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Marsiglia, festa blindata per la torcia delle Olimpiadi. Macron invoca l’unità: “La Francia sarà fiera”

French 19th-century three-masted barque Belem (C) arrives at the Vieux-Port (Old Port) as red white and blue fireworks are fired, during the Olympic Flame arrival ceremony, as part of its journey ahead of the Paris 2024 Olympic and Paralympic Games, in Marseille, southeastern France, on May 8, 2024. The transfer of the flame onshore from a 19th-century tall ship will mark the start of a 12,000-kilometre (7,500-mile) torch relay across mainland France and the country's far-flung overseas territories. (Photo by Sylvain THOMAS / AFP) (afp)

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Tra eccezionali misure di sicurezza è iniziato il viaggio verso Parigi. Odio social per due drag queen tra i tedofori
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MARSIGLIA — La pioggia è stata una minaccia sventata. Poche gocce cadono mentre la goletta Belem entra nel Vieux-Port, tenendo gli organizzatori con il fiato sospeso. Dare il benvenuto alla fiamma olimpica sotto un acquazzone sarebbe stata una beffa. E invece Florent Manaudou, campione olimpico di nuoto, primo tedoforo sul suolo francese, scende dal veliero storico partito dal Pireo e cammina trionfante sul pontone a forma di pista di atletica. Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte applaudono, tra una folla che ha riempito fino all’ultimo metro le banchine del porto. Il contatore segna 150mila persone e un’audience televisiva di un miliardo di persone. Qualcuno si è chiesto se il leader francese avrebbe fatto anche lui il tedoforo. «Non è nel regolamento, non è previsto», ha risposto il comitato organizzatore. Macron però ha seguito ogni minimo dettaglio di questa giornata che segna ufficialmente il conto alla rovescia verso la cerimonia di inaugurazione dei Giochi, il 26 luglio.
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MARSIGLIA — La pioggia è stata una minaccia sventata. Poche gocce cadono mentre la goletta Belem entra nel Vieux-Port, tenendo gli organizzatori con il fiato sospeso. Dare il benvenuto alla fiamma olimpica sotto un acquazzone sarebbe stata una beffa. E invece Florent Manaudou, campione olimpico di nuoto, primo tedoforo sul suolo francese, scende dal veliero storico partito dal Pireo e cammina trionfante sul pontone a forma di pista di atletica. Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte applaudono, tra una folla che ha riempito fino all’ultimo metro le banchine del porto. Il contatore segna 150mila persone e un’audience televisiva di un miliardo di persone. Qualcuno si è chiesto se il leader francese avrebbe fatto anche lui il tedoforo. «Non è nel regolamento, non è previsto», ha risposto il comitato organizzatore. Macron però ha seguito ogni minimo dettaglio di questa giornata che segna ufficialmente il conto alla rovescia verso la cerimonia di inaugurazione dei Giochi, il 26 luglio.

La Francia vuole dimostrare al mondo di essere pronta. E di avere un cuore olimpico che batte. Nei sondaggi, l’interesse è ancora fiacco ma il capo di Stato è convinto che l’arrivo di questa fiamma accenderà la febbre per i Giochi. «La fiamma è qui, in Francia, sono convinto che scatterà l’entusiasmo popolare», commenta Macron. «Spero che i francesi saranno fieri di quello che siamo capaci di fare». Il leader ribadisce l’auspicio di una «tregua olimpica» per i conflitti nel mondo. E forse spera anche che le divisioni politiche interne saranno messe da parte, per lasciare il posto all’orgoglio nazionale.

(afp)

Ancora prima della sicurezza per l’evento che comincerà a Parigi tra meno di tre mesi, a preoccupare è la protezione di questa fiaccola. Il passato recente ha insegnato che è un simbolo ambito per dare visibilità a proteste e rivendicazioni. Nel 2021, in Giappone, una manifestante aveva cercato di spegnerla con una pistola ad acqua. Cinque anni prima, in Brasile, un uomo aveva bloccato il convoglio con un estintore. E la Francia ha il brutto ricordo del passaggio della fiamma a Parigi nel 2008, prima dei Giochi di Pechino, quando ci furono incidenti con manifestanti che denunciavano la politica cinese in Tibet.

Ora si parte, destinazione Parigi. Non sarà un viaggio lineare. Il percorso della fiaccola, firmata dal designer francese Mathieu Lehanneur e alimentata a biogas, attraverserà migliaia di chilometri, dai castelli della Loira, alla Normandia, al Mont Saint-Michel, passando per le Antille e la Polinesia francese. Qualche città non ha voluto iscriversi sul tour, come Lione, governata da un sindaco ecologista No Tav. Ad ogni tappa la fiaccola sarà dentro a una bolla di sicurezza di oltre duecento agenti, tra polizia e gendarmi. Un convoglio controllato a vista da droni e satelliti. Il principale rischio, secondo il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, viene da gruppi «ambientalisti di ultrasinistra». «In questa fase, non ci sono ambizioni dell’ultradestra», aggiunge. Senza contare il rischio di terrorismo, sempre presente. Le teste di cuoio del Gign si tengono pronte a intervenire.

(afp)

«Sono sette anni che ci prepariamo, andrà bene», promette Macron. Intanto è stata una giornata di festa, al netto di qualche piccola contestazione di gruppi filo-palestinesi. Un primo test riuscito per la sicurezza con oltre seimila agenti mobilitati, record assoluto per la città affacciata sul Mediterraneo. Frecce tricolori nel cielo, spettacolo pirotecnico di «coriandoli riciclati biodegradabili», musica dell’orchestra filarmonica di Marsiglia e gli immancabili striscioni dei tifosi dell’Olympique de Marseille. Il più grande, srotolato lungo il Fort Saint-Jean, rappresenta il volto di Gyptis, la donna di una tribù locale di cui si sarebbe innamorato Protis, un marinaio greco sbarcato nel 600 a.C. «Massalia era il nome greco del primo insediamento», sottolinea il sindaco Benoît Payan, in estasi per la forte partecipazione dei marsigliesi. «È una festa popolare e accessibile che rappresenta i nostri valori», aggiunge Payan. Una parentesi felice per una città più nota alle cronache per la guerra tra narcotrafficanti. «Marsiglia è un diamante», racconta Renaud Muselier, governatore della regione. «C’è un lato oscuro che molti conoscono, ma anche uno più luminoso di cui fa bene parlare».

La seconda città di Francia – che durante i Giochi accoglierà le gare di vela nella nuova Marina – va di moda. Qualche giorno fa Chanel ha organizzato una sua sfilata sul tetto della Cité Radieuse di Le Corbusier. È diventata la nuova mecca del cinema francese, fucina di popolarissimi rapper come Jul a cui è stato affidato il compito di accendere il braciere. Molti speravano di vedere Zinedine Zidane, la stella del calcio cresciuta nei famigerati quartieri Nord, che invece alla fine non era nel programma della staffetta iniziale. Oggi toccherà agli ex calciatori dell’Om, Jean-Pierre Papin, Didier Drogba e Basile Boli, nonché allo chef stellato Alexandre Mazzia che si occuperà della ristorazione nel villaggio degli atleti di Parigi. Più di 10mila persone parteciperanno alla staffetta prima che la fiamma raggiunga la capitale, installata nei giardini delle Tuileries, davanti alla Piramide del Louvre. Nella lista dei tedofori ci sono anche Miss Martini e Minima Gesté, drag queen selezionate come simbolo di inclusione, e subito vittime di una campagna di odio sui social da profili dell’estrema destra. Come già per Aya Nakamura, la cantante maliana naturalizzata francese che canterà Edith Piaf alla cerimonia di inaugurazione.

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