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Israele aspetta la finale di Eurovision: “Molto più che musica”

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La partecipazione di Eden Golan contestata da chi chiede lo stop all’offensiva su Gaza. Ma in un Paese che si sente sempre più isolato, la sua presenza è vista come un simbolo di resilienza
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TEL AVIV – La televisione pubblica israeliana Kan ha rivelato che per giorni ha provato con gente che gridava contro per essere preparata: poi ha trasmesso un video in cui la tecnologia anti-rumore che usa Ebu (European Broadcasting Network, che trasmesse il segnale alle emittenti nazionali) era annullata, permettendo al pubblico di capire l’intensità delle contestazioni che hanno accompagnato la sua performance. È molto più di una canzone quella che la cantante israeliana Eden Golan, 20 anni, porterà in scena questa sera a Malmo, Svezia, durante la finale dell’Eurovision.

Da giorni, qui in Israele, la sua prova viene seguita con ansia, e le proteste contro di lei – 12 mila persone…

TEL AVIV – La televisione pubblica israeliana Kan ha rivelato che per giorni ha provato con gente che gridava contro per essere preparata: poi ha trasmesso un video in cui la tecnologia anti-rumore che usa Ebu (European Broadcasting Network, che trasmesse il segnale alle emittenti nazionali) era annullata, permettendo al pubblico di capire l’intensità delle contestazioni che hanno accompagnato la sua performance. È molto più di una canzone quella che la cantante israeliana Eden Golan, 20 anni, porterà in scena questa sera a Malmo, Svezia, durante la finale dell’Eurovision.

Da giorni, qui in Israele, la sua prova viene seguita con ansia, e le proteste contro di lei – 12 mila persone in strada giovedì, 20 mila quelle attese stasera per protestare contro l’offensiva israeliana su Gaza, che ha fatto quasi 35 mila morti – sono viste come la prova di un’ondata di antisemitismo che da tempo le autorità israeliane denunciano.

“Non solo stai sostenendo la competizione in maniera ottima ma lo stai facendo con successo nonostante una disgustosa ondata di antisemitismo, rappresentando portando onore allo Stato di Israele”, le ha scritto su X (l’ex Twitter) il primo ministro Benjamin Netanyahu. Un tono non molto dissimile da quello con cui giornali e tv hanno raccontando le proteste, spiegando che Golan era stata costretta ad annullare tutte le apparizioni non essenziali a causa di timori per la sua sicurezza.

La cantante da parte sua ha scelto il silenzio: alla domanda sul fatto che la sua presenza potesse mettere a rischio gli altri concorrenti, ha risposto che era certa che l’organizzazione fosse in grado di garantire la sicurezza di tutti. Al termine dell’esibizione, ha detto solo “Thank you very much”.

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La presenza di Golan è al centro delle polemiche da mesi. Tante le voci che ne hanno chiesto l’esclusione, in nome di quegli ideali di pace e fratellanza che Eurovision vorrebbe presentare e che contrastano, agli occhi dei contestatori, con l’attacco condotto da Israele su Gaza. Prima ancora che si alzasse il sipario, il titolo della sua canzone è stato cambiato su richiesta degli organizzatori: da October rain a Hurricane. Troppo chiaro il riferimento alla strage compiuta da Hamas il 7 ottobre. Il collegamento sarà comunque chiaro nella testa di tutti gli spettatori che stasera si sintonizzeranno da Israele per vedere lo show e votare per Golan. Non solo in nome della musica.

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