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Pioggia di fuoco sugli ucraini. Assalto ai villaggi nel Kharkiv

Le truppe di Mosca spingono a Nord su Vovchansk e Lyptsy. La caduta dei due villaggi gli consentirebbe di prendere alle spalle i soldati di Zelensky che difendono il Donbass o di marciare sulla seconda città del Paese. Sirsky: “La situazione si è aggravata”
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Adesso la battaglia cominciata dai soldati russi nella regione di Kharkiv si concentra con furia nella piccola città di Vovchansk, cinque chilometri dal confine con la Russia e settanta chilometri dalla metropoli di Kharkiv, che è da sempre il bersaglio grosso nel Nord dell’Ucraina – quello che la Russia non è riuscita a centrare durante le prime settimane dell’invasione nel 2022.

Eppure il fatto che i militari russi stiano andando all’assalto di Vovchansk dice qualcosa di diverso, perché la posizione è particolare. Si tratta di un piccolo centro – ventimila abitanti – che sta al di là del fiume Siversky Donets, nel senso che se poi da lì i soldati invasori volessero marciare su Kharkiv dovrebbero attraversare il corso d’acqua – che è un’attività sempre poco raccomandabile perché ti esponi molto al tiro dei tuoi nemici. Potevano scegliere di sfondare il confine al di qua del fiume – quindi più a Ovest – e invece anche se vincessero si troverebbero sull’altra sponda rispetto a Kha…

Adesso la battaglia cominciata dai soldati russi nella regione di Kharkiv si concentra con furia nella piccola città di Vovchansk, cinque chilometri dal confine con la Russia e settanta chilometri dalla metropoli di Kharkiv, che è da sempre il bersaglio grosso nel Nord dell’Ucraina – quello che la Russia non è riuscita a centrare durante le prime settimane dell’invasione nel 2022.

Eppure il fatto che i militari russi stiano andando all’assalto di Vovchansk dice qualcosa di diverso, perché la posizione è particolare. Si tratta di un piccolo centro – ventimila abitanti – che sta al di là del fiume Siversky Donets, nel senso che se poi da lì i soldati invasori volessero marciare su Kharkiv dovrebbero attraversare il corso d’acqua – che è un’attività sempre poco raccomandabile perché ti esponi molto al tiro dei tuoi nemici. Potevano scegliere di sfondare il confine al di qua del fiume – quindi più a Ovest – e invece anche se vincessero si troverebbero sull’altra sponda rispetto a Kharkiv.

Per questo motivo c’è da pensare che per adesso non vogliano muovere dritti su Kharkiv e vogliano invece scendere verso Sud e attaccare da dietro le linee ucraine che difendono Kupiansk. Darebbero un grande aiuto al contingente russo più grande, che da settimane si sta ammassando in attesa di scatenare un’offensiva da Est verso Ovest nella regione del Donbass – tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, al meglio di quanto possiamo capire.

La pressione dell’esercito che arriva dalla Russia è spaventosa. I testimoni sul posto dicono che due giorni fa i russi hanno lanciato razzi, droni e almeno venti bombe-aliante, vale a dire quegli ordigni di epoca sovietica con quintali di esplosivo aggiornati con un paio di ali che planano per decine di chilometri dopo essere stati sganciati dagli aerei russi. Per colpire Vovchansk, a cinque chilometri, i piloti russi non solo restano comodamente nello spazio aereo della Russia ma non sono nemmeno costretti a salire molto in quota: è un bersaglio che più a portata di così non si potrebbe. Volontari con furgoni si occupano di far evacuare i civili e i giornalisti hanno per ora ancora accesso alla città – due segni che ancora non è cominciata la fase finale della battaglia. Come a Marinka, come a Bakhmut, come ad Avdiivka e a Chasiv Yar, quando poi le cose si metteranno male in modo definitivo ci sarà una chiusura quasi totale della zona.

C’è anche un contingente russo, per ora minore rispetto a quello di Vovchansk, che muove in direzione di Lyptsy e questa volta è sulla sponda giusta del fiume per attaccare Kharkiv, quaranta chilometri più a Sud. Fonti militari ucraine nella regione dicono a Repubblica che le difese circolare attorno alla città sono troppo solide per cedere a questa incursione limitata, ma che un obiettivo dei soldati russi potrebbe essere tornare a portata di tiro con i lanciarazzi e l’artiglieria.

Nei primi mesi d’invasione, come si ricorderà, gli abitanti di Kharkiv fecero una vita sotterranea per sfuggire ai colpi di cannone dei soldati russi piazzati a Nord e a Est della città, fino a quando i soldati russi non furono cacciati oltre confine e la distanza di sicurezza non fu ripristinata. Ora Mosca vuole annullare di nuovo questo stato di grazia. L’altro grande scopo dell’avanzata di questi giorni è costringere gli ucraini a togliere truppe dal Donbass, a spostarle verso Nord e disperderle su una linea del fronte lunga. È una cosa che l’Ucraina soffre molto, come ebbe a dire a fine marzo lo stesso Zelensky: se non saremo più in grado di sparare molti proiettili di artiglieria, saremo costretti a indietreggiare per accorciare la linea del fronte da difendere.

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