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Abiti griffati a prezzi scontati per rubare dati sensibili: la mega-truffa web della Cina in Europa e America

L’inchiesta internazionale dei quotidiani Guardian, Le Monde e Die Zeit ha rivelato le operazioni cibernetiche in Occidente di 76mila siti falsi di Pechino. Almeno 800mila utenti hanno fornito dati personali, più di mezzo milione quelli della carta di credito
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LONDRA – Circa un milione di persone in tutta Europa e negli Stati Uniti sono diventate vittime di una truffa digitale orchestrata dalla Cina in uno dei più grandi imbrogli online scoperti fino ad ora. Il colossale inganno consiste nella creazione di ben 76 mila falsi siti sul web per la vendita di famosi marchi di abbigliamento a prezzi scontati: i consumatori hanno pagato senza ricevere alcuna merce in cambio e così facendo hanno fornito i propri numeri di carta di credito, oltre a email, indirizzo e altri dati personali, agli autori del raggiro.

Le dimensioni della truffa fanno ritenere agli esperti che il governo cinese possa essere coinvolto nella vicenda o che perlomeno sia in grado di trarne vantaggio per altre operazioni cibernetiche contro l’Occidente. La vicenda è venuta alla luce nel corso di indagini compiute da Security Research Labs, un’agenzia di consulenze digitali tedesca, ed è oggi rivelata congiuntamente dall’inchiesta internazionale di tre quotidiani europei, il G…

LONDRA – Circa un milione di persone in tutta Europa e negli Stati Uniti sono diventate vittime di una truffa digitale orchestrata dalla Cina in uno dei più grandi imbrogli online scoperti fino ad ora. Il colossale inganno consiste nella creazione di ben 76 mila falsi siti sul web per la vendita di famosi marchi di abbigliamento a prezzi scontati: i consumatori hanno pagato senza ricevere alcuna merce in cambio e così facendo hanno fornito i propri numeri di carta di credito, oltre a email, indirizzo e altri dati personali, agli autori del raggiro.

Le dimensioni della truffa fanno ritenere agli esperti che il governo cinese possa essere coinvolto nella vicenda o che perlomeno sia in grado di trarne vantaggio per altre operazioni cibernetiche contro l’Occidente. La vicenda è venuta alla luce nel corso di indagini compiute da Security Research Labs, un’agenzia di consulenze digitali tedesca, ed è oggi rivelata congiuntamente dall’inchiesta internazionale di tre quotidiani europei, il Guardian, Le Monde e Die Zeit.

Pubblicati in una varietà di lingue, fra cui inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo e svedese, i siti fraudolenti offrono articoli scontati di celebri brand, tra i quali Prada, Versace, Dior, Nike, Lacoste, Hugo Boss. Sono cominciati ad apparire sul web nel 2015 e soltanto negli ultimi tre anni hanno processato più di 1 milione di ordini di acquisto. Non tutti gli imbrogli sono andati a buon fine, ma gli investigatori tedeschi ritengono che fra il 2021 e il 2023 l’operazione abbia cercato di ottenere pagamenti per 50 milioni di euro. Da allora molti dei siti fasulli hanno chiuso, ma un terzo, per un totale di oltre 22 mila, sono attualmente operativi.

Si calcola che almeno 800 mila utenti abbiano fornito i propri dati digitali e personali ai truffatori. Quasi mezzo milione avrebbero fornito anche i propri numeri di carta di credito, incluso il codice personale di accesso di tre cifre che compare sul retro della carta. Tutti hanno fornito nomi, indirizzi postali, numeri di telefono ed email. “È una della più grandi truffe di questo tipo mai venute alla luce”, commenta Katherine Hart, una ispettrice del Chartered Trading Standards Institute. “Gli autori sono probabilmente parte di gruppi del crimine organizzato”. Un altro esperto, Jake Moore, consulente di cybersicurezza della compagnia di software Eset, osserva che il tesoro di informazioni personali raccolto dai truffatori potrebbe essere di grande valore per agenzie di spionaggio: “È verosimile – aggiunge – che il governo di Pechino abbia potenziale accesso ai dati trafugati con questo imbroglio”.

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