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Il socialista Schmit avverte von der Leyen: “Mai con l’ultradestra”

Nicolas Schmit e Ursula von der Leyen

 
Verso le elezioni europee. Il candidato del Pse alla Commissione ospite all’arena Robinson con la leader Pd Schlein: “La priorità della prossima legislatura è la difesa dell’Ucraina”
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TORINO — Il candidato del Pse alla Commissione europea chiarisce che la priorità numero uno della prossima legislatura dovrà essere il supporto alla resistenza dell’Ucraina di fronte all’invasione della Russia. Nicolas Schmit arriva a Torino scortato da Elly Schlein per una conferenza con cui il Pd presenta il programma europeo su industria e lavoro, e nei giorni del Salone del libro fa tappa all’Arena Robinson Repubblica per un colloquio con il direttore Maurizio Molinari.

Il candidato socialista, oggi commissario al lavoro, manda anche un messaggio chiaro verso la costruzione di un’alleanza necessaria a decidere l’assetto della prossima Commissione. «Se vuole fare accordi con noi, deve tenere fuori l’estrema destra», ha detto Schmit, parlando di Ursula von der Leyen, la presidente che ambisce a un secondo mandato. Il messaggio di Schmit è stato chiarito anche in un incontro avuto con l’esponente popolare negli scorsi giorni. «Non esiste per noi alcuna alleanza possibile con l’estre…

TORINO — Il candidato del Pse alla Commissione europea chiarisce che la priorità numero uno della prossima legislatura dovrà essere il supporto alla resistenza dell’Ucraina di fronte all’invasione della Russia. Nicolas Schmit arriva a Torino scortato da Elly Schlein per una conferenza con cui il Pd presenta il programma europeo su industria e lavoro, e nei giorni del Salone del libro fa tappa all’Arena Robinson Repubblica per un colloquio con il direttore Maurizio Molinari.

Il candidato socialista, oggi commissario al lavoro, manda anche un messaggio chiaro verso la costruzione di un’alleanza necessaria a decidere l’assetto della prossima Commissione. «Se vuole fare accordi con noi, deve tenere fuori l’estrema destra», ha detto Schmit, parlando di Ursula von der Leyen, la presidente che ambisce a un secondo mandato. Il messaggio di Schmit è stato chiarito anche in un incontro avuto con l’esponente popolare negli scorsi giorni. «Non esiste per noi alcuna alleanza possibile con l’estrema destra: le loro idee, i loro valori, la visione dell’Europa sono incompatibili. Alcuni sono molto chiaramente filo-russi, come la Lega in Italia e Orbán in Ungheria», aggiunge Schmit.

C’è invece disponibilità, da parte del candidato del Pse, a lavorare con la leadership del Ppe e non solo. «Noi — aggiunge — pensiamo che dovremmo lavorare anche con i Verdi e i Liberali, anche se sono divisi tra di loro e in alcuni casi alleati con l’estrema destra». Non sembra dunque possibile sbrogliare la matassa delle alleanze prima del voto dell’8 e 9 giugno, a partire dal nodo di FdI, che per i sondaggi sarà il primo partito in Italia e non ha deciso a quale famiglia appartenere: l’unione delle destre estreme o il Ppe?

«Sono pronto a guidare la Commissione, grazie al supporto dei tanti democratici e socialisti e portando una nuova leadership», continua Schmit, lussemburghese, 71 anni, politico di lungo corso. La priorità numero uno della Commissione, in ogni caso, dovrà essere in politica estera, con il supporto all’Ucraina, e per una «soluzione politica» in Medio Oriente. La seconda partita è quella dell’economia, a cui il Pd ha dedicato una giornata proprio a Torino. «Dobbiamo riflettere sulle condizioni dell’economia del nostro continente — continua il commissario –, Ovviamente andremo avanti sul Green Deal, sarebbe una catastrofe fermarlo, ma al tempo stesso dobbiamo dare alle persone la sensazione che nessuno sarà lasciato indietro. Dobbiamo quindi coniugare queste politiche sul clima a un modello sociale forte».

Il difficile equilibrio sulle politiche ambientali è al centro del pensiero del commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni: «Nessuno, e tanto meno il Pd, può sottovalutare le resistenze e ignorare le difficoltà. Immaginare che la transizione verde sia un pranzo di gala, tanto per utilizzare un’espressione in voga qualche anno fa, sarebbe ridicolo. Ci sono settori, come l’automotive, che sono coinvolti direttamente; da questo punto di vista bisogna essere pragmatici e flessibili».

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