presidente, ma il suo yacht Olympia era ripetutamente ormeggiato a Capo Idokopas e la sicurezza era gestita dal Servizio di protezione federale che garantisce la sicurezza del capo dello Stato.
Per smentire l’inchiesta, l’amico d’infanzia del presidente, l’oligarca Arkadij Rotenberg, ne aveva rivendicato la proprietà annunciando di voler trasformare il sontuoso complesso in un “aparthotel”, hotel d’appartamenti.
La ristrutturazione durata due anni
Carte alla mano, la nuova inchiesta congiunta rivela che Rotenberg ha “mantenuto la parola, ma soltanto parzialmente”. Il palazzo è stato sì ristrutturato, ma non c’è alcun segno che sia diventato un hotel. Anzi, scrivono Proekt e Fbk, ci sono sette prove del contrario, dalla mancanza di una reception a un solo tavolo per 16 persone nell’area chiamata “ristorante”. Per non parlare degli arredi da Zar: due tappeti francesi da 10 milioni di rubli e lampadari con cristalli Baccarat per un totale di 100 milioni di rubli.
La vera trasformazione è che sono scomparse le sale da divertimento per far posto a una Chiesa e a dipinti di battaglie. “Quello che ho visto – racconta Mikhail Rubin di Proekt – mi ha letteralmente spaventato. Gli interni del palazzo indicano che Putin ha perso interesse per i suoi antichi hobby. Si è sinceramente immerso nella guerra e nella religione”.
Le tele di battaglie
La guerra oramai domina le pareti. Al posto degli affreschi di parchi e giardini nella sala di lettura, oggi ci sono dipinti di battaglie, tra cui un frammento della tela di Sergej Prisekin che raffigura il principe Aleksandr Nevskij, “Chi viene da noi con la spada, di spada morirà”, lo stesso quadro in cui Putin si è imbattuto nel Gran Palazzo del Cremlino prima del suo giuramento.
La frase che dà al nome al dipinto, tratta dal film Aleksandr Nevskij, fu citata da Putin al termine di un’intervista nel marzo 2020 e il pittore Prisekin è noto per aver dipinto un ritratto di Putin in un kimono bianco.
La Chiesa con l’icona del principe Vladimir
La religione, invece, ha spazzato via l’area intrattenimento, con discoteca, sala narghilè con postazione per la pole dance, piscina, sauna e bagno turco, palestra e casinò.
Oggi al loro posto c’è una vera e proprio “chiesa domestica” con un trono in legno, “da patriarca”, e un trittico con la Madre di Dio, Gesù Cristo e laddove tradizionalmente è raffigurato Giovanni Battista o Nicola Taumaturgo il principe Vladimir. “Una combinazione assolutamente unica” che, a detta di storici dell’arte e pittori d’icone, sarebbe un’indubbia “indicazione del proprietario” perché raffigura il suo santo patrono.
“Il 7 maggio inizia il quinto mandato di Putin. Ma non è affatto la stessa persona degli anni precedenti”, conclude perciò l’inchiesta. “Era interessato agli intrattenimenti mondani come lo spogliarello, i casinò e le sale da gioco. Adesso si circonda di icone e dipinti di morte”.